Il ministro della Difesa Martino: «Chi vota no, vota contro l'Italia»
Il Senato dice sì agli alpini in Afghanistan
Ulivo spaccato: a favore, con toni diversi, Margherita-Sdi e Udeur. Contrari Ds e Verdi con Comunisti italiani
ROMA - Approvata la mozione della maggioranza a favore dell'invio degli alpini in Afghanistan. Palazzo Madama ha votato sì anche alla mozione dell'Udeur. La Margherita, favorevole all'invio, è uscita dall'aula al momento della mozione della Cdl, visto che l'astensione al Senato vale come voto contrario. La mozione della Margherita è stata approvata in gran parte, con i voti della maggioranza. Dalla mozione, però sono state tolte alcune righe nelle quali la Margherita esprimeva la sua contrarietà ad ogni iniziativa preventiva unilaterale in Iraq.
Antonio Martino, ministro della Difesa (Lapresse)
IL DISCORSO DI MARTINO - Il ministro della Difesa Antonio Martino ha ribadito in Senato che la prossima missione dei militari italiani in Afghanistan non ha nulla a che fare con una eventuale operazione militare in Iraq. E ha aggiunto: «Chi vota ’no’ all’invio degli alpini in Afghanistan vota contro l’Italia, perché sono in gioco il nostro onore e la nostra credibilità internazionale». Martino ha anche aggiunto che «non si può escludere l'impiego delle armi. Tutte le operazioni militari armate comportano questo rischio». Il ministro - dopo aver ricordato che la natura della missione è quella di svolgere «attività di interdizione di area per impedire l'infiltrazione di gruppi terroristici in Afghanistan» - ha spiegato che per i militari italiani sono state predisposte adeguate misure di protezione, tra cui l'utilizzo di «veicoli blindati protetti, veicoli blindati normali con protezioni aggiuntive, giubbetti antiproiettile per tutti». È anche previsto un «addestramento specifico alla sicurezza propria». Martino ha quindi rassicurato: «Fermo restando che tutti i militari impegnati saranno volontari, e quindi dotati di un addestramento professionale elevato, dal punto di vista tecnico la pianificazione delle nostre missioni è normalmente tale da prevedere e prevenire ogni tipo di rischio».
ULIVO SPACCATO - Si è consumata l'annunciata spaccatura dell'Ulivo, che si è presentato con quattro documenti distinti. Due mozioni a favore dell’intervento, anche se con toni diversi, una da Margherita e Sdi e l’altra dall’Udeur, mentre invece due mozioni contrarie vengono una dai Ds e l’altra da Verdi e Comunisti italiani. Martino ha dato parere favorevole alla mozione dell'Udeur e a buona parte di quella della Margherita.È così fallito l'ultimo tentativo di mediazione tra Ds e Margherita per presentarsi in Parlamento con un documento comune sulla missione italiana in Afghanistan. Di buon'ora deputati e senatori dei due partiti si sono riuniti a Palazzo Madama perdefinire le rispettive posizioni in vista del voto. In mattinata il capogruppo della Margherita Willer Bordon aveva espresso l'auspicio che si potesse ancora trovare un accordo ma le due assemblee hanno deciso che verranno presentati documenti distinti. Il Senato si appresta a votare quindi sei diverse mozioni. Oltre alle quattro dell'Ulivo, una è della maggioranza, l'altra di Rifondazione Comunista.
ALLA CAMERA - Anche alla Camera si profilano sei mozioni riguardanti l'invio di un contingente di alpini in Afghanistan. Oltre a quella della maggioranza dovrebbero essere cinque le mozioni delle opposizioni. Oltre a quella del Prc, già depositata, ci dovrebbe essere una mozione dei Ds, una della Margherita e Sdi insieme, una dell'Udeur, una dei Verdi e Pdci. Alla Camera la situazione non è ancora non completamente definita, ma è molto probabile che anche a Montecitorio si seguirà la falsariga di quanto sta maturando al Senato, dove Martino ha dato parere favorevole alla mozione dell'Udeur e a buona parte di quella della Margherita. Il governo replicherà alle 15 agli interventi dei parlamentari.
3 ottobre
E SE CI FOSSERO STATI LORO? DOVEVA SOCCORRERLI IL TANTO SCHIFATO POLO COME LE ALTRE VOLTE?




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