Dopo il voto sull’invio degli alpini in Afghanistan

Quello che è accaduto in Parlamento in occasione della votazione sull’invio di truppe italiane per l’azione sul territorio in Afghanistan, rappresenta una delle pagine più squallide della politica ulivista dell’ultimo decennio. Non è questo il caso di attribuire responsabilità a Rutelli, da sempre guida debole del centro sinistra, ancor di più dopo la sconfitta alle elezioni del maggio 2001, ma è interessante analizzare il comportamento folle e irresponsabile dei DS, guidato da esponenti in pieno delirio e in evidente stato confusionale, tanto da rinnegare quanto approvato in passato e ribaltando anni di politica di governo nel corso dei quali in più di un frangente essi stessi si sono resi promotori di richiami all’unità rivolti all’opposizione in occasione di cruciali e delicate decisioni legate alla politica estera del Paese. Il delirio di Fassino è tutto racchiuso nelle dichiarazioni di voto dei DS, un “no” dovuto alla modalità che il Governo ha scelto per intervenire in Afghanistan. Come dire, siamo propensi all’intervento, ma vorremmo che si chiamasse in un altro modo e per questo votiamo contro. Una “grande” prova di responsabilità, non v’è dubbio. Una frattura pericolosa, l’ennesima prodotta da una sinistra ottusa, sempre più appiattita sul volere della sua minoranza, ovvero quella che fa capo al movimento dei girotondi. Non contento il segretario della Quercia nelle dichiarazioni rilasciate immediatamente dopo la votazione alla Camera, ha raggiunto livelli di ineguagliata e involontaria comicità, laddove ha auspicato la nascita immediata del nuovo Ulivo. In particolare ha affermato: “Serve un atto di nascita per il nuovo Ulivo ed entro la prossima settimana chiedo ai capigruppo dei partiti dell’Ulivo di fissare l’assemblea di tutti i parlamentari della coalizione del centrosinistra per discutere obiettivi, forme e regole della coalizione. Perché l’Ulivo non può rimanere un semplice assemblaggio di partiti. Serve una nuova alleanza”.

Proprio su quest’ultima frase appare evidente la scarsa visione della realtà messa in mostra dal leader della Quercia, stordito da girotondi, ruoli istituzionali ricoperti fino a poco tempo fa e la credibilità internazionale che si va sempre più dissolvendo. Fassino oggi ha il coraggio di chiedere la nascita di un nuovo Ulivo, ma su quali basi non è dato sapere. In Parlamento i partiti di centro sinistra si sono presentati con quattro mozioni diverse in totale contrapposizione, due di appoggio all’invio delle nostre truppe e due contrarie, da tempo ogni movimento agisce in rotta di collisione con gli altri, addirittura all’interno degli stessi DS è in atto una spaccatura insanabile tra la parte riformista e socialdemocratica del partito e quella “girotondina” , becera e giustizialista, e Fassino su queste basi pensa di riunire gli stessi soggetti in guerra oggi per la nascita del nuovo Ulivo. La verità è che una volta di più si è avuta la conferma di quanto il centro sinistra possa esistere solo per ragioni di tipo elettorale, ma è totalmente incapace di impostare un programma e una strategia politica unitaria. Molto probabilmente se Berlusconi avesse perso le politiche dello scorso anno oggi ci saremmo trovati dinanzi all’ennesima crisi di governo cui il centro sinistra ci ha abituato in appena cinque anni in cui ha conquistato la guida del paese. Per fortuna il 14 maggio 2001 la maggioranza degli italiani ha scelto una guida seria e credibile che ci ha permesso di acquistare giorno dopo giorno sempre più credibilità in ambito internazionale fino all’attestato di stima e fiducia sul valore delle nostre forze armate, rappresentato dalla richiesta da parte degli USA di coinvolgere gli alpini in operazioni compiute fino ad oggi dai marines. Nel frattempo a sinistra, a furia di girotondi, non fanno altro che cascare per terra.

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