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Discussione: bombas in Barbaja

  1. #1
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    Exclamation bombas in Barbaja

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    Isolare e punire i violenti

    La minoranza delinquente


    di Roberto Casu

    Due bombe a orologeria politica. «Per fare male». E poi: «Nell’Isola resistono frange sarde delle Brigate rosse». Le parole del ministro dell’Interno spazzano via eventuali letture minimaliste del mancato duplice attentato di Nuoro. L’Anonima tritolo si rifà viva pochi giorni dopo i proiettili di pistola recapitati al sindaco Zidda e in coincidenza con l’arrivo di Pisanu a Cagliari. Tempismo da aspiranti terroristi di mestiere. Segno che l’allarme lanciato a suo tempo dagli investigatori sardi si basa su precisi riscontri d’indagine. Segno che l’emergenza è alta e supera ormai il livello di guardia. Non va sottovalutata e occorre innalzare un argine insuperabile dall’ondata di piena criminale.
    Alleanza tra delinquenza comune e ribellismo politico? Non sta a noi azzardare ipotesi o appiccicare etichette sui tubi al tritolo. I giornali registrano fatti: e i fatti parlano di una lunga catena di violenza che da decenni imprigiona l’Isola in un abbraccio mortale: bombe, pallettoni, agguati e omicidi.
    Fino a ieri era un mosaico insanguinato ma informe. Episodi slegati l’uno dall’altro, proiezioni ”amministrative” (gli attentati ai sindaci) o “economiche” (le aggressioni e gli agguati agli imprenditori) di faide tra famiglie o clan paesani. Ieri le tessere del mosaico hanno cominciato a ordinarsi in un disegno criminale che sembra tracciato da un’unica mano. Due bombe a Nuoro - nel giorno in cui il ministro sardo sigla a Cagliari l’accordo tra Regione e Governo per la sicurezza nell’Isola - sono il segno di una sfida a cui lo Stato e la comunità nuorese, ciascuno per la propria parte ma uniti, devono rispondere con fermezza esemplare.
    Oggi pubblichiamo una lettera dello scrittore Marcello Fois ai consiglieri regionali nuoresi. È un atto d’accusa aspro e appassionato. «La maggior parte dei barbaricini - scrive Fois - non è più violenta della media nazionale». Giusto. Ma resta il fatto che la Barbagia è da anni in balìa della minoranza delinquente. Ridotta a un campo di battaglia concimato dai capponi del giustificazionismo sociale. Terra bruciata per imprese e lavoro. La maggioranza silenziosa urli il suo «basta!». Prima che i postini di proiettili imbraccino il mitra e comincino a sparare ad altezza d’uomo.

  2. #2
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    Lettera ai politici barbaricini

    Parole senza coraggio


    di Marcello Fois

    Ho sentito le dichiarazioni che vi siete affrettati a rilasciare alle tivù locali sul momento atroce che il Nuorese e Nuoro stanno vivendo. Dichiarazioni senza nesso e senza coraggio che vanificano la fiducia di tutti coloro che vi hanno votato e permesso di gestire politicamente la loro esistenza. A Destra, al Centro e a Sinistra. La Storia, antica e recente, di questo martoriato territorio viene ancora una volta ridotta ad una mera, mi verrebbe da dire lombrosiana, attitudine alla violenza. Come se la violenza fosse una causa e non un effetto. Sempre ingiustificata e ingiustificabile ben inteso! Tuttavia da voi, che in questo territorio avete vissuto e che in questo territorio siete stati eletti, mi sarei aspettato profondità e cautela. Mi sarei aspettato domande (non oso ad ambire a risposte) che tendessero a suscitare un dibattito serio, non esternazioni di genere. A Destra, al Centro e a Sinistra. Ma, evidentemente, ancora una volta il folklore sopravanza la Storia, il massimalismo e lo sloganismo sopravanzano l’analisi. Questi pelliti barbaricini insistono a non voler capire, sono impazienti, sono violenti. La novità sarebbe che frange politicizzate si sono alleate alla delinquenza locale! Bella novità, complimenti davvero! A voi chiedo se davvero siete convinti che il problema sia riducibile a questo. Se davvero potete permettervi di pensare in questi termini al territorio che dovreste rappresentare. Mi sarebbe piaciuto sentire qualcuno avesse dichiarato francamente che la situazione attuale era il terreno di coltura più fertile per una reazione del genere. Che quando le istituzioni latitano le bombe proliferano, come è sempre stato. Che nei vuoti della politica, nelle sperequazioni economiche, nell’intolleranza quotidiana, nella disoccupazione diffusa, nella morte della cultura, prosperano il terrorismo e la delinquenza. Come è sempre stato in Barbagia e fuori dalla Barbagia. La maggior parte dei barbaricini non è più impaziente, non è più violenta della media nazionale. La maggior parte dei barbaricini è stata al contrario pazientissima, ha dato, con un atto democratico e civile, la loro parola a voi, rappresentanti costantemente muti, e per di più ha dovuto assistere, lei impotente veramente, alle parole di terrore di chi sa discutere solo con gli attentati.
    Voi che sedete sui seggi del Consiglio regionale avete l’obbligo di impedire che questa storia, già vista, si ripeta. E chiedervi chi avrebbe sopportato con la stessa dignità dei lulesi l’orrenda umiliazione di ricevere per beneficenza quanto gli spettava per diritto. E chiedervi dove sia posizionato il territorio nuorese rispetto alla ripartizione dei fondi regionali sulla Cultura. E chiedervi quale sia stato il grado di sviluppo che siete riusciti ad assicurare a quel preconizzato baluardo del rinnovamento che era stata l’università nuorese. E chiedervi con quanto entusiasmo possano lavorare gli imprenditori barbaricini costantemente rimproverati di non far fruttare abbastanza i pochi spiccioli che ricevono. E chiedervi quale tutela e quale supporto sia dato ai cosiddetti sindaci di frontiera che lavorano e rischiano quotidianamente lontani dalle telecamere. E chiedervi quanti giovani avete contribuito a togliere dai bar promuovendo una efficace politica occupazionale. E chiedervi fino a che punto stiate attendendo al mandato che vi è stato dato dagli elettori del territorio che rappresentate. A Destra, al Centro e a Sinistra.
    E ora arriva in Sardegna, nel Nuorese, il ministro Pisanu, forse sarà un’occasione per farci arrivare anche il presidente della regione nonostante il periodo non elettorale. Che farà il ministro? Tirerà le orecchie all’onorevole Pili che ha trascurato di fare la guardia ai barbaricini, o manderà, in un appassionante déjà vu, le Forze Speciali a ripulire il territorio? Un’altra domanda che mi sarei aspettato da voi.


    Marcello Fois

  3. #3
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    Gli ordigni non sono esplosi. Uno era stato confezionato con gelatina, bulloni e pezzi di ferro

    Nuoro, due bombe contro lo Stato
    Nel mirino la Prefettura e l’Associazione degli industriali


    Nuoro La stessa mano criminale dietro due ordigni non esplosi solo a causa di un difetto delle micce. Nel giorno della visita in Sardegna del ministro dell’Interno Beppe Pisanu, Nuoro si è svegliata con la notizia choc di un doppio fallito attentato contro obiettivi istituzionali di primo piano: la Prefettura e la Confindustria. Episodi inquietanti che arrivano al termine di un’escalation impressionante di atti vandalici, attentati e intimidazioni, ultima in ordine di tempo quella al sindaco Mario Zidda a cui, la scorsa settimana, è stata recapitata una busta con due proiettili di pistola calibro 7,65. E ieri si è ulteriormente alzato il mirino, adesso puntato dritto contro lo Stato.
    La prima bomba è stata ritrovata alle 2,10 nella sede dell’associazione Industriali di via Veneto da due guardie giurate della società di vigilanza privata “La Nuorese”. Gli attentatori hanno scavalcato la recinzione e collocato un involucro in “pvc”, lungo mezzo metro e riempito con 500 grammi di gelatina, davanti al portone d’ingresso in legno. Poi hanno acceso la miccia a lenta combustione che si è però spenta prima che si innescasse la carica detonante. I vigilantes hanno allertato via radio il 112 e sul posto sono intervenute due pattuglie dell’Arma. La bomba è stata disinnescata poco dopo dagli specialisti del nucleo operativo.
    Alle 7,20, quando le strade del capoluogo barbaricino già brulicavano di gente, il secondo allarme bomba. In via Pola, sul muro di recinzione nel retro del palazzo della Prefettura, zona ad alta densità di uffici poco distante dal Municipio, un passante ha notato un tubo di metallo da cui sbucava una miccia parzialmente bruciata. Dal suo telefonino l’uomo ha avvisato la polizia. Una volante è arrivato sul posto nel giro di pochi minuti isolando la strada dall’incrocio con via Deffenu sino a quello con via Brigata Sassari. In questo caso la bomba, collocata nell’unica ala del palazzo non visibile dalle telecamere a circuito chiuso, era anche più pericolosa della prima: 300 grammi di gelatina infarciti di bulloni e spezzoni di ferro. Se fosse esplosa avrebbe provocato danni ingentissimi e avrebbe potuto uccidere chi si fosse trovato a passare da quelle parti. Sul posto sono immediatamente intervenuti gli artificieri del “Caip” di Abbasanta che verso le 8,30, dopo mezz’ora di lavoro, sono riusciti a rendere l’ordigno inoffensivo. Nel frattempo in via Pola sono arrivati anche il prefetto Giuseppe Oneri, il questore Salvatore Mulas, il capo della squadra mobile Leo Testa, il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Salvatore Favarolo, e quello del nucleo operativo, il maggiore Eugenio Casu.
    Pochi dubbi sul fatto che si tratti di un’azione coordinata figlia di un unico ed eclatante disegno criminale. Gli ordigni erano infatti confezionati in modo molto simile, entrambi sporchi di terra come se fossero stati nascosti per lungo tempo in qualche anfratto. E forse proprio per questa ragione le micce, ormai non più efficienti, si sono spente prima del tempo, anche se al momento gli inquirenti non escludono l’ipotesi di un’azione puramente dimostrativa ma comunque clamorosa.
    Pochi minuti dopo il secondo rinvenimento si è scatenata una gigantesca caccia all’uomo. In città e nelle campagne circostanti sono scattate decine di perquisizioni. Nel mirino degli investigatori sono finite persone ritenute contigue alla criminalità comune barbaricina ma anche molti personaggi vicini ad ambienti anarchici ed eversivi. Controlli a tappeto sono stati disposti inoltre su tutti gli obiettivi considerati sensibili, nel timore che i bombaroli non si fossero limitati a colpire Prefettura e associazione degli Industriali. Il sostituto procuratore Maria Grazia Genoese ha subito aperto un’inchiesta. Al momento non si trascura alcuna pista investigativa, compresa quella di matrice strettamente politica. Il doppio attentato di ieri sembra però rimescolare le carte riguardo alle indagini - che sembravano invece già arrivate a buon punto - sull’intimidazione subita da Zidda venerdì scorso, mentre sembra escluso un collegamento diretto con gli atti vandalici compiuti al monte Ortobene negli ultimi tempi. In serata si è poi svolto un supervertice in Questura a cui hanno preso parte anche il vice capo dello Sco, Caldarozzi, e dell’Ucigos, Berrettoni, giunti direttamente da Roma. Dalla capitale è arrivato anche un team della polizia di prevenzione che funzionerà da supporto agli investigatori nuoresi. Segno ulteriore questo, dell’allarme che sta destando anche ai massimi livelli istituzionali la situazione dell’ordine pubblico in provincia di Nuoro.


    Massimo Ledda

  4. #4
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    Spedita con posta prioritaria la pallottola per il sindaco

    Gairo I messaggeri del terrore avevano fretta. E hanno utilizzato il sistema di posta prioritaria per spedire la lettera minatoria con una cartuccia per fucile calibro 12 al sindaco di Gairo. Roberto Marceddu insiste: non vuole commentare l’ennesima intimidazione. « Basta con le parole, ma anche con la solidarietà verbale. Le autorità e la magistratura conoscono perfettamente la situazione del paese. Si facciano vivi con i risultati». Ieri Marceddu non è andato a Cagliari in occasione della visita del Ministro degli Interni. «Non sono stato invitato», taglia corto. Nelle sue parole c’è delusione e amarezza. Dal 1996 ad oggi sono stati messi a segno a Gairo 3 omicidi e 20 attentati contro amministratori, uffici pubblici e la stessa caserma dei carabinieri. Nessun responsabile è stato assicurato alla giustizia, salvo quelli dell’omicidio di Pierpaolo Demurtas condannati all’ergastolo con giudizio di primo grado.
    Ormai le intimidazioni ai danni degli amministratori sono talmente frequenti da creare il pericolo dell’assuefazione. Nella notte di mercoledì, a poche ore dall’arrivo della lettera minacciosa indirizzata al sindaco, un altro oscuro episodio ha tenuto in fibrillazione il paese. Il portone in legno dell’abitazione di un’impiegata comunale, Maria Pia Muceli di 55 anni, è andato a fuoco. Gli abitanti della casa si sono accorti in tempo e l’incendio è stato spento prima che potesse provocare danni seri. Gli inquirenti parlano di un possibile corto circuito provocato dal citofono ma il dubbio di un nuovo attentato ha aleggiato a lungo sulla vicenda. Anche perché Maria Pia Muceli, responsabile in Munucipio dell’ufficio protocollo, è stata vittima in passato di altre intimidazioni. La più grave risale al 22 marzo di due anni fa quando la casa di campagna dell’impiegata era stata danneggiata seriamente da un incendio appiccato con l’impiego anche di una bombola a gas.
    Gli amministratori di Gairo chiedono più attenzione da parte della Regione e del Governo per i numerosi problemi irrisolti legati ai cantieri forestali e alla ricostruzione dell’abitato, causa principale delle tensioni sociali. Ora gli attentati e le minacce contro gli amministratori sembrano aver conosciuto una nuova, pericolosa impennata. Con il rischio di possibili dimissioni e del ritorno del commissario prefettizio nel Municipio.


    Nino Melis

  5. #5
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    «Disegno destabilizzante, ma non ci fermeranno»

    Nuoro «Siamo increduli, umiliati e offesi da questa azione». Esordisce così Michelino Denti, il presidente dell’Associazione degli industriali nuoresi, in una mattinata colma di solidarietà e di preoccupazione. I colleghi delle altre associazioni sarde non l’hanno lasciato solo. Anzi, hanno rinunciato alla trasferta romana che avevano in programma e si sono precipitati a Nuoro. A mezzogiorno si presentano assieme alla stampa, accanto al presidente regionale Riccardo Devoto. «L’Associazione Ñ dice Denti Ñ si è sempre adoperata nell’interesse del centro Sardegna con progetti di sviluppo. Noi andremo avanti, non ci fermeremo davanti a intimidazioni di questo genere». La sua voce ha un tono deciso. «L’attentato è un segnale gravissimo del malessere delle zone interne». Parla di un «disegno destabilizzante», di «forme di vero e proprio terrorismo» che prendono di mira amministratori, imprenditori, cittadini e forze dell’ordine. Ricorda i 250 atti d’intimidazione messi a segno nel corso dell’anno in questa provincia. Arriva a paragonarla alla striscia di Gaza, «una zona franca della legalità». Poi va oltre la rabbia per rivendicare con forza la perenne questione delle zone interne. «Deve essere rimessa al centro della politica regionale e nazionale. Serve un chiaro, forte e straordinario intervento della Regione e dello Stato per risolvere la situazione di degrado economico e sociale». Denti batte su questo tasto: un accordo di programma quadro per la Sardegna centrale e un progetto Nuoro. Parla con franchezza fino a bacchettare duramente i consiglieri regionali nuoresi d’ogni appartenenza politica e a dire: «Le ultime decisioni del governo regionale non aiutano certamente le zone interne».
    Accanto a lui ci sono Gianni Bigio, il leader della Confindustria cagliaritana che si arrabbia e si commuove dopo la notte di fuoco nuorese, Stefano Poddighe, presidente degli industriali sassaresi, che citando il caso Alghero parla di un Far West grande ben oltre le zone interne del centro Sardegna, e Rossella Sanna per l’Oristanese. Ad ascoltarli ci sono il consiglio direttivo dell’Assoindustria nuorese e il gruppo dei Giovani industriali. Riccardo Devoto, nuorese e leader regionale, confessa: «Mi sento vuoto». Esterna i dubbi per una concomitanza sospetta tra i falliti attentati di Nuoro e la firma a Cagliari del protocollo sulla sicurezza per cui Ñ sottolinea Ñ Confindustria si è tanto battuta. «Voglio fare un appello Ñ dice Ñ per abbassare i toni delle polemiche. Lo rivolgo a tutti: amministratori comunali e regionali, imprenditori, sindacati. Dobbiamo fare un blocco unico». Rilancia la questione sicurezza. «L’abbiamo sempre messa al primo posto e ci hanno preso in giro. Adesso purtroppo i fatti ci stanno dando ragione. Mi auguro che quella di stanotte sia l’opera di balordi. Ma ci sono troppe concomitanze e fatti strani». Quindi la questione zone interne da riportare al vertice dell’agenda della giunta e del governo nazionale, auspicio condiviso dalla Federindustria regionale. In una nota sottolinea «la necessità e l’urgenza di interventi eccezionali che all’attività di intelligence e di repressione affianchino misure mirate allo sviluppo economico e sociale. Si tratta di agire subito, senza ulteriori ritardi».


    Marilena Orunesu

  6. #6
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    Angry E TANDO?

    ...e tando s'istadu e sos colonialistas torran gratzias a cussos cozzones....

    ... e lo stato ed il colonialismo ringraziano!

    Il psdaz con il"progetto sardista" vuole dare il colpo di grazia a sardigna natzione e all'indipendentismo sardo...e questi bombaroli (di stato?)gli danno una mano fornendo i presupposti per un inasprimento della repressione nell'isola.
    Repressione che potrebbe essere tranquillamente diretta verso gente che non c'entra niente con questi atti stupidamente criminali....più ne fanno, più Pisanu assurge alle glorie divine e dimostra la validità dei suoi proponimenti fascisti......quindi "lasciano fare"...e "usano" tali atti per farsi propaganda....sempre la stessa vecchia storia del potere...e dei piccoli imbecilli che "giocano" con la vita degli altri....

    A fora s'itaglia
    a fora sos cozzones.....
    ...ovvero del'annosa questione: "la madre degli imbecilli è sempre incinta!"

    Saludos comunistas indipendentistas.

  7. #7
    Consurta Comunista Sarda
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    Predefinito Re: E TANDO?

    Originally posted by Sos balentes rujos
    ...e tando s'istadu e sos colonialistas torran gratzias a cussos cozzones....

    ... e lo stato ed il colonialismo ringraziano!

    Il psdaz con il"progetto sardista" vuole dare il colpo di grazia a sardigna natzione e all'indipendentismo sardo...e questi bombaroli (di stato?)gli danno una mano fornendo i presupposti per un inasprimento della repressione nell'isola.
    Repressione che potrebbe essere tranquillamente diretta verso gente che non c'entra niente con questi atti stupidamente criminali....più ne fanno, più Pisanu assurge alle glorie divine e dimostra la validità dei suoi proponimenti fascisti......quindi "lasciano fare"...e "usano" tali atti per farsi propaganda....sempre la stessa vecchia storia del potere...e dei piccoli imbecilli che "giocano" con la vita degli altri....

    A fora s'itaglia
    a fora sos cozzones.....
    ...ovvero del'annosa questione: "la madre degli imbecilli è sempre incinta!"

    Saludos comunistas indipendentistas.
    Salute....e proprio di oggi la notizia che il capoccione di Confindustria Sarda ha espresso il desiderio di riavere Fortza Paris in provincia di Nuoro...tutto procede come previsto e progettato!!
    Ora che tutti i partiti Sardi sono Autonomisti o Nazionalitari, persino AN, si tenta ovviamente di demonizzare l'Indipendentismo radicale, spaventando e allontanando la gente!!
    Sono più che sicuro che è in corso un progetto neocoloniale studiato a tavolino, con cura e in ogni suo minimo dettaglio...dopotutto la provincia di Nuoro è ll'unica a non essere in mano ai neoliberisti (neoreazionari) e l'affare Parco è roba non da poco!!!
    Mitomani o Servizi, noi dobbiamo lavorare per unire tutte/i gli individui e le forze di sinistra indipendentiste per rilanciare da sinistra la lotta democratica, pacifica e decisa per l'emancipazione e l'indipendenza della Sardegna!!
    Pro sa Manca Indipendentista
    Pro sa Manca Natzionale Unida
    CCS - SNI

 

 

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