L'Ultima Legione
- NOVA INVICTA -
( L'ultimo Romanzo di Valerio Massimo Manfredi )
"La spada è quella di Giulio Cesare, ritrovata da Romolo Augustolo, destinata a esser conosciuta in Britannia come la mitica Excalibur (Ensis Caliburnia) . L’aquila e il drago sono le insegne dell’“ultima legione” romana in terra britannica, ammainate dopo la partenza di Meridius Ambrosinus (Merlino), ma che i nostri eroi riporteranno in auge gettando il seme di una nuova storia.
Non voglio essere io a trattare di aspetti squisitamente storici. Preferisco quelli ideali e ideologici. Questo romanzo riporta con grande sapienza narrativa al centro della nostra attenzione il grande rimosso della cultura italiana del dopoguerra: Roma, l’Impero Romano. Intendiamoci, gli archeologi, gli antichisti, come sono, ed autorevolmente, i nostri stessi ospiti, han sempre fatto il loro bravo lavoro. Ma che è ne stato di Roma, di cui volenti o nolenti siamo gli eredi più diretti, nel nostro immaginario collettivo? Dopo il fascismo, negli anni della cd “Prima Repubblica”, verso questo tema gli accenti dominanti sono stati il Fastidio e il Pudore. Poi è venuto il Leghismo della prima ora, con pure legittime aspirazioni ideali e rinoscoscimento delle realtà particolari delle Tradizioni Locali, che però ha diffuso l’idea di Roma come radice d’ogni nequizia passata e presente inventandosi un celtismo italiano quasi del tutto immaginario, e forse un ancor più immaginario ed antistorico Venetismo antiromano. Il successo di questo romanzo forse potrà riparare molti di questi guasti. Il popolo italiano che più di ogni altro forse è riuscito a conservare la propria Romanità è proprio quello Veneto, con quella Venezia come Fenice di Aquileia, indipendente dal Regno Longobardo e Franco nell'alto medioevo, grande faro culturale, potenza marittima e Repubblica peculiare, fino a quasi un secolo e mezzo fa'."




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