La Margherita: si autoeleggano 4 rappresentanti
di Fabrizia Sordo

UDINE (Ùdin) - Le “mosche nocchiere” della sinistra, relegate all’opposizione e in disperata ricerca di voti in vista delle elezioni della prossima primavera, ronzano in Consiglio comunale - la mozione è a opera di un consigliere della Margherita, Cristiano Lesa - con la proposta di far posto sugli scranni di Palazzo D'Aronco a almeno quattro rappresentanti degli extracomunitari presenti in città. Consiglieri aggiunti, dunque, non eletti dalla cittadinanza, ma scelti dalle comunità straniere.
La condizione richiesta? Un anno di residenza. Il tutto condito anche dalla proposta dell'istituzione di una giornata annuale dell'accoglienza e della cittadinanza. Lesa non manca di richiamarsi all’Europarlamento che, dice, è favorevole al diritto di voto dei cittadini extracomunitari residenti da almeno cinque anni. Di qui il suo “escamotage” «per dal loro almeno qualche diritto, in attesa del diritto di voto». Forse il consigliere della Margherita non sa che nel vicino Trentino-AltoAdige anche il cittadino italiano deve essere residente da almeno cinque anni per poter votare alle Regionali... Proposta giudicata positiva dal presidente dell'Assindustria locale, Adalberto Valduga, che sottolinea come il fenomeno dell’immigrazione extracomunitaria sia destinato ad aumentare nei prossimi anni. È secco invece il commento del segretario cittadino del Carroccio e consigliere comunale Enzo Bassi: «L’annunciata mozione del rappresentante della Margherita mira solo a creare false illusioni con fantomatiche rappresentanze e non risolve comunque il problema. La Lega Nord in Consiglio Comunale respinge in toto questo modo di ragionare, in quanto solo chi è residente e ha la cittadinanza italiana può candidarsi a un ruolo di rappresentanza. Riserve e recinti non aiutano l'integrazione ma contribuiscono a creare nicchie di culture diverse con la prospettiva di futuri arroccamenti su posizioni contrapposte».
Non manca poi di rimarcare come il fenomeno dell'immigrazione vada gestito a precise condizioni e non subito. «È evidente che gli industriali puntano all'utile ma i costi poi ricadono su tutta la comunità per cui sarebbe opportuno un maggior coinvolgimento del mondo economico almeno per quanto riguarda i costi sociali».