Federalismo fiscale, Bossi: "Primo sì entro l'anno"
Il ministro delle Riforme annuncia in un comizio: accordo con Berlusconi per cambiare l'articolo 119 della Costituizione. Ma le Regioni rimangono sul piede di guerra per i tagli in Finanziaria.
MILANO - "Cambieremo la Costituzione sul federalismo fiscale". Il ministro per le Riforme Umberto Bossi cerca di placare così le ire delle Regioni, e il malumore del popolo leghista, per il congelamento delle addizionali locali sull'Irpef annunciato in Finanziaria.
"C'è l'accordo sul federalismo - annuncia Bossi in un comizio - e il consiglio dei ministri lo farà partire. Ho l'intesa con Berlusconi: cambieremo l'articolo 119 della Costituzione per permettere a Comuni, Province e Regioni di compartecipare al gettito erariale. L'impegno della maggioranza è che entro la fine dell'anno la legge di modifica sia approvata da un ramo del Parlamento. Il nostro braccio di ferro è stato vincente".
Ma l'ira delle Regioni non sembra lo stesso ancora placata. L'anticipo domenicale del Consiglio dei ministri ha riacceso le micce, con le Regioni che, dopo avere chiesto un incontro con il governo, si vedono ormai definitivamente tagliate fuori dalla partita. Berlusconi ha replicato ricordando che l'anticipo della seduta è stato stabilito soltanto "per avere il tempo di apportare eventuali modifiche'' pur ribadendo che i '"sacrifici" debbono essere suddivisi tra tutti, compresi gli enti locali.
(29 SETTEMBRE 2002, ORE 10:45)
Ecco la grande azione della Lega!!!
Gli enti locali costretti ad aumentare le tasse.Ah già il Berlusca ha garantito che per i cittadini non vi saranno aumenti perchè gli stessi saranno a carico delle regioni.Le regioni diranno che non vi saranno aumenti perchè saranno a carico dei comuni.Ancora una volta grazie lega.
E un garante sull'immigrazione potrebbe far digerire meglio a Bossi il boccone amaro inghiottito con la sanatoria voluta fortemente dai centristi ("io non avrei sanato nessuno, ma si sa, in politica, bisogna anche fare dei compromessi", ammette Speroni). E comunque dell'alto commissario sull'immigrazione, assicurano in via Bellerio, si parlerà senz'altro in uno dei prossimi Consigli dei Ministri.
(27 SETTEMBRE 2002, ORE 205




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