Immigrati occupano il Duomo

Durante la manifestazione contro la guerra all'Iraq, una quindicina di extracomunitari hanno occupato il Duomo, inscenando una protesta pacifica. Fanno parte del gruppo di sudamericani sgomberati dalla zona Greco.


MILANO - Ventimila giovani hanno sfilato per le vie del centro invocando la pace. La grande manifestazione contro la guerra allI'Iraq si snoda da largo Cairoli: un corteo colorato a cui aderiscono collettivi studenteschi, associazioni ambientaliste e sindacati di base. Durante la manifestazione una quindicina di immigrati sudamericani sono entrati dentro al Duomo. Davanti alla cattedrale è stato issato uno striscione con la scritta: "A Milano come a Baghdad piovono bombe sui diritti. Gli sbaraccati".

Gli extracomunitari, tutti sudemericani, fanno parte del gruppo che, sgomberato da una baraccopoli nel quartiere Greco, ha occupato sabato scorso il sagrato della chiesa di San Babila, chiedendo una casa. Gli immigrati hanno inscenato una protesta pacifica, mettendosi a pregare sul sagrato del Duomo. A loro si sono aggiunti centinia di studenti che erano in piazza San Babila all fine del comizio per la pace.

Momenti di tensione davanti al Duomo si sono verificati quando la porta centrale della cattedrale è stata chiusa da un cordone di poliziotti messi in allerta da un precedente episodio avvenuto durante il corteo. Davanti al consolato americano, infatti, è stata bruciata una bandiera con la scritta "pace" dentro a un bidone di petrolio. A fianco c'erano due fantocci che rappresentavano George Bush e Silvio Berlusconi.

L'occupazione simbolica del Duomo è terminata dopo poco più di due ore. Gli extracomunitari sono usciti dalla cattedrale e hanno improvvisato un comizio per spiegare le proprie ragioni. Centinaia di giovani sono rimasti sul sagrato per impedire l'identificazione degli immigrati da parte delle forze dell'ordine.

Il consigliere comunale milanese Daniele Farina, di Rifondazione Comunista, ha sottolineato che ''si è trattato di una legittima azione di visibilità contro una politica che nega i diritti. Queste persone - ha detto - sono state violentemente private di ogni bene e di ogni cosa che possedevano''.

(5 OTTOBRE 2002, ORE 15:13)