Commissioni approvano testo
La Cirami in aula mercoledì


Mercoledì si va in aula. Dove ricomincerà la battaglia tra maggioranza e opposizione su uno dei provvedimenti più controversi di questa legislatura. Il disegno di legge Cirami che introduce il legittimo sospetto tra le cause di spostamento del processo ad altra sede, è stato votato dalle commissioni congiunte Giustizia e Affari Costituzionali dopo la bocciatura di tutti gli emendamenti (circa 400) presentati dal centrosinistra e da Rifondazione Comunista.

Nell'aula di Montecitorio approda lo stesso testo votato dal Senato in estate, e se l'assemblea lo approverà così com'è basterà la promulgazione di Ciampi per farlo entrare immediatamente in vigore. L'opposizione ha però già annunciato battaglia fino all'ostruzionismo, accusando i partiti di governo di aver voluto una approvazione a tappe forzate per consentire agli avvocati del processo Imi-Sir, dove è imputato il senatore di Forza Italia Cesare Previti, di chiedere la sospensione del dibattimento prima della sentenza.

Sulla strada dell'approvazione in seconda lettura c'è però lo scoglio Quirinale. E' noto infatti che il Presidente della Repubblica Ciampi coltiva alcuni dubbi di natura costituzionale sul testo approvato dall'assemblea di Palazzo Madama. Per questo la Casa della Libertà non esclude cambiamenti da apportare durante la discussione in aula, sui quali però nessuno è entrato finora nel dettaglio.

"Mi auguro e credo che l'aula potrà migliorare questo testo - dice per esempio la relatrice di Forza Italia Isabella Bertolini - ora che abbiamo tutti gli elementi per fare una giusta valutazione". Di diverso parere l'avvocato Taormina, già sottosegretario agli Interni e ora semplice deputato azzurro, secondo il quale "il testo va approvato così com'è".

Le norme approvate dalla commissioni congiunte prevedendo che in caso di istanza di legittimo sospetto il processo si debba fermare in attesa di una decisione della Cassazione. Se questa decide la fondatezza della richiesta il dibattimento viene quindi spostato in un altra sede giudiziaria e gli atti fino ad allora acquisiti vengono considerati nulli. In altre parole, il processo si deve rifare da capo. Infine le nuove norme - altro punto assai controverso - si applicano anche ai processi in corso.

Un complesso di articoli che il centrosinistra continua a ritenere incostituzionali, contestando anche le forzature al regolamento da parte dei presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali, gli avvocati Pecorella e Bruno entrambi di Forza Italia.

(23 settembre 2002 www.repubblica.it)