"Il ritorno, la permanenza e la denuncia dell'impostura,
compito del pensiero critico nei prossimi decenni".
La guerra è investimento. Mentre procede sul campo, procede a Wall Street. L'Imperialismo è la fase suprema del capitalismo, oltre di essa non vi può essere sviluppo di "nuove" forme. Perciò l'accanita conservazione di quella esistente necessita del controllo militare, economico, politico e ideologico insieme. Territori ricchi di materie prime diventano obiettivi irrinunciabili. Territori strategici che abbiano un alto potenziale di instabilità sociale sono utilizzabili scagliandoli contro i concorrenti. L'Islam sarà un'arma americana, non islamica.
La vera guerra d'oggi non è quella che si vede. Il controllo politico, globale del mondo si stà dispiegando e parla il linguaggio della guerra, com'era inevitabile. Situazione delicata e pericolosa per il maggiore imperialismo in crisi, quello degli Stati Uniti: potrebbe essere incominciata la disgregazione del sistema che s'impernia sulla loro potenza e gli altri paesi imperialistici potrebbero non sopportare all'infinito una condizione di dipendenza. Del resto tutte le guerre portano in sé contraddizioni enormi. Prima fra tutte quella sociale.
SOVIET




Rispondi Citando