Solo a Padova un milione di euro in multe e spese processuali
che non saranno mai riscossi
Condannati dai tribunali italiani in via definitiva, ma ormai sono irreperibili
di Alberto Rodighiero

PADOVA (Pàdova) - Solo nel Veneto a rischio sono qualche milione di euro che con ogni probabilità sarà la comunità a dover corrispondere. In appena tre giorni (dal 29 al 31 agosto) all’albo del Tribunale di Padova sono apparsi infatti più di 600 inviti al pagamento per spese di giustizia, pari a quasi a un milione di euro, avvisi che resteranno ampiamente inascoltati dato che gli interessati si sono resi irreperibili. Nell’85% dei casi si tratta di cittadini extracomunitari. A questi seicento inviti al pagamento andranno ad aggiungersene altri 4400 accumulati in sei anni di attività giudiziaria.
A fornire i dati è l’ufficio Campione penale del Tribunale della città del Santo che spiega che la singole cifre notificate sono riferite a multe, ammende, spese di giustizia ed eventuali mantenimenti in carcere. I solleciti al pagamento riguardano in larga parte pregiudicati maghrebini, romeni e slavi, a seguire nigeriani e albanesi.
«Il problema degli irreperibili è sempre stato considerato fisiologico all’interno della macchina giudiziaria», spiega Mario Cerboni, responsabile dell’area penale del Tribunale di Padova. «Il problema però si è accentuato da quando la presenza nel nostro Paese di cittadini extracomunitari è andata aumentando» e continua: «Problemi di questo tipo molto spesso sono legati a reati di droga. E come è noto lo spaccio è largamente monopolizzato dalla criminalità maghrebina»
«Se per esempio un pusher, immigrato clandestino, viene arrestato mentre sta spacciando succede questo: entro quarantott’ore viene celebrato il processo per direttissima, viene condannato e stai sicuro che la difesa (si tratta quasi sempre di avvocati d’ufficio) chiederà l’appello. Ora, tra la condanna e l’appello, è quasi matematico che l’interessato, che essendo irregolare non ha certamente un domicilio, fa perdere le sue tracce. Quindi spese processuali, e ammende rimangono immancabilmente sul groppone del Tribunale, ergo della comunità».
A scorrere un po’ gli “inviti” al pagamento effettivamente si trova un po’ di tutto, si va da modesti importi di mille euro a cifre di tutto rispetto che sfiorano i 30.000 euro. Pare essersi particolarmente applicato il tunisino Nabil Trablissi, 32 anni, senza fisa dimora che grazie a un reato di droga commesso il 28 febbraio 1993, con sentenza del 26 gennaio 1999, divenuta irrevocabile il 14 maggio dello stesso anno risulta debitore nei confronti del Tribunale per un importo pari a 30.987,41 euro. Per un reato analogo il magrebino naturalizzato francese Taras Abes, di anni 30, è stato condannato al pagamento di 18.075,99 euro. Debitore nei confronti della collettività e naturalmente impossibile da rintracciare, il ventiquattrenne marocchino Nohz Brahim che dovrebbe corrispondere 20.658, 28 euro sempre per droga. Per spese giudiziarie Yassin Adnan , 24 anni marocchino dovrebbe sborsare 17.559, 53 euro. E la lista prosegue.
Non è difficile immaginare che, essendo questi signori tutti irreperibile e che se anche fossero rintracciati di certo non sarebbero in grado di corrispondere cifre così alte (non risultano lavoratori e riesce difficile pensare che le banche concedano loro qualsiasi tipo di prestito), dovrà essere la collettività a sobbarcarsi anche questa spesa. Se poi si tiene in considerazione che il fenomeno non riguarda solamente Padova, ma tutta la Penisola, si fa presto a far due calcoli e a rendersi conto della gravità della situazione.
Che non si tratti di un fenomeno isolato lo confermano anche altri Tribunali. L’ufficio Campione penale di Treviso quantifica il danno per l’erario, solo per la città della Marca, per un importo pari a qualche centinaia di milioni di vecchie lire specificando che tra gli irreperibili la percentuale degli extracomunitari clandestini arriva fino al 90%. Cambiando tribunale, la musica è la stessa: i funzionari dell’ufficio Campione penale di Verona parlano di un fenomeno che da circoscritto, dopo l’arrivo in massa di immigrati irregolari, sta crescendo in maniera esponenziale e parlano di centinaia di migliaia di euro che difficilmente potranno essere recuperati.