"Un garante per far marciare la Bossi-Fini"


La Lega pensa a un alto commissario che controlli il buon funzionamento della legge sull'immigrazione. Con poteri sanzionatori nei confronti della polizia, ma anche dei ministri competenti.
di Gianluca Roselli

ROMA - Un alto commissario che faccia da garante e controlli il funzionamento della legge sull'immigrazione. Questa è l'idea che ha in testa Umberto Bossi per essere sicuro che la nuova normativa venga applicata nel modo giusto, senza scappatoie per nessuno.

Il Senatùr, infatti, oltre ad aver digerito a malincuore la sanatoria proposta dai centristi per i lavoratori in nero e per quelli raggiunti dal foglio di via, non sarebbe soddisfatto di come i ministri Beppe Pisanu e Antonio Martino (Interni e Difesa) stanno gestendo l'emergenza immigrati in Italia. E i continui arrivi di "carrette del mare" cariche di disperati non fanno altro che aumentare le preoccupazioni del segretario della Lega.

Così due giorni fa in un'intervista a Gigi Moncalvo andata in onda su TelePadania, Bossi ha dato voce ai suoi pensieri. "La legge è stata fatta e deve essere applicata con vigore: se il ministro degli Interni non lo facesse, nel mondo si spargerebbe la voce che in Italia ci sono le frontiere aperte a tutti ha detto Bossi bisogna vedere se comanda il popolo e comandano i soliti furbi che si fanno eleggere e non rispettano i patti. Io starò molto attento che tutto marci secondo i programmi. Se così non sarà bisogna intervenire subito, magari individuando un uomo che sia garante del rispetto delle regole: un alto commissario responsabile per l¹applicazione della legge sull'immigrazione".

Insomma, il Senatùr ipotizza l'istituzione di una figura che controlli il buon funzionamento della sua legge, con poteri sanzionatori nei confronti non solo degli organi di polizia, ma anche dei ministeri competenti. "L'idea nasce dall'esigenza di verificare l'esatta applicazione della legge e di controllare che i provvedimenti di espulsione vengano rispettati - spiega al Nuovo il capo di gabinetto del ministro per le Riforme, Francesco Speroni - non abbiamo ancora sviluppato i particolari, ma pensiamo a una persona interna alla macchina dello Stato che faccia parte della maggioranza, dotato di ampi poteri, come lo sono il garante per la Privacy e quello per le Telecomunicazioni".

Insomma, alla Lega l'idea di un'autorithy in materia di immigrazione piace. "Innanzitutto - continua Speroni - si potrebbero chiarire meglio le responsabilità in caso di gravi mancanze. E poi un garante potrebbe intervenire in tutte quelle situazioni di conflitto. Adesso, per esempio, a mettere i bastoni tra le ruote ci si è messa anche la magistratura: qualche giorno fa un magistrato di Cremona ha annullato un provvedimento di espulsione perché all'immigrato il documento era stato consegnato in italiano invece che in arabo".

E un garante sull'immigrazione potrebbe far digerire meglio a Bossi il boccone amaro inghiottito con la sanatoria voluta fortemente dai centristi ("io non avrei sanato nessuno, ma si sa, in politica, bisogna anche fare dei compromessi", ammette Speroni). E comunque dell'alto commissario sull'immigrazione, assicurano in via Bellerio, si parlerà senz'altro in uno dei prossimi Consigli dei Ministri.

(27 SETTEMBRE 2002, ORE 205)