CRIMINALITÀ STRANIERA: È BOOM
Preoccupante crescita negli ultimi anni dei reati
compiuti da extracomunitari
ROMA - In Italia i furti e i borseggi sono in mano agli immigrati extracomunitari. E di anno in anno cresce il numero degli stranieri coinvolti nei principali reati commessi in Italia dalla rapina all’omicidio, passando per lo sfruttamento della prostituzione e la rissa. È quanto emerge da una ricerca condotta dal sociologo Marzio Barbagli, docente all’Università di Bologna, i cui risultati sono presentati nel libro “Immigrazione e reati in Italia”, appena pubblicato dalla casa editrice Il Mulino. Nel 2000 sul totale delle persone denunciate in Italia per furti in appartamento, il 50,2% sono provenienti da Paesi in via di sviluppo (di cui il 21,2% dalla ex Jugoslavia, l’11% dalla Croazia e il 5,5% dall’Albania). Ancora più alta la quota tra le persone denunciate per borseggio: il 71,5% dei denunciati proviene dai Paesi extracomunitari (ad esempio il 15,4% dall’Algeria, il 13,2% dalla Romania e il 7,9% dalla ex Jugoslavia). Il 49,1% dei furti in negozio risulta commesso da stranieri extracomunitari (ad esempio il 19% da cittadini di origine romena, il 6,8% del Marocco e il 3,2% dell’Albania). I denunciati in Italia, sempre nel 2000, per furto di autoveicoli risultano appartenere a Paesi in via di sviluppo per il 25%. La criminalità legata all’immigrazione extracomunitaria sembra, dai dati disponibili citati dalla ricerca di Barbagli, poco interessata finora alle rapine in banca e negli uffici postali: nel primo caso sono stati denunciati immigrati per l’1,9% del totale, mentre nel secondo il 7,5%. Un po' più bassa anche la quota di scippi commessi da stranieri provenienti dai Paesi in via di sviluppo (15,3% del totale). L’indagine propone anche un quadro di raffronto sulla quota di stranieri, sul totale delle persone denunciate in Italia, riguardo al tipo di reato commesso dalla fine degli anni ’80 al 2000. Per quanto riguarda i furti in genere, se nel 1988 il 14% dei denunciati erano immigrati nel 2000 questa percentuale è salita al 40%. Analoghi sensibili incrementi si registrano per numerosi tipi di reato, sempre nel raffronto tra il 1988 e il 2000.
Per le rapine il numero degli stranieri denunciati in Italia è passato dal 6% al 28%, per le violazioni alla legge sugli stupefacenti dal 13% al 29%, per le ricettazioni dall’8% al 38%, per il contrabbando dal 25% al 44%, per il tentato omicidio dal 5% al 23%, per l’omicidio consumato dal 6% al 18%, per l’estorsione dal 3% al 16%, per lo sfruttamento della prostituzione dal 9% al 56%, per la violenza carnale dal 9 al 21%, per la rissa dall’8% al 34%. Certi reati - ad esempio l’omicidio, il borseggio, la rapina e la violenza sessuale - vedono un più alto numero di vittime tra gli stessi extracomunitari: «In genere si pensa che gli immigrati delinquano soprattutto contro la popolazione autoctona. La situazione - sostiene Barbagli - è invece più diversificata: i delitti più gravi, come omicidi e violenze sessuali, avvengono prevalentemente tra immigrati all’interno del gruppo etnico di appartenenza o tra gruppi contigui, mentre i furti d’auto, in appartamento e in negozio sono consumati a danno degli italiani».
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E' arrivata l'ora di svegliarsi sulla realtà dell'immigrazione? Cosa deve succedere per aprire gli occhi della massa dormiente?


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