Brescia, trovata morta la 14enne sparita sabato
Il giallo si tinge di sangue: il corpo di Desiree Piovanelli trovato nei pressi di casa. Era uscita per andare da un'amica da cui non era mai arrivata. Uccisa a coltellate alla schiena.
BRESCIA – L’hanno cercata ovunque, pensando a tutto, dal rapimento alla fuga da casa, ma Desiree Piovanelli, la 14enne di Leno (Brescia) scomparsa sabato scorso, era morta: il cadavere è stato ritrovato stamane nei pressi di una cascina abbandonata, a non più di un cento metri da via Romagna, dove si trova l'abitazione della famiglia: è stata uccisa a coltellate alla schiena, sembra da un coetaneo, un ragazzo di 14 anni che avrebbe confessato il delitto. E rivelato il posto dov'era il cadavere, dopo essere stato messo sotto torchio per ore dai carabinieri. La decisione di interrogare il ragazzo, sembra un corteggiatore respinto, è stata presa quando gli inquirenti si sono resi conto che il giovane non aveva chiarito dove aveva trascorso la giornata di sabato.
Il cadavere era nudo, nascosto tra le canne, poco lontano da una roccia. I Carabinieri sono ora alla ricerca dell'arma del delitto. Hanno prosciugato il canale per l'irrigazione che si trova nella zona del ritrovamento, ma fino a questo momento non ne hanno trovata traccia.
La ragazza era uscita di casa intorno alle 15,30 dicendo che sarebbe andata da un’amica, dalla quale però non è mai arrivata. Nei giorni scorsi i carabinieri avevano già interrogato due persone, entrambe vicine alla famiglia Piovanelli. Interrogatori definiti “non risolutivi, ma in grado di fornire elementi utili alle indagini” dai carabinieri di Verolanuova. Nel caso era intervenuto anche un criminologo, già componente del pool di esperti impegnati nel caso di Cogne. Tra gli elementi da chiarire anche il messaggio arrivato al cellulare del fratello nelle ore successive alla scomparsa, in cui diceva “Sto bene”.
E’ emerso che non era stato spedito dal cellulare di Desiree, ma da una cabina telefonica. Era stata esclusa subito l'ipotesi del rapimento a scopo di estorsione, dato che la famiglia, genitori e quattro figli, non è particolarmente agiata: il padre è artigiano edile. Si era pensato invece a un allontanamento spontaneo da casa, degenerato poi in qualcosa di indipendente dalla volontà della ragazza.
Un’ipotesi rafforzata dalle tracce del passaggio di Desiree individuate dalle unità cinofile nel tratto di strada, lungo circa 10 metri, tra l'abitazione di via Emilia Romagna e la strada provinciale.
Desiree potrebbe essere salita su un'auto spontaneamente, pensando a un viaggio di breve durata, visto che con sé aveva preso solo il telefono cellulare. Difficile ipotizzare un rapimento a quell'ora del pomeriggio: è probabile che Desiree possa essere salita sull'auto di un conoscente.
Ancora ieri suo padre aveva lanciato un pubblico appello alla liberazione della ragazza, quasi come rivolgendosi a una persona precisa: “Mollala, fatti un esame di coscienza! Non vedi quanto ci stai facendo soffrire?”.
Nonostante le battute protrattesi per ore in tutta la zona del ritrovamento, della 14enne non era stata trovata traccia. Questo fa pensare che il corpo sia stato portato lì in un momento successivo al delitto. Un vicino, in particolare, un uomo di 50 anni, ha detto: "Proprio ieri ero passato in quella zona con i cani, e non abbiamo visto niente".
Le indagini, cui partecipa anche la Procura dei minori di Brescia, sembrano aver appurato che l'omicidio è avvenuto sabato, lo stesso giorno della sparizione della ragazza.
(4 OTTOBRE 2002, ORE 9:40, aggiornato alle 12.53)




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