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  1. #1
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
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    Predefinito cronache delle manifestazioni per la "pace"

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    Blitz di una decina di "Disobbedienti"
    NAPOLI – Una decina di “Disobbedienti” della Campania ha fatto irruzione in una struttura dismessa della Nato a Montevergine, in Irpinia, ha collocato striscioni con lo slogan «Contro la guerra disobbediamo» e ha scritto a vernice frasi contro la guerra e l’attacco all’Iraq sui cinque radar ancora presenti.
    L’azione di «disobbedienza» - rende noto l’esponente dei “No Global”, Francesco Caruso - è stata attuata dopo la rottura della rete di recinzione che consente l’accesso all’area. Fuori ai cancelli si è svolto il presidio di un gruppo di un centinaio di persone tra i quali, spiega sempre Caruso, c’erano il parlamentare di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena e il sacerdote don Vitaliano Della Sala.
    Quattro manifestanti, tra i quali lo stesso Caruso, sono stati fermati e identificati dalla Polizia.
    Ufficialmente la struttura è stata dismessa nell’87, ma i “Disobbedienti” ritengono che sia invece tuttora attiva: «Alcuni macchinari ed interruttori erano perfettamente funzionanti. Così - sottolinea Caruso - abbiamo provveduto a staccare i collegamenti».
    «L’azione - aggiunge - serviva per dire no alla guerra non solo con manifestazioni ma anche con iniziative di disobbedienza. Con la rottura della rete di recinzione abbiamo voluto finalmente liberare un pezzo di montagna sequestrato per anni dai militari e liberarla». Caruso annuncia un’iniziativa a livello istituzionale per fare dell’area dell’ex struttura Nato un Museo della Pace, vicino al Santuario di Montevergine.
    «No alla guerra globale permanente»; «No alla guerra all’Iraq»: questi i contenuti degli striscioni che i giovani del movimento “No Global” di Napoli, Benevento, Caserta e Avellino ha sistemato nell’area dell’ex base Nato di Montevergine. I manifestanti hanno chiesto il definitivo smantellamento delle strutture rimaste per restituire alla montagna l’area che per decenni le è stata sottratta.
    La richiesta verrà presentata sotto forma di interpellanza parlamentare al governo da Russo Spena, che è componente della commissione Difesa della Camera dei deputati.
    «Non ha senso - ha detto don Vitaliano Della Sala - pensare alla guerra come alla soluzione dei problemi internazionali. I governi, e in particolare quello italiano, devono farsi guidare dall’insegnamento di Cristo e dall’esempio di Ghandi: la non violenza è l’unico strumento per risolvere le contese». (05/10/02)
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  2. #2
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Fra i manifestanti, Grazia Francescato (Verdi)
    BARI – Sotto la pioggia alcune centinaia di cittadini baresi, aderendo alle manifestazioni indette in 100 città, hanno oggi manifestato la propria «volontà di pace» dinanzi alla basilica di San Nicola. Vi hanno partecipato, tra gli altri, il presidente onorario dei Verdi, Grazia Francescato, il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Pasquale Martino, ed il capogruppo dei Ds al Comune di Bari, Gianni Giannini.
    «No alla guerra - ha sottolineato Francescato - non per un senso di pacifismo generico ma perché si stanno avverando tutti quegli eventi che già dall’anno scorso come Verdi avevamo annunciato. La lotta dell’America a vari Paesi ora è il momento dell’Iraq con l’accusa di combattere i terroristi». L’Ulivo - ha aggiunto «si è spaccato proprio su questo fronte e ora, a pezzi, ha bisogna di ritrovare in uno schieramento più ampio che coinvolga tutta la società, la sua identità. È proprio parlando con la gente e stando con la gente che si può tornare a fare politica perché le istanze sono quelle che ci vengono dal dialogo con cittadini». Martino ha ricordato che «la Puglia vuole essere ancora una regione di pace e non un porto ed una base per la guerra a cominciare da questa che l’America vuole fare con l’Iraq. Per questo da stasera deve nascere un movimento organizzato per un “no senza se e senza ma”». (05/10/02)
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  3. #3
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Manifestazione anche pro-Palestina
    ROMA – Tre striscioni delle “Donne in nero”, con appelli contro la guerra, contro la discriminazione e per la “Palestina libera”, hanno aperto la manifestazione promossa dal Roma Social Forum per protestare contro l’ipotesi di attacco all’Iraq ed in solidarietà al popolo palestinese.
    Circa diecimila persone - secondo i promotori - appartenenti ad associazioni, movimenti no-global e partiti politici si sono dati appuntamento a piazza della Repubblica da dove il corteo si è mosso intorno alle 17,30 per raggiungere piazza Venezia attraversando il centro storico della capitale. Nella folla - dove spiccano le bandiere di numerose organizzazioni pacifiste ma anche di formazioni politiche come i Verdi, il Prc, il Pdc insieme a bandiere palestinesi ed a numerosi arcobaleni pacifisti - sono numerosissimi i giovani, spesso vestiti con magliette inneggianti alla pace.
    Per favorire la “scelta” dello slogan preferito, qualcuno ha anche allestito un improvvisato chioschetto mettendo in vendita a pochi euro t-shirt variopinte con immagini e scritte pacifiste, accanto a slogan più esplicitamente politici. Numerosi anche i lavoratori, radunati sotto le bandiere dei sindacati e dei comitati di base.
    Tra i manifestanti ha sfilato anche Vittorio Agnoletto, leader dei “No-global” ed uno degli organizzatori del prossimo social forum di Firenze, secondo il quale il corteo di oggi «è stato il modo in cui il movimento è stato in grado di ricostruirsi dal basso, raccogliendo le posizioni e le spinte che sono amplissime nella società e che hanno difficoltà a trovare una rappresentanza istituzionale». Agnoletto ha sottolineato che la scelta di oggi è stata di «organizzare manifestazioni in molte città, soprattutto a Firenze abbiamo ottenuto un grande successo, con oltre 20 mila persone in piazza. Così il movimento esprime unitariamente le sue posizioni, chiudendo ogni polemica sulle divisioni passate e chiedendo un Europa che guardi di più al sud del mondo e non si uniformi alle posizioni statunitensi che puntano solo al dominio militare».
    Per questo motivo, ha aggiunto, le manifestazioni di oggi «hanno un legame strettissimo con il social forum che si terrà a Firenze dal 6 al 10 novembre prossimi, che sarà la nostra Porto Alegre, il momento di massima propositività del movimento. Diciamo no alla guerra indipendentemente dalle posizioni dell’Onu, che ormai rischia di essere uno strumento nelle mani degli Stati Uniti. Chiediamo anche al centrosinistra di comportarsi in Italia come ha fatto Schroeder in Germania, che è andato incontro alle posizioni del suo elettorato».
    Quello odierno, ha concluso il leader no-global, è inoltre «un corteo che vuole esprimere solidarietà al popolo palestinese che sta vivendo una tragedia di cui nessuno parla più e che rischia di essere oscurata da un eventuale attacco all’Iraq».
    Il deputato dei Verdi Paolo Cento ha sottolineato il grande successo della mobilitazione che «in tutta Italia ha visto scendere in piazza più di 500 mila persone». Secondo il parlamentare ecologista quella di oggi è «la migliore risposta al voto vergognoso espresso dal Parlamento che ha autorizzato la missione degli alpini in Afghanistan. Il centrosinistra deve capire che il nostro elettorato ci vuole uniti contro la guerra. Diciamo al Parlamento che non ci rassegneremo alla guerra e siamo pronti alla disobbedienza contro il conflitto, se necessario mettendo anche in azione i nostri corpi ed andando di persona in Iraq».
    (05/10/02)
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  4. #4
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    Corteo organizzato dal Social Forum europeo
    BOLOGNA – Diverse migliaia di giovani (diecimila per gli organizzatori, cinque-seimila secondo la Questura) hanno partecipato a Bologna alla manifestazione «Cento piazze contro la guerra», organizzata dal Social Forum Europeo in opposizione all’intervento bellico in Iraq. A sfilare per le strade del centro, fra centinaia di bandiere con scritto «pace» e al ritmo della musica, sono stati in gran parte studenti delle scuole superiori, anche delle prime classi.
    Il corteo, rumoroso e pacifico, è partito verso le 10,30 da piazza Nettuno, percorrendo le vie Indipendenza, dei Mille e Marconi. Accanto agli striscioni dei principali licei cittadini c’erano bandiere delle RdB e delle ACLI; alla manifestazione hanno partecipato alcuni esponenti della sinistra bolognese, e i deputati Paolo Cento (Verdi), Giovanna Grignaffini (DS) e Titti De Simone (PRC).
    Il corteo si è sciolto senza incidenti un paio d’ore più tardi in piazza Maggiore.
    «La presenza di migliaia di giovani al corteo contro la guerra - ha detto Cento - è un buon segnale perché dimostra che per le nuove generazioni la lotta contro la guerra è una priorità. Il centrosinistra diviso ai suoi vertici e in Parlamento prenda lezione da questa straordinaria mobilitazione che oggi non solo a Bologna ma in altre cento città sta vedendo protagoniste migliaia e migliaia di persone. La guerra si può sconfiggere, per questo è necessario nelle prossime settimane far crescere la mobilitazione in vista della grande manifestazione europea che si terrà il 9 novembre a Firenze». (05/10/02)
    Prosit


  5. #5
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    GENOVA – «Pace subito, pace e libertà». Sono gli slogan che scandiscono la marcia del corteo per la pace che si sta svolgendo anche a Genova. Il serpentone di circa tremila persone di tutte le età è partito alle 17,30 da piazza De Ferrari preceduto da uno striscione rosso con la scritta bianca «No alla guerra senza se senza ma con o senza l’Onu» e dai gonfaloni del Comune e della Provincia di Genova. Al corteo hanno aderito i partiti politici del centrosinistra (Ds, Prc, Pdci, Verdi), organizzazioni sindacali (Cgil, Uil, Cobas, Rdb) e associazioni politiche e culturali quali “Emergency”. Molte le bandiere palestinesi che sventolano sulle teste dei manifestanti mentre a metà corteo un furgone attrezzato diffonde musica a tutto volume. La manifestazione, il cui percorso si snoda fino a piazza Verdi per poi risalire a piazza De Ferrari, si è svolta in modo pacifico. (05/10/2002)
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  6. #6
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    Fra i giovani, molti stranieri
    TORINO – In decine di migliaia per dire il «no» dei giovani a tutte le guerre. Torino è stata invasa oggi da una gioventù multicolore, proveniente dai Paesi più disparati, ma unita da un’idea che attraversa le coscienze di ognuno: la contrarietà alla guerra come mezzo per risolvere i problemi. Questo è stato il primo «Appuntamento mondiale dei giovani della pace», promosso oggi a Torino dal Sermig.
    Un «G8 alla rovescia» lo ha definito il fondatore del Sermig Ernesto Olivero, che è riuscito a radunare in questa giornata torinese decine di migliaia di ragazzi e ragazze, molti appartenenti ad organizzazioni di volontariato, ma molti anche interessati semplicemente ad esprimere il proprio desiderio di pace. Tra le provenienze, oltre all’Italia, Brasile, Perù, Siria, Giordania, Israele e Palestina, Albania, Sudafrica.
    L’intero centro torinese, tra piazza San Carlo e piazza Castello, è stato oggi monopolizzato dalle varie iniziative in programma: la manifestazione di stamane «Il mondo che vorrei», con mostre, animazioni e canti, il cosiddetto «pranzo dei popoli», pasto alternativo per tutti i partecipanti con riflessione sull’equa distribuzione delle risorse fra tutti gli uomini della terra, e il raduno «Il futuro sei tu», cioè il vero e proprio «G8 alla rovescia», davanti al maxipalco in piazza San Carlo dove si alternavano testimonianze e proposte di giovani da tutto il mondo, letture ed esecuzioni musicali.
    «Siamo una minima parte rispetto all’universo dei giovani - ha detto Olivero a nome di tutti - ma siamo decisi a non lasciare le cose come le abbiamo trovate, siamo decisi a prenderci questo impegno, in questo senso facciamo nostro lo slogan “Il futuro sei tu”».
    Il concetto di fondo, secondo Olivero, dev’essere la riconciliazione tra il mondo degli adulti e quello dei giovani, ricomporre la frattura fra le generazioni. «Gli adulti devono chiedere scusa ai giovani - ha osservato - devono riconoscere gli errori commessi, che lasciano alle nuove generazioni una pesante eredità: fame sottosviluppo, dittature, sfruttamento, guerre, violenze, assenza di valori, consumismo sfrenato».
    Sul palco, con la conduzione di Giovanni Anversa, sono via via sfilati a dire la loro ragazzi dal Kenya, dalla Romania, giovani disabili, ex tossicodipendenti. Varie le proposte della giornata, come l’apertura presso l’Arsenale della Pace del Sermig di un dialogo continuo tra culture e religioni, la realizzazione di un fondo per borse di studio destinate a bambini e giovani di aree geografiche svantaggiate, la creazione di un’agenzia Onu per i giovani, per la promozione dei diritti fondamentali dell’uomo. Hanno portato il loro saluto cardinali come l’arcivescovo di Torino Severino Poletto, sindaci come Sergio Chiamparino, presidenti di Regione come Enzo Ghigo, sottosegretari come Ugo Martinat.
    Intanto un’altra manifestazione pacifista, sempre questo pomeriggio, percorreva le vie del capoluogo piemontese, quella del Torino Social Forum, diretta in modo specifico contro il conflitto in Iraq e analoga alle altre programmate in numerose città d’Italia. Al termine i manifestanti si sono diretti verso piazza Castello, per un presidio davanti alla Prefettura, unendo il loro appello a quello dei giovani del Sermig. (05/10/02)
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  7. #7
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    [size=large]Insomma, se saranno stati 50.000 in tutt'Italia è già molto! Mah![/size]
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  8. #8
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    Grazie per le informazioni.

  9. #9
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Originally posted by MrBojangles
    Grazie per le informazioni.
    Prego, figurati!
    Abbasso la censura!
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  10. #10
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    Che è tutta sta frenesia di andare a contare i manifestanti anti-banana e anti-guerra?

    A Piazza del Popolo si pensava a 100.000 partecipanti come ad una partecipazione significativa. Poi, col passare dei giorni, si è deciso di spostare la Manifestazione a Piazza San Giovanni prevedendo 300.000 partecipanti.
    Ne sono arrivati quasi un milione (se non di più!)

    Avrete mica preso paura???

 

 
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