"NASCE LA PADANIA", Fiume Po, 15/09/96
...Da una poesia letta il giorno dell'Indipendenza...

Lentamente un dominatore straniero
aveva tolto a tutti cuore e mente
non sapevamo più chi comandava
lavoravamo per un salario duro
senza gioia senza voglia
e anche le nostre donne
non le guardavamo più come le guarda un uomo
Restavamo seduti sulla soglia del mondo nuovo
senza sapere come avremmo potuto uscire fuori
al sole da una prigione così grande
Da queste scuole dove ai nostri figli
veniva strappata ogni giorno la lingua degli avi
da tribunali dove venivamo giudicati
con leggi straniere da stranieri
da ospedali dove morivano i nostri vecchi
trattati come bestie da macello
Poi venne finalmente qualcuno
un uomo solo dapprima, un pugno di uomini e donne poi
valorosi, inseguiti da sputi nelle piazze
e presi in giro dai dotti giullari
di un regime che cominciava a decadere
Le mani si saldavano alle mani
uomini e donne sconosciuti prima
si abbracciavano nella piana di Pontida
sventolando al sole le bandiere
si strinsero in una lega di battaglia
Gioia cominciamo a provare dentro al cuore
un popolo nasceva nei pensieri e negli sguardi
e la voglia di lavorare ritornava
una speranza avevamo finalmente
che cresceva nell'animo con forza
nostri capi, nostre leggi, nostre lingue
poter dare alla terra che è la nostra
la nostra bella terra
lavorata da milioni di mani nei secoli passati
strappata alla palude e alla montagna
dal genio antico della nostra gente.


(I rientri me li sono inventati io...l'ho solo sentita e non vista scritta, ma la cadenza dovrebbe avermi suggerito giusto) ITALIA ADDIO. SI TORNA A CASA, VIVA LA PADANIA!


ESSERE LIBERI
Vivere è bello, quando si è liberi
tutti, uomini e donne, non tu ed io soltanto,
liberi di dire la nostra
di vagabondare per mari e per terre,
liberi di bere e di mangiare, di lavorare e giocare
liberi di sceglierci il cammino.
Non trovo le parole, non so con chi prendermela
Per quanto tempo ancora vivremo incatenati
nell'oscurità, nella vergogna?
Basta.
Finiamola con l'ignoranza, andiamo verso la luce!
Spada alla mano, liberiamoci dai mostri!
e ritroviamo la fierezza di un mome
così caro, cos' sacro per tutti

Tratto da "Nerone", la voce dei giovani padani mantovani

PADANIA
Vedo una bella terra
dal cielo azzurro
pianure, valli, monti
d'uccel sussuro.
Penso con nostalgia
lì è la patria mia,
quella che da bambino
mi fu tolta via.
Ricordo la gente buona
che mi amava
tutto il paese solo
una famiglia formava.
Boschi, torrenti e laghi
mi davan frutti,
la nostra terra era...
un po' terra di tutti.
Vorrei tornare, voglio
una Patria mia
dove di me il ricordo
non vada mai via.
Dove i figli dei figli
...so che vivranno,
e quel che lì ho creato
apprezzeranno.
Quella patria ch'è parte
d'una Nazione
detta "Padania" pel fiume
che ne fa unione.
Quando dal can Romano
l'avrò liberata
potrò tranquillamente
viver, vita beata.
Molto dovrò lottare
per mutar il destino,
ma questo io lo faccio
per quel bambino.

(Tratta da una lettera a "La Padania")



Saludi Secessiùn!