User Tag List

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
  1. #1
    -Obbediente di destra-
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    -New york city- Roma- London- Ankara-Il Cairo
    Messaggi
    486
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Exclamation Gli emigranti Italiani non hanno nulla di simile a gli invasori islamici

    Gli emigranti Italiani non hanno nulla di simile a gli invasori islamici

    sento spesso fare similitudini tra i nostri connazionali e gli altri, sentendo e vedendo sostenere la tesi che "loro" sono qui per lavorare proprio come facevamo noi un secolo o 50 anni fa..non è vero!!"
    chiariamo un concetto una volta per tutte,
    gli italiani che si sono recati all'estero non sono mai stati coinvolti in problemi politico religiosi, non sono mai stati inseriti in gruppi terroristici , ne hanno mai mirato a sovvertire lo stato democratico dei paesi dove andavano, non hanno mai fatto circoncidere i loro figli, non hanno mai messo in schiavitu' le loro donne...non si sono mai professati portatori di verità religiose.
    Gli emigranti Italiani non hanno nulla di simile a gli invasori islamici di verità assolute.
    hanno lavorato , tribolato , penato, si sono istruiti , hanno accettato le regole che c'erano nei paesi ospitanti.
    La mafia, come tutte le altre grandi organizzazioni criminali, nasceva da un grande popolo, quello siciliano....che cosa possiamo dire: che gli Italiani sono tutti mafiosi???
    No...e nemmeno tutti fanatici religiosi!!
    mentre i cari amici islamici, incarnano il peggio , dal terrorismo alla mafia narcos. .all'integralismo religioso, non si integrano nei paesi dove vanno ospiti, non vanno nei paesi per lavorare, ma per spacciare, e cercano di sovvertitre sia culturalmente che religiosamente il nostro normale ordinamento.
    a questa stregua , mettere sullo stesso piano gli emigranti italiani e gli invasori islamici ci vuole un bel coraggio.
    W l'italia
    Il principe destrorso

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito

    Pregiudizi di ieri e di oggi

    Quando immigrato «criminale» era il marchio affibbiato agli italiani


    di GIAN ANTONIO STELLA

    Lo chiamavano «El petiso orejudo», cioè il monello dalle orecchie a sventola, ed era il terrore di Buenos Aires. Figlio di immigrati scaricati da qualche nave venuta da Genova, aveva il nome di Gaetano Godino, comandava una banda di bambini di strada italiani e fu protagonista d’una catena di omicidi così insensata e spaventosa da spingere i giornali argentini a una incandescente campagna di stampa contro i nostri connazionali. Campagna dove spiccò la citazione del professor Cornelio Moyano Gacita, che riprendendo Cesare Lombroso teorizzava: «La scienza ci insegna che insieme col carattere intraprendente, intelligente, libero, inventivo e artistico degli italiani c’è il residuo della sua alta criminalità di sangue». Il senatore leghista Antonio Vanzo, che l’altro ieri se l’è presa con romeni e albanesi urlando che «l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non sulla prostituzione, lo spaccio di droga e le rapine», del «Petiso orejudo» forse non sa niente.
    Pazienza. Certi toni volgari che accompagnano il dibattito sulla legge per l’immigrazione, sulla quale la destra fa legittimamente la parte della destra, invitano però a ricordare una cosa da troppi rimossa: per oltre un secolo, nel mondo, gli indesiderabili siamo stati noi.
    Non c’è invettiva, non c’è preoccupazione sanitaria, non c’è norma restrittiva oggi invocata che non siano già state usate contro i nostri nonni e zii andati a «catàr fortuna» in giro per il pianeta. Largo agli «stagionali» che lavorino e poi via? E’ quello che voleva la Svizzera spezzando il cuore ai nostri bellunesi e bergamaschi. Gli stranieri «rubano il lavoro ai nostri ragazzi»? E’ ciò che dicevano gli operai francesi («Italiens: basta mangiare il nostro pane!») che il 17 agosto 1893 ad Aigues Mortes assaltarono i liguri, lombardi e piemontesi che per una paga da fame lavoravano nella saline della Camargue, uccidendo nove poveretti e ferendone decine.
    Un massacro che, nonostante il monito d’una canzone popolare («Acque morte ci addita l’orrenda / ecatombe di vittime inulte / No, jamais, sì ferale tregenda / in Italia obliata sarà»), è stato dimenticato. Come il quotidiano gocciolìo di veleni xenofobi, scrupolosamente riportati da Enzo Barnabà nel libro «Morte agli italiani!», che lo aveva prodotto. Basti ricordare quanto scriveva Maurice Barrès: «Il decremento della natalità e il processo di esaurimento della nostra energia (...) hanno portato all’invasione del nostro territorio da parte di elementi stranieri che s’adoprano per sottometterci». Il quotidiano «Le Jour» non aveva dubbi: il governo doveva proteggere i francesi «da questa merce nociva, e peraltro adulterata, che si chiama operaio italiano».
    Richard Gambino ha raccontato in «Vendetta» una storia avvenuta dall’altra parte dell’Oceano. Quella di un gruppo di siciliani di New Orleans, dove la nostra comunità, arrivata per sostituire nei campi gli ex-schiavi neri (portando secondo la Commissione Federale per l’Immigrazione «a un aumento del 40% del cotone prodotto pro-capite») era cresciuta in pochi anni fino a rappresentare un decimo della popolazione e guadagnare una posizione fortissima nel mercato nel pesce e della frutta.
    Tutto nacque da un agguato al giovane capo della polizia, David Hennessy, assassinato mentre tornava a casa. Neanche il tempo d’indagare e i colpevoli c’erano già: gli italiani. Decine di arresti, centinaia di perquisizioni, pioggia di insulti su tutti i giornali a partire da una oscena invettiva del sindaco Shakespeare: «Il clima mite, la facilità con la quale ci si può assicurare il necessario per vivere e la natura poliglotta dei suoi abitanti hanno fatto sì che, sfortunatamente, questa parte del Paese sia stata scelta dai disoccupati e dagli emigrati appartenenti alla peggiore specie di europei: i meridionali italiani (...) Gli individui più pigri, depravati e indegni che esistano (...) Tranne i polacchi non conosciamo altre persone altrettanto indesiderabili».
    Il processo, costruito su prove inventate a tavolino, finì in un’assoluzione. Inveleniti, i «bravi cittadini» di New Orleans si diedero appuntamento in 20 mila, presero d’assalto il carcere, piombarono su undici italiani (rimandati in galera nonostante la sentenza!) e li fecero a pezzi. Non uno, dei bravi assassini, fu condannato. Non un giornale si indignò. E quasi quasi, per aver definito il linciaggio «un’offesa contro la legge e l’umanità», il presidente Benjamin Harrison rischiò di essere incriminato dal Congresso.
    Certo, erano altri tempi. La diffidenza verso i «nostri», però, è durata per decenni, da una parte all’altra del mondo. Parole che in questi giorni suonano stranamente familiari. Chi era, secondo l’industriale laniero Emanuele Serra, l’immigrato in Svizzera «più rozzo nell’aspetto esteriore come anche moralmente ed intellettualmente»? L’italiano. Chi era, come ha scoperto Paolo Cacciari spulciando nei vecchi archivi della Farnesina, l’immigrato in Germania più indifferente («In alcuni alloggi si nota talvolta una depravazione orribile, poiché non è raro che la baccana che affitta casa come pensionato divenga l’amante e la concubina di tutti gli operai») al «sentimento della pulizia e della decenza»? L’italiano. Chi, come scriveva «The view of the New York Gentleman», era mille volte peggio di «uno sporco irlandese»? «Un orribile italiano».
    Emilio Franzina, curatore della monumentale «Storia della emigrazione italiana» edita da Donzelli, ha scritto una montagna di libri, su questi temi. Ricordando le tragedie di chi come il povero Francesco Fazio nel ’22, al ritorno a New York dopo aver combattuto per l’Italia nella Grande Guerra, si vide respingere dagli Stati Uniti dove già si era costruito un futuro perché con le nuove leggi, da analfabeta, era «fuori quota». E Ulderico Bernardi, che ha appena pubblicato il bellissimo «Addio patria» (edizioni Biblioteca dell’Immagine), ha ricostruito mille episodi di discriminazione razziale. Dalla decisione di Alabama, North Carolina e South Carolina di accettare solo «cittadini bianchi Usa, irlandesi, scozzesi, svizzeri, francesi e ogni altro straniero di origine sassone» alla legge che in Luisiana non consentiva «ai bimbi italiani di frequentare le scuole dei bianchi» fino alla deposizione in una commissione del Congresso di un grande imprenditore delle ferrovie: «Lei definirebbe di razza bianca un italiano?». «No, sir: un italiano è un dago».
    Un essere inferiore. Perfino in Argentina, dice Eugenia Scarzanella in «Italiani malagente», arrivarono a accusare i nostri d’essere «avidi accaparratori delle ricchezze nazionali», d’aver incrementato i reati e contribuito a far sì che «delle prostitute registrate nel 1875 a Buenos Aires il 75 per cento erano nate all’estero».
    Insomma: ben vengano certe norme più severe coi clandestini. Ma alla larga dalla xenofobia. Dall’altra parte, delinquenti a parte, ci sono quelli che fino a ieri eravamo noi. E magari scrivono alle sorelle come Bartolomeo Vanzetti, che avendo girato per tre mesi l’America senza trovar lavoro (da noi oggi verrebbe subito espulso) sognava «un tetto per ogni famiglia, un pane per ogni bocca, una educazione per ogni cuore».


    Corriere della Sera 22 febbraio 2002

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    10 Jul 2002
    Messaggi
    10,197
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    gli italiani che si sono recati all'estero non sono mai stati coinvolti in problemi politico religiosi, non sono mai stati inseriti in gruppi terroristici , ne hanno mai mirato a sovvertire lo stato democratico dei paesi dove andavano, non hanno mai fatto circoncidere i loro figli, non hanno mai messo in schiavitu' le loro donne...non si sono mai professati portatori di verità religiose.
    "Mai" è un po' eccessivo se pensiamo alla tradizione anarco rivoluzionaria che va da Sacco e Vanzetti (di Cuneo...) fino alla Baraldini.
    La circoncisione non la fanno gli immigrati italiani ma gli ebrei naturalmente si, senza scandalo.
    Le donne in schiavitù, prima degli anni 60 erano la quasi totalità e chi non metteva il velo in chiesa veniva cacciata fuori.
    Sul proselitismo cattolico in America stendo un velo pietoso e pretofilo.

  4. #4
    -Obbediente di destra-
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    -New york city- Roma- London- Ankara-Il Cairo
    Messaggi
    486
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    a si va bene......
    ho capito...
    siamo sempre il peggio del peggio , del peggio....non è vero?
    Il principe destrorso

  5. #5
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Località
    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
    Messaggi
    3,432
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Gli emigranti Italiani non hanno nulla di simile a gli invasori islamici

    Originally posted by Principe Borghese
    Gli emigranti Italiani non hanno nulla di simile a gli invasori islamici

    sento spesso fare similitudini tra i nostri connazionali e gli altri, sentendo e vedendo sostenere la tesi che "loro" sono qui per lavorare proprio come facevamo noi un secolo o 50 anni fa..non è vero!!"
    chiariamo un concetto una volta per tutte,
    gli italiani che si sono recati all'estero non sono mai stati coinvolti in problemi politico religiosi, non sono mai stati inseriti in gruppi terroristici , ne hanno mai mirato a sovvertire lo stato democratico dei paesi dove andavano, non hanno mai fatto circoncidere i loro figli, non hanno mai messo in schiavitu' le loro donne...non si sono mai professati portatori di verità religiose.
    Gli emigranti Italiani non hanno nulla di simile a gli invasori islamici di verità assolute.
    hanno lavorato , tribolato , penato, si sono istruiti , hanno accettato le regole che c'erano nei paesi ospitanti.
    La mafia, come tutte le altre grandi organizzazioni criminali, nasceva da un grande popolo, quello siciliano....che cosa possiamo dire: che gli Italiani sono tutti mafiosi???
    No...e nemmeno tutti fanatici religiosi!!
    mentre i cari amici islamici, incarnano il peggio , dal terrorismo alla mafia narcos. .all'integralismo religioso, non si integrano nei paesi dove vanno ospiti, non vanno nei paesi per lavorare, ma per spacciare, e cercano di sovvertitre sia culturalmente che religiosamente il nostro normale ordinamento.
    a questa stregua , mettere sullo stesso piano gli emigranti italiani e gli invasori islamici ci vuole un bel coraggio.
    W l'italia

    gli emigranti italiani si sono comportati nel corso della loro storia come tutti gli altri emigranti: chi ha lavorato sodo e si è inserito, o meglio integrato, chi non aveva voglia di lavorare e si è dato alla delinquenza. Basti ricordare, come esempio la famigerata "mano nera" del sec. XIX che taglieggiava gli emigranti connazionali residenti a "broccolino". Prostitiuzione, spaccio di ogni genere, gli emigranti italiani non sono stati esentati da tale squallore. E' inutile negarlo! Ciò però non vuol dire assolutamente che dobbiamo "sopportare" la delinquenza che proviene dall'esterno! Visto che ne abbiamo tanta all'interno!
    Prosit


  6. #6
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Gli emigranti Italiani non hanno nulla di simile a gli invasori islamici

    Originally posted by Fernando
    Ciò però non vuol dire assolutamente che dobbiamo "sopportare" la delinquenza che proviene dall'esterno! Visto che ne abbiamo tanta all'interno!
    La delinquenza non va sopportata, che sia "interna" o che sia "esterna".
    Nessuno è un delinquente a priori.
    Il razzismo è una forma di delinquenza.

    R.

  7. #7
    -Obbediente di destra-
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    -New york city- Roma- London- Ankara-Il Cairo
    Messaggi
    486
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    il razzismo non è una forma di deliquenza:

    razzismo


    ogni teoria o atteggiamento che, formulando una graduatoria qualitativa tra razze umane, giustifica, attua e promuove iniziative discriminanti: queste, da forme d'intolleranza di diversa gravità, possono giungere — qualora la matrice razzista sia associata al potere politico — alla persecuzione organizzata e istituzionalizzata e al genocidio.
    Il principe destrorso

  8. #8
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito

    Giusto. "Delinquenza" è troppo blando.
    Il razzismo è una vera e propria forma di criminalità.

    R.

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    13 Jul 2002
    Località
    Romagna solatia, dolce paese, cui tennero i Guidi e i Malatesta, cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta.
    Messaggi
    256
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Gli emigranti Italiani non hanno nulla di simile a gli invasori islamici

    Originally posted by Fernando



    gli emigranti italiani si sono comportati nel corso della loro storia come tutti gli altri emigranti: chi ha lavorato sodo e si è inserito, o meglio integrato, chi non aveva voglia di lavorare e si è dato alla delinquenza. Basti ricordare, come esempio la famigerata "mano nera" del sec. XIX che taglieggiava gli emigranti connazionali residenti a "broccolino". Prostitiuzione, spaccio di ogni genere, gli emigranti italiani non sono stati esentati da tale squallore. E' inutile negarlo! Ciò però non vuol dire assolutamente che dobbiamo "sopportare" la delinquenza che proviene dall'esterno! Visto che ne abbiamo tanta all'interno!

    Non è vero!

    La colpa è stata degli americani che non hanno saputo "convivere con la mafia" come giustamente ha detto un signor ministro di questo cesso di gverno.
    Oppure............

    Oppure Al Capone, Frank Costello, Vito Genovese e compari erano delle vittime, perseguitati dalla toghe rosse americane ( eh sì, anche in America ci sono)
    RIMEDIO

    Un lupo disse a Giove:- Quarche pecora
    dice che rubbo troppo, ce vò un freno
    per impedì che inventino 'ste chiacchiere.
    E Giove j'arispose:- Rubba meno.

    (Trilussa)

  10. #10
    -Obbediente di destra-
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    -New york city- Roma- London- Ankara-Il Cairo
    Messaggi
    486
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il principe destrorso

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 21-09-12, 14:28
  2. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 18-11-11, 14:48
  3. Mai sentito nulla di simile!!!
    Di No-social nel forum Destra Radicale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 11-07-05, 21:02
  4. Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 12-01-05, 23:50
  5. Italiani invasori
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-06-03, 12:22

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226