Domenica a Eboli una giornata di amicizia e pace contro gli embarghi e per i diritti di tutti i popoli
Lo sport ripudia la guerra
Antonio Gasparro, presidente nazionale Lega atletica leggera Uisp
Il capitalismo sta mostrando il suo volto peggiore; tutto il pianeta è colpito da una crisi economica, politica, umana e sociale; sta soffrendo l'ambiente; i poveri diventano sempre più poveri, i ricchi continuano a sfruttare tutto quello che è possibile. La vita diventa molto difficile anche nel nord del mondo. Anche l'Italia vive una crisi spaventosa aggravata dalla protervia di un governo che sta cambiando radicalmente i valori, le leggi, di diritti e la vita di tutti gli italiani e con "I Coni spa" ha dato un colpo mortale all'autonomia e allo sport. Il peggior capitalismo si è appropriato anche del mondo dello sport e sta decidendo quali sono gli sport che "contano". Tutti gli altri, almeno in Italia, sono stati abbandonati ad una lenta agonia. "Liberazione" sta facendo un ottimo lavoro di informazione e visto che dalle pagine sportive è stato chiesto un dibattito su questi temi, come volontario dello sport per tutti sono molto preoccupato perché la situazione sportiva italiana è arrivata ad un punto di non ritorno.
La crisi del Coni, la mancanza di una legge sullo sport dilettantistico, il mancato finanziamento dello sport sociale di base, il ruolo della televisione e dei mezzi di comunicazione, stanno alimentando questa agonia e "scegliendo" solo gli sport che fanno "cassetta", stanno dando il colpo mortale a tutto lo sport italiano. Noi chiediamo una legge di "par condicio" televisiva, tante ore per tutti gli altri sport, per quante ne vengono trasmesse per il calcio, l'automobilismo ed il motociclismo. L'Uisp, che ha sempre coniugato lo sport con i diritti, l'ambiente e la solidarietà, continua la sua opera, ma deve diventare più vigile, più combattiva, deve uscire sempre più allo scoperto perché anche noi abbiamo detto che «un altro sport è possibile». L'Uisp deve alzare la testa e la voce per farla arrivare "a chi non vuole sentire". L'atletica leggera, la "ex regina dei giochi", vive una crisi profonda, soprattutto economica, perché per attività e valori continua a praticare lo sport di massa, con migliaia di ragazzi/e, di adulti ed anziani. Noi continuiamo a praticare la solidarietà con "Vivicittà" in Africa, in Iraq e nella ex Jugoslavia; il 25 aprile con l'Anpi, "per non dimenticare la Resistenza e gli eroi partigiani"; continuiamo a lottare per la pace ed il 6 ottobre 2002 ad Eboli organizziamo il primo appuntamento del nuovo meeting dell'Amicizia e della Pace, contro gli embarghi, contro le guerre, per i diritti di tutti i popoli. E' per questo che vogliamo far sentire alta la voce del mondo dello sport che "ripudia la guerra, senza se e senza ma! ".




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