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Discussione: Lettera al presidente

  1. #1
    Re del Fondoscala
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    Predefinito Lettera al presidente

    L'ho trovata in un sito mentre vagavo qua e la...


    Caro Silvio Berlusconi,
    Lei è in nostro Presidente del Consiglio dei Ministri. Ma non solo. Per tutti i cittadini di estrazione liberale Lei è anche l’uomo che ha salvato, nel 1994, il nostro paese da una pericolosa deriva autoritaria e giustizialista la quale stava per condurre la crisi della prima repubblica verso un autentico regime stalinista. E di questo, mi creda, tanti Italiani Le sono grati.

    Oggi Lei presiede un governo di coalizione che gode in Parlamento di una formidabile maggioranza ed è alla guida del più grande partito politico nazionale di ispirazione liberale. Proprio nel momento in cui è chiara la sfida posta a tutti noi dalla profonda e irreversibile trasformazione dell’assetto economico e politico mondiale avviatasi nel 2001 e soprattutto grazie al Suo contributo, che ha ricollocato l’Italia tra i grandi protagonisti della scena internazionale, Lei ha una straordinaria, irripetibile, opportunità di innescare il grande processo riformatore di cui la nazione ha un immediato bisogno per evitare un lento declino.

    Si ricorda, Caro Silvio Berlusconi, lo spirito del’94 ? Lei allora offrì agli italiani la prospettiva di una rivoluzione liberale, liberista e libertaria. Ma solo adesso, e io dico finalmente, esistono i concreti strumenti esecutivi per dare seguito a quella straordinaria spinta ideale. Colga dunque l’attimo fuggente, Caro Presidente. Una stretta finestra che si offre nel breve arco della presentazione, discussione e approvazione della legge finanziaria.
    Poi, le future scadenze elettorali delle elezioni per rinnovo del Parlamento Europeo del 2004 e, di seguito, per il rinnovo di molti Consigli delle Regioni e delle Provincie nel 2005 ci trascineranno - già a metà del 2003 - nell’aspro clima politico di contrapposizione che caratterizza tutte le campagne elettorali. Un clima di denigrazione e catastrofismo che, in verità, la sinistra ha voluto mantenere ancora oggi.

    Si sono intossicate troppo a lungo le coscienze e si è offuscata un’ equilibrata conduzione della lotta politica democratica. Un modo di fare opposizione distruttivo e irresponsabile a cui porre un deciso freno rispondendo con lo strumento migliore che Lei ha a disposizione: i fatti. Fatti costituiti da una incisiva azione riformatrice che Lei può rendere subito reali raccogliendo l’invito che Le rivolgono autorevoli esponenti del mondo della scienza, della politica, della economia e delle istituzioni i quali Le scrivono: “...respinga gli inviti ipocriti a ulteriori rinvii e ponga mano ad una incisiva riforma della previdenza (..).

    E’ impensabile e ingiusto che una consistente manovra di bilancio - come quella necessaria per rispettare gli impegni europei, prioritari per l’avvenire del Paese - non includa il completamento delle riforma di un settore che da solo rappresenta un terzo della spesa corrente.” Già nei giorni scorsi il governo ha avuto la capacità e il coraggio politico di richiede agli imprenditori un piccolo sacrificio ed ha così rivendicato il suo ruolo super partes che si esercita nel superiore interesse di tutti i cittadini e non di potenti minoranze corporative. La riforma della previdenza sociale porterà in piazza l’opposizione dei girotondi guidata dai soliti registi e dai vari forcaioli.

    I sindacati organizzeranno massicci scioperi e imponenti cortei. La stampa, quasi tutta orientata a sinistra, avvierà l’ennesima campagna catastrofista e massimalista. In televisione assisteremo a innumerevoli dibattiti ove si terrorizzeranno i cittadini e si insinueranno inesistenti prospettive di miseria. In Parlamento verranno presentati migliaia di emendamenti con un disperato filibustering accompagnato da proclami altisonanti. Lor signori proseguiranno in ogni caso a fare le stesse cose a cui abbiamo già assistito in passato, cose che continuano a fare oggi e che hanno già preannunciato per il futuro.

    Stia tranquillo caro Presidente. Milioni di cittadini che non sono usi ad andare in piazza un giorno sì ed uno no per agitare un cappio e urlare improperi all’indirizzo della Sua persona capiranno. Le hanno dato fiducia nell’urna elettorale. Hanno solo di nuovo bisogno di buoni motivi (adeguati al difficile momento che viviamo) per rinnovarLe il loro appoggio e testimoniare il loro sostegno a quella rivoluzione liberale a cui in molti, ancora oggi, crediamo

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  2. #2
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  3. #3
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    ahahahhahahahahahhahahahahahahah..
    fatemi capire, ma di questa "rivoluzione liberale" fanno parte:
    la depenalizzazione dle falso in bilancio, il condono fiscale e i capitali all'estero da riportare tranquillamente in Italia alla faccia dei cittadini onesti che lavorano, pagano le tasse e non falsificano bilanci ne' corrompono la Guardia di Finanza?
    ..carissimi....voi non siete liberali..ma lacche', e della peggior specie.
    Antonio

  4. #4
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    Predefinito Re: Lettera al presidente

    Originally posted by O'Rei
    Per tutti i cittadini di estrazione liberale Lei è anche l’uomo che ha salvato, nel 1994, il nostro paese da una pericolosa deriva autoritaria e giustizialista la quale stava per condurre la crisi della prima repubblica verso un autentico regime stalinista. E di questo, mi creda, tanti Italiani Le sono grati.
    Incommentabile.

    Auspico una migliore valutazione della diffusione delle malattie mentali nel nostro paese.
    Mi pare ampiamente sottostimata.

  5. #5
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    si tratterebbe, nel caso, di psicosi indotte.
    Antonio

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Lettera al presidente

    Originally posted by bom-bim-bom


    Incommentabile.

    Auspico una migliore valutazione della diffusione delle malattie mentali nel nostro paese.
    Mi pare ampiamente sottostimata.



    Finalmente così qualcuno potrà curarti

  7. #7
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    la calligrafia è di Fede

  8. #8
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    Predefinito Re: Lettera al presidente

    Originally posted by O'Rei
    L'ho trovata in un sito mentre vagavo qua e la...


    Caro Silvio Berlusconi,
    Lei è in nostro Presidente del Consiglio dei Ministri. Ma non solo. Per tutti i cittadini di estrazione liberale Lei è anche l’uomo che ha salvato, nel 1994, il nostro paese da una pericolosa deriva autoritaria e giustizialista la quale stava per condurre la crisi della prima repubblica verso un autentico regime stalinista. E di questo, mi creda, tanti Italiani Le sono grati.

    Oggi Lei presiede un governo di coalizione che gode in Parlamento di una formidabile maggioranza ed è alla guida del più grande partito politico nazionale di ispirazione liberale. Proprio nel momento in cui è chiara la sfida posta a tutti noi dalla profonda e irreversibile trasformazione dell’assetto economico e politico mondiale avviatasi nel 2001 e soprattutto grazie al Suo contributo, che ha ricollocato l’Italia tra i grandi protagonisti della scena internazionale, Lei ha una straordinaria, irripetibile, opportunità di innescare il grande processo riformatore di cui la nazione ha un immediato bisogno per evitare un lento declino.

    Si ricorda, Caro Silvio Berlusconi, lo spirito del’94 ? Lei allora offrì agli italiani la prospettiva di una rivoluzione liberale, liberista e libertaria. Ma solo adesso, e io dico finalmente, esistono i concreti strumenti esecutivi per dare seguito a quella straordinaria spinta ideale. Colga dunque l’attimo fuggente, Caro Presidente. Una stretta finestra che si offre nel breve arco della presentazione, discussione e approvazione della legge finanziaria.
    Poi, le future scadenze elettorali delle elezioni per rinnovo del Parlamento Europeo del 2004 e, di seguito, per il rinnovo di molti Consigli delle Regioni e delle Provincie nel 2005 ci trascineranno - già a metà del 2003 - nell’aspro clima politico di contrapposizione che caratterizza tutte le campagne elettorali. Un clima di denigrazione e catastrofismo che, in verità, la sinistra ha voluto mantenere ancora oggi.

    Si sono intossicate troppo a lungo le coscienze e si è offuscata un’ equilibrata conduzione della lotta politica democratica. Un modo di fare opposizione distruttivo e irresponsabile a cui porre un deciso freno rispondendo con lo strumento migliore che Lei ha a disposizione: i fatti. Fatti costituiti da una incisiva azione riformatrice che Lei può rendere subito reali raccogliendo l’invito che Le rivolgono autorevoli esponenti del mondo della scienza, della politica, della economia e delle istituzioni i quali Le scrivono: “...respinga gli inviti ipocriti a ulteriori rinvii e ponga mano ad una incisiva riforma della previdenza (..).

    E’ impensabile e ingiusto che una consistente manovra di bilancio - come quella necessaria per rispettare gli impegni europei, prioritari per l’avvenire del Paese - non includa il completamento delle riforma di un settore che da solo rappresenta un terzo della spesa corrente.” Già nei giorni scorsi il governo ha avuto la capacità e il coraggio politico di richiede agli imprenditori un piccolo sacrificio ed ha così rivendicato il suo ruolo super partes che si esercita nel superiore interesse di tutti i cittadini e non di potenti minoranze corporative. La riforma della previdenza sociale porterà in piazza l’opposizione dei girotondi guidata dai soliti registi e dai vari forcaioli.

    I sindacati organizzeranno massicci scioperi e imponenti cortei. La stampa, quasi tutta orientata a sinistra, avvierà l’ennesima campagna catastrofista e massimalista. In televisione assisteremo a innumerevoli dibattiti ove si terrorizzeranno i cittadini e si insinueranno inesistenti prospettive di miseria. In Parlamento verranno presentati migliaia di emendamenti con un disperato filibustering accompagnato da proclami altisonanti. Lor signori proseguiranno in ogni caso a fare le stesse cose a cui abbiamo già assistito in passato, cose che continuano a fare oggi e che hanno già preannunciato per il futuro.

    Stia tranquillo caro Presidente. Milioni di cittadini che non sono usi ad andare in piazza un giorno sì ed uno no per agitare un cappio e urlare improperi all’indirizzo della Sua persona capiranno. Le hanno dato fiducia nell’urna elettorale. Hanno solo di nuovo bisogno di buoni motivi (adeguati al difficile momento che viviamo) per rinnovarLe il loro appoggio e testimoniare il loro sostegno a quella rivoluzione liberale a cui in molti, ancora oggi, crediamo

    ma che è la <rivoluzione liberale, liberista e libertaria> uno scioglilingua?
    Prosit


  9. #9
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    La calligrafia sarà anche di Fede; ma l'ha scritta sotto dettatura.

  10. #10
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    Risposta di Berlusconi alla lettera postata da O REY (ciao!) :

    "Che vor di'?"

 

 
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