Da "il manifesto" del 7 Novembre 1995
)))) Scompaiono le lingue del mondo ((((
By GIUSEPPINA CIUFFREDA
Sappiamo che la diversità delle specie si riduce ogni giorno nel mondo.
L'allarme è stato lanciato da tempo. Meno nota è invece l'erosione
velocissima delle lingue. "La nostra vita dipende da un ecosistema, un
tessuto vitale del quale piante e animali sono una parte importante. Ma siamo
davvero certi che le nostre 6000 lingue non siano una parte essenziale di un
sistema intellettuale e sociale dal quale dipende la nostra umanità?". La
domanda è del professor Michael Krauss, dell'Alaska Native Language Center,
creato vent'anni fa dall'Università di Alaska Fairbanks per sostenere le
lingue in pericolo di estinzione. Krauss, intervistato da Alexandra Rinaldi
per la sezione esperantista di Radio radicale, sostiene che il 90 delle
nostre lingue, forse il 95, saranno estinte entro i primi cento anni del
duemila. Sopravviverà un 5 riferito al massimo a 20 famiglie genetiche, e piú
della metà delle lingue salvate apparterrano a due sole famiglie, la
indoeuropea e la Niger Congo.
"La diversità delle lingue è un elemento essenziale per la nostra
sopravvivenza come esseri umani", afferma il professor Krauss. Le lingue sono
tesori e ogni volta che una singola lingua va perduta l'umanità si
impoverisce da tutti i punti di vista: estetico, spirituale, culturale,
intellettuale, storico. "Stiamo perdendo il 95 della nostra ricchezza
intellettuale, della nostra diversità, della nostra abilità, della nostra
libertà di pensare in modi differenti". Tipi diversi di esperienze umane,
differenti capacità di comprendere, avere idee vengono codificati e
preservati nella lingua. Le lingue hanno in sè conoscenza del mondo. Le sud
americane indigene ad esempio contengono la conoscenza di piante medicinali.
Un sapere scientifico della natura o della storia umana reperibile nei nomi
delle persone e dei luoghi. Ogni volta che perdiamo una lingua perdiamo anche
modi diversi di guardare il mondo.
Un sintomo certo di una prossima estinzione è quando una lingua non viene piú
parlata dai bambini, evento negativo che interessa già oggi tra il 20 e il 50
delle 6000 lingue esistenti nel mondo. Un esempio di erosione: delle lingue
indigene del nord america - Stati uniti e Canada - 180 vengono ancora parlate
ma solo 30 ancora dai bambini. Di fatto i cinque sesti stanno morendo.
Avremo dunque meno lingue, ma quali resteranno? Non certo le migliori,
afferma ancora Krauss, piuttosto la lingua di chi avrà le armi piú potenti. I
regimi che impongono una lingua nazionale e vietano di parlare lingue
indigene, ad esempio. Per cui va riaffermato con forza il diritto umano di
usare la propria lingua. Problemi vengono anche dalla lingua di scambio. La
famosa lingua universale oggi non è l'esperanto ma l'inglese. Il professore
Krauss, statunitense, non crede che l'adozione dell'inglese contribuisca ad
estinguere lingue locali. Ritiene invece possibile che l'inglese si distrugga
espandendosi e creando nuove lingue, gli "inglesi di scambio".
Una lingua ha quindi piú probabilità di sopravvivere se un governo la
protegge e i bambini la parlano. I linguisti a differenza dei biologi non se
ne preoccupano, "impegnati in questioni accademiche di vario tipo", denuncia
il professor Krauss. Solo negli ultimi cinque anni qualcosa si è mosso. Una
sessione plenaria del Lsa ha costituito nel 1991 un comitato sulle lingue in
pericolo e agli inizi del 1992 anche la società linguistica tedesca ha creato
un comitato simile. Nel '92 si è coinvolto l'Unesco. Cosa fare? Alcuni
pensano di creare "zoo" dove studiare le lingue in estinzione. I movimenti
che difendono le lingue in pericolo propongono invece la raccolta di
informazioni sullo stato delle lingue, dando la precedenza alle lingue
morenti; la conservazione di grammatiche, dizionari e corpora linguistici;
registrazioni su cassetta archiviate. Ma soprattutto raccomandano il sostegno
ai popoli che le parlano.
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