FIAT/DE LUCIA : SULLA RISTRUTTURAZIONE INTERVENGANO SUBITO LA MAGISTRATURA E LA COMMISSIONE EUROPEA.
SE LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA VIENE CONCESSA PER GLI ESUBERI , SI TRATTA DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. GLI INTERESSATI SMENTISCANO, SE POSSONO.
Dichiarazione di Michele De Lucia, membro della Direzione di Radicali italiani.
Apprendiamo che durante l’incontro svoltosi nella giornata di ieri tra il presidente del Consiglio Berlusconi e i vertici della Fiat – Paolo Fresco, presidente, e Gabriele Galateri di Genola, amministratore delegato – si è parlato, a proposito della grave crisi del gruppo torinese, di cassa integrazione straordinaria per ottomila dipendenti, che sarebbero in esubero.
Già diversi mesi fa avevamo dubitato della veridicità delle affermazioni del dottor Cantarella, secondo il quale vi sarebbero stati solo 2.800 esuberi, mentre altri 10.000 dipendenti sarebbero finiti in cassa integrazione: in tutte le precedenti ristrutturazioni Fiat, i dipendenti collocati in cigs sono stati puntualmente espulsi dal mercato del lavoro.
Nel caso che queste notizie siano confermate, ricordiamo al Presidente del Consiglio, ai vertici Fiat, al sindacato, alla magistratura ordinaria e amministrativa, che la legge 223 del ’91 (artt.1 e 24) vieta l’erogazione della cassa straordinaria per i dipendenti che, come in questo caso, già si sa essere in esubero, prevedendo per gli stessi l’accesso diretto alla mobilità. In caso contrario, si ravviserebbero i reati di truffa aggravata (art. 640 c.p.) e associazione per delinquere (art.416 c.p.), con la possibile aggravante della continuazione del reato.
Gravissima, a questo punto, è la reticenza che la Commissione europea ha manifestato in risposta alla interrogazione estremamente circostanziata presentata dai radicali. Il costo della Cassa integrazione è finanziato in massima parte con denaro pubblico, il meccanismo di concessione è assolutamente discrezionale, l’istituto riguarda solo una minoranza privilegiatissima di lavoratori e di imprese. Caratteri tutti assolutamente incompatibili con la normativa comunitaria sugli aiuti di Stato alle imprese e all’occupazione.
Ci auguriamo che la Commissione europea non voglia, su questa vicenda, seguire le orme della magistratura italiana: silenzio, copertura, connivenza. Da parte nostra, faremo da subito di tutto per impedirlo, assicurando innanzitutto alla Commissione stessa – che pure qualche strumento lo ha – la conoscenza di tutti i dati riguardanti la vicenda della Cassa integrazione negli ultimi 25 anni.
Roma, 4 ottobre 2002.
Wolare
informato privilegiato da www.radicali.it




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