Casini "rimpiange" la prima Repubblica
Commemorando due senatori della Dc, il presidente della Camera tesse le lodi della vecchia classe dirigente e striglia gli attuali schieramenti: "Allora c'era più rispetto reciproco. Oggi c'è più arroganza".
ROMA - Prima Repubblica, quanti rimpianti. Aveva una virtù in più rispetto all'attuale stagione politica: la capacità, tra avversari, di provare reciproca ''stima e rispetto''.
E' questo il senso del discorso che il Presidente della Camera Pierferdinando Casini ha tenuto in consiglio comunale a Cesena, durante la sua visita in Emilia-Romagna, dove è andato per commemorare due autorevoli esponenti della vecchia Dc, i senatori Giuseppe Medici e Furio Farabegoli.
Casini li ha definiti ''grandi protagonisti della cosiddetta prima repubblica, uomini di un'epoca in cui la politica non era vissuta come un continuo scontro all' arma bianca, con polemiche spesso sopra le righe''. ''Le battaglie politiche - ha detto ancora il Presidente della Camera - sono legittime ma bisogna distinguere lo scontro politico dalla faziosità e dall' arroganza''.
Farabegoli e Medici hanno vissuto ''in un periodo in cui si era capaci di dimostrare stima dei propri avversari, che evidentemente erano capaci di meritarsela''. Insomma, i rapporti tra maggioranza e opposizione erano di altro livello: ''Bisogna fermarsi prima del limite - ha ammonito infatti Casini - perché un rapporto dialettico anche di scontro, ma che non trascenda questi confini, serve alla vita democratica e alle istituzioni. Serve molto meno la delegittimazione continuata e ripetuta dell'avversario''.
Casini ha quindi ribadito che ''la maggioranza ha il compito di governare e l' opposizione ha il compito e il diritto di controllo e di fare proposte alternative. Perché questa è la sostanza della democrazia''.
(27 SETTEMBRE 2002, ORE 195)




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