Interrogazione al Viminale dopo la scoperta a Milano:
in 6 anni morti solo 23 orientali
ROMA - «A Milano, ma probabilmente in tutto il Paese, gli extracomunitari cinesi non muoiono. Cosa sta accadendo? È una leggenda metropolitana o dietro questa notizia si nasconde qualcosa di inquietante? Che fine fanno i documenti d’identità dei cinesi deceduti?». Sono le domande che Federico Bricolo, vicepresidente dei deputati della Lega Nord alla Camera pone al ministro dell’Interno in un’interrogazione.
L’onorevole Bricolo prende spunto dall’indagine che ha portato il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, Matteo Salvini, a scoprire che dal 1997 a oggi nella città meneghina è stata data degna sepoltura a solo 23 cinesi. «Apprendo dai giornali di oggi - dice Bricolo - i risultati di un’accurata indagine condotta a Milano dal capogruppo della Lega in consiglio comunale, Matteo Salvini. Dal 1997 a oggi, sono nati 1473 cinesi e ne sono deceduti solo 23. È vero che il popolo cinese è longevo e che alcuni tornano a morire in patria, ma comunque questi numeri sono quanto meno sbalorditivi. Le comunità cinesi da sempre sono chiuse, non si integrano, vivono nell’ombra quasi che abbiano qualcosa da nascondere». Lo stesso Salvini ha sollecitato Questura e Prefettura del capoluogo lombardo a occuparsi della vicenda. L’ipotesi è che i documenti dei defunti siano riciclati per nuovi arrivati clandestini. Ora la vicenda potrebbe assumere un rilievo nazionale. Scrive Bricolo nella sua interrogazione al ministro dell’Interno Beppe Pisanu: «Nonostante siamo di fronte a una situazione denunciata già da alcuni anni, fino ad ora non è stato fatto nulla per fare chiarezza. Chiediamo dunque al ministro Pisanu di mettere in atto scrupolosi controlli al fine di tranquillizzare l’opinione pubblica su questa vicenda».