Tema già ampiamente dibattuto. Il Presidente Berlusconi domanda al centrosinistra un aiuto per il bene del paese. Ottimo, finalmente si è accorto di non essere il dominus della politica italiana ma un soggetto tra altri attori. Peccato però che sia singolare essersi sinora mossi quasi come un conquistatore e non un vincitore di normali elezioni democratiche e accorgersi di non avere bisogno di un aiuto.
Troppo comoda! Per anni ha sparso disprezzo verso il centrosinistra, l’ha definito non democratico e illiberale. Non dimentico, perché ho buona memoria, gli attacchi indegni e le accuse di contiguità al terrorismo o le accuse di brogli alle elezioni del 1996.
Con che coraggio ora viene a chiedere una mano? Col coraggio di chi sa di aver mentito, per incapacità o deliberatamente, sulla reale situazione economica italiana. Certo, la crisi è internazionale ma i Nostri hanno continuato imperterriti sulla strada di un ottimismo senza fondamento. Il libro dei sogni era là, era stato acquistato dagli italiani (a maggioranza relativa). Il Grande Comunicatore lo avevo venduto come l’anticipo del miracolo, il messaggio era: “Guardatemi, votatemi e farò di voi quello che ho fatto alle mie aziende: un successo”.
Dopo solo un anno e mezzo si scopre quanta approssimazione ci fosse in quel contratto con gli italiani.
Con che coraggio si chiede una mano, dopo aver speso gran parte del tempo dell’attuale legislatura ad approvare provvedimenti sulla giustizia che – al di là dei loro contenuti – vanno obiettivamente a vantaggio del presidente del consiglio e dei suoi seguaci più stretti. Era davvero necessaria tutta quella fretta sulla giustizia? O non sarebbe stato meglio rivolgere l’attenzione ai problemi economici?
Con che coraggio prima si dileggia e poi si chiama ad unità? Con che coraggio si chiede aiuto dopo avere occupato manu militari la rai e aver escluso alcuni giornalisti (antipatici, simpatici, bravi o pessimi non importa) solo perché contrari all’attuale governo. Bei liberali davvero! Un sistema democratico permette di esprimersi tanto a Emilio Fede quanto a Santoro.
Con che coraggio si distribuiscono patenti di democraticità, da parte di un’alleanza che ha al suo interno chi, fino a pochi anni fa, inneggiava al Duce, dimenticato nell’acqua di Fiuggi, o un partito composto da soggetti che fanno riferimento a una sorta di razza Piave e se ne vanno con un’ampollina dal Monviso a Venezia in nome di antiche (o inventate?) divinità pagane?
Con che coraggio si chiede una mano?
E non mi si dica necessario abbassare i toni: i vari commentatori liberali (così si definiscono) che ora tanto accusano l’opposizione di estremismo, non hanno mai alzato verbo contro le pesantissime accuse di illegittimità lanciate a suo tempo dal polo contro i governi ulivisti. Dov’eravate signori miei?
Forse l’aiuto è necessario al paese? Ma è nell’interesse del paese farsi passare al più presto la sbornia berlusconiana .
Chi scrive non è un massimalista, anzi, si definisce liberalsocialista ma si augura che il governo non riceva ALCUN sostegno dall’Ulivo. Loro hanno promesso, loro ci hanno condotto sin qui, loro ce ne trarranno d’impaccio, se ne saranno capaci.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
GIUSTIZIA E LIBERTA’
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