E' noto che a mercati aperti non si fanno annunci, che potrebbero disturbare il corretto andamento degli scambi. Questa regola fa parte di quel decalogo deontologico derivante dalla scienza economica e viene normalmente applicata innanzitutto dalla Consob, l'organo di vigilanza all'uopo preposto.
Sono gli stessi capitalisti a chiedere la sospensione delle quotazioni quando è in atto una decisione fondamentale, che potrebbe inficiare l'evolversi della domanda e dell'offerta.
Ebbene il grande capitalista a capo del nostro governo, giorni fa si è permesso di sostenere "venderemo la quota di Enel ed ENI ancora in proprietà del Tesoro". A mercati aperti. Ovviamente i titoli, già massacrati per conto loro, ne hanno subito ulteriormente, calando in un minuto, il primo del 5,5%, il secondo di circa il 4%.
Tutti gli osservatori hanno sottolineato l'inopportunità dell'intervento. Inutilmente. Giovedì scorso - mentre la Borsa rimbarzava - il grande capitalista ha affermato: "...ci libereremo della quota residua che lo stato detiene in Telecom". Di nuovo a mercati aperti. Apriti cielo! Telecom è scesa di oltre il 3% mentre il mercato saliva.
E' dunque questo il liberismo a cui si ispira il nostro governo: faccio e dico tutto quello che mi pare e quando mi pare e delle regole me ne strafotto. E se non va bene le regole le cambio io alla faccia del mondo di cui mi vanto di essere amico.
Informauro




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