Rai, Saccà contro Santoro: "Non l'abbiamo cacciato"

Il direttore generale alla commissione di vigilanza: "L'autore di Sciuscià sta ancora lavorando per Rai2, ma si atteggia a martire di Berlusconi". Il Cda: "Nessun calo di audience".
di Franco Chirico

ROMA - I due massimi dirigenti della Rai si sono presentati oggi davanti alla Commissione parlamentare di Vigilanza (dimezzata dalla polemica assenza di tutti i suoi membri di opposizione) con posizioni abbastanza discordi sul futuro di Michele Santoro e Enzo Biagi. Per il Presidente Antonio Baldassare i due giornalisti potrebbero lavorare presto sulla Terza Rete, visto che il direttore di quell'emittente (con una lettera ufficiale al cda) si è reso disponibile ad accoglierli senza più pretendere per questo supplementi di budget. Per il Direttore Generale Agostino Saccà invece Santoro non solo sta già lavorando su Raidue, ma cerca di nascondere la cosa per avvalorare una sua presunta epurazione; e proprio per questo motivo sarà oggetto di un ennesimo richiamo aziendale.

Insomma se per Baldassare i due casi sono sostanzialmente chiusi, per Saccà le polemiche sono invece tuttora aperte. Visto che quest'ultimo, a proposito di Biagi, frena sulla possibilità che possa andare in onda (per quanto gratis) su Raitre senza che prima siano garantiti pluralismo ed equilibrio informativo di un suo eventuale programma. E questa apparente schizofrenia al vertice dell'emittente di Stato non è sfuggita al Presidente della Vigilanza, il diessino Claudio Petruccioli. Che infatti non ha mancato di farla notare polemicamente ai due.

Anzi Petruccioli ha anche contestato duramente la tesi secondo cui i direttori di rete della Rai avrebbero la stessa autonomia dei direttori di testata riguardo alle scelte della loro programmazione. Ma si è visto replicare dal Presidente della Rai che in realtà le leggi della radiotelevisione pubblica prevedono proprio questa equiparazione apparentemente anomala.

Comunque sia Baldassare oggi ha reso nota la lettera che gli ha inviato, alla vigilia dell'odierna riunione del Cda della Rai, il direttore di Raitre Paolo Ruffini. Lettera nella quale questi si dice disponibile ad ospitare nei suoi palinsesti sia l'autore de Il fatto che quello di Sciuscià. Per Santoro si tratterebbe di andare in onda intorno alle 20, a partire dal gennaio prossimo, con una breve striscia di informazione quotidiana. Per quello che riguarda Biagi, Ruffini fa invece sapere che accoglie la proposta (non si sa però quanto concreta e quanto invece provocatoria) del decano dei giornalisti Tv. Quella di lavorare anche gratis per Raitre.

Baldassarre però non si è limitato a ipotizzare un impiego televisivo a breve dei due giornalisti. Nel caso di Biagi ha infatti voluto ricordare che l'azienda radiotelevisiva pubblica aspetta tuttora che quest'ultimo controfirmi la proposta contrattuale che gli stata fatta alcune settimane fa. Quella che prevede una trasmissione giornaliera in seconda serata e 5 speciali in prima, tutti su Raiuno.

Saccà invece, come detto, ha insinuato (neanche tanto velatamente) che Santoro stia adottando sotterfugi tattici per preservare la sua immagine di presunto martire del nuovo corso berlusconiano in Rai. Il Direttore Generale ha infatti voluto rimarcare che il conduttore di Sciuscià ieri era presente con una suo programma su Raidue (Donne). Ma che, adducendo motivi capziosi, si sarebbe rifiutato di firmarlo. E questo, sempre secondo Saccà, per non dimostrare che in realtà la Rai continua a farlo lavorare ("Con un compenso annuo - ha precisato su richiesta - di un miliardo e 470 milioni lordi di vecchie lire") proprio mentre lui invoca una mobilitazione contro il suo allontanamento dagli schermi pubblici.

Tra l'altro, a proposito di mobilitazione, lo stesso Santoro oggi ha scritto una lettera aperta al segretario della Federazione Nazionale della Stampa, per chiederli di intensificare le azioni sindacali della categoria giornalistica in difesa del diritto a fare informazione in Rai suo e di Biagi.

A margine del tormentone sui due giornalisti va segnalato che Baldassarre ha smentito la crisi di audience della Rai. ''Leggo di un tale malessere sulla stampa - ha detto - L'azienda, in realtà, sta stravincendo sugli ascolti e batte la concorrenza in due serate su tre. Inoltre, sta incrementando la pubblicità, che invece è in calo come introiti su Mediaset''. E la stessa orgogliosa rivendicazione di una Rai cghe "tiene" sul fronte del consenso di pubblico è poi arrivata al termine dell'odierno Cda di viale Mazzini. Un Cda che oggi ha ascoltato solo Del Noce (Rai1), ma che domani farà il punto della situazione anche con Marano (Rai2) e Ruffini (Rai3).


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