TLK SERBIA/RADICALI:"LE 10 DOMANDE CHE FAREMMO AI PM TORINESI SE FACESSIMO PARTE..."
TELEKOM SERBIA – RADICALI: "LE DIECI DOMANDE CHE FAREMMO AI PM TORINESI SE FACESSIMO PARTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA…".
Mercoledì 2 ottobre il Procuratore della Repubblica di Torino, Dr. Marcello Maddalena, e i PM torinesi (Dottori Tinti, Furlan e Storari) che stanno indagando da 18 mesi sull'affaire Telekom Serbia torneranno a Roma per rispondere alle domande dei membri della Commissione parlamentare d'inchiesta, istituita lo scorso luglio.
Gli europarlamentari radicali Benedetto Della Vedova e Olivier Dupuis hanno dichiarato:
“Dal momento che nessun radicale fa parte della commissione d'inchiesta, rivolgiamo pubblicamente alcuni quesiti agli inquirenti torinesi, augurandoci che qualcuno tra i membri della Commissione voglia chiedere ai magistrati di rispondere in sede parlamentare:
1) Avete accertato che cosa ci faceva a Torino, nel 1994, una delegazione d'affari serba? Chi incontrò? Era legittimo che tale delegazione si muovesse liberamente e incontrasse chi voleva, in presenza di un embargo ecomico alla Serbia? Il governo (Berlusconi I) ne era informato?
2) Avete ascoltato o intendete ascoltare al più presto: gli ex-ambasciatori italiani a Belgrado Francesco Bascone e Riccardo Sessa; Federico Di Roberto, ex-direttore generale degli Affari economici della Farnesina; Mario Draghi (nel '97 direttore generale del Ministero del Tesoro); Guido Rossi (nel '97 presidente di TI); Douglas Hurd (ex-ministro degli Esteri inglese); Ljubisa Ristic (presidente della JUL, il "partito degli affari" nel regime di Milosevic); Milan Beko (ministro delle privatizzazioni nel '97); Mihalj Kertes (ex-capo delle dogane serbe, gran conoscitore del sistema dei "fondi neri" di Milosevic); Borka Vucic (direttrice generale della Beogradska Banka e "mente finanziaria" del regime di Belgrado); Nikola Sainovic (interrogatorio questo un po' problematico visto che il signor Sainovic è inseguito da un mandato di cattura del Tribunale Internazionale dell'Aja per crimini di guerra); Milorad Jaksic (ex direttore di TS); Aleksa J! okic (ex direttore delle PTT serbe); Dragan Tomic (nel '97 presidente del Parlamento serbo, a Torino nel 1994)?
3) Vi risulta corrisponda al vero quanto riportato dal quotidiano belgradese Blic il 24/05/02 e cioè che molti dei signori serbi citati sono stati interrogati dagli inquirenti di Belgrado, che la magistratura torinese era stata informata a tempo debito di tali interrogatori e che dall'Italia non si è fatto vivo nessuno? Copia dei verbali degli interrogatori suddetti sono pervenuti a Torino, come dichiarato dagli inquirenti serbi?
4) Vi risulta corrisponda al vero quanto riportato dal giornale belgradese Nedeljini Telegraf del 12/06/02, secondo cui né gli inquirenti locali né quelli italiani hanno richiesto alle PTT serbe alcuna documentazione sull'affaire?
5) Non avete concesso udienza agli esponenti radicali, fra cui i sottoscritti, che il 7/03/01 presentarono formale richiesta di audizione come "persone informate sui fatti" perché ritenete che tali esponenti non siano in possesso di alcun elemento utile per le indagini, come avete desunto dalla documentazione presentata dagli stessi?
6) Siete a conoscenza dell'intervista rilasciata a Radio Radicale il 25/06/02 dal signor Giovanni Di Stefano (amico del sedicente "comandante Arkan" e di Milosevic) nella quale il suddetto dichiara, fra l'altro "Anche un deputato di An era molto vicino a questa faccenda qui, e contribuì alla stipula di un contratto favorevole…un deputato che all'epoca dei fatti era pilota e che ha trasportato la delegazione Telekom-Serbia" e solo successivamente è stato eletto alla Camera dei Deputati?
7) Siete a conoscenza dell'intervista rilasciata dal signor Di Stefano al giornale on-line "Lo spettro", nella quale, alla domanda "Che idea si è fatto della vicenda Telekom Serbia?", Di Stefano risponde testualmente: "Ho fatto già molte dichiarazioni in merito a questa vicenda. Una cosa è sicura: che il presidente della Repubblica Scalfaro era a conoscenza di tutta la vicenda; Dini era più di altri a conoscenza e Piero Fassino era anche lui a conoscenza. Milosevic voleva fare una richiesta formale al presidente Scalfaro per un annuncio pubblico dell'operazione. Non conoscevano il numero di fax del Quirinale. E così ho procurato il numero di fax e abbiamo spedito una richiesta al presidente Scalfaro per invitarlo a presentare pubblicamente questa operazione. Non so cosa sia successo dopo. Dini era a conoscenza di tutti i dettagli tramite la nostra ambasciat! a a Belgrado…"?
8) Avete appurato l'esistenza della società macedone Mak environment e della società inglese Williams? In caso affermativo, chi sono i titolari?
9) Avete incontrato i vostri colleghi serbi e greci? A che punto sono le loro indagini?
10) Il Ministro della Giustizia sta fornendo la massima collaborazione nello sveltire l'iter delle rogatorie internazionali?
Ribadiamo l'auspicio che qualche membro della Commissione d'inchiesta sia così gentile da fare alcune di queste domande per conto nostro… e che la Commissione d'inchiesta si riunisca questa volta in modo pubblico, così da permettere a tutti i cittadini di conoscere lo stato delle cose su una vicenda che è stata per troppo tempo chiusa nelle segrete stanze".
Bruxelles, 30 settembre 2002
P.S.
Gli articoli della stampa di Belgrado citati sono reperibili sul sito della rivista Notizie Est : www.ecn.org/est/balcani/serbiamont
L'intervista di Radio Radicale al signor Giovanni Di Stefano è disponibile sul sito del Partito Radicale Transnazionale (www.radicalparty.org), link "Milosevic and affair TS"
L'intervista del giornale on-line Lo spettro al signor Giovanni Di Stefano è disponibile sul sito www.lospettro.it




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