Cristoforo Colombo non fu il primo scopritore delle Americhe. Verso l'inizio del Quattordicesimo secolo, nei dintorni di Cape Cod, sbarcarono uomini che custodivano un segreto e avevano negli occhi il miraggio di una nuova Terra Promessa. Erano i Templari, sbarcati nel continente che ribattezzarono "terra della Stella di Merika", o "La Merika". L'America...
... Che la massoneria abbia funto da importante forza motrice della Rivoluzione americana e della fondazione della repubblica degli Stati Uniti d'America non è un segreto.
Se non erano essi stessi massoni, i fondatori degli Stati Uniti d'America avevano intrecciato stretti rapporti con i Figli della Vedova. Essi pertanto attinsero alla filosofia sviluppatasi in Inghilterra nel corso del secolo precedente, prendendola a impalcatura della nuova costituzione. Senza esserne consapevoli, per devozione ai princìpi massonici di giustizia, verità ed eguaglianza da applicare nel nuovo stato, essi si studiavano di creare un paese ispirato al riscoperto caposaldo di Mé''e, una moderna nazione erede genuina della grandezza dell'antico Egitto. Se in un certo senso gli architetti degli Stati Uniti riuscirono nell'intento, il loro fu anche, sotto molti aspetti, un vero e proprio fallimento: per porre fine alla schiavitù della popolazione nera degli stati meridionali ci volle una terribile guerra civile e ancora oggi la parola «uguaglianza» è, in molte regioni, l'aspirazione delle menti ragionevoli in contrasto con l'indifferenza degli stolti. Come la massoneria, così gli Stati Uniti simboleggiano un ideale imperfetto meritevole sì del trionfo, ma che ha il difetto di essere formato da meri mortali.
Tra i firmatari della Dichiarazione di indipendenza del 4 luglio 1778, quelli che seguono erano massoni: William Hooper, Benjamin Franklin, Matthew Thornton, William Whipple, John Hancock, Phillip Livingston e Thomas Nelson. Al punto che si vociferò che sarebbe bastato far uscire dalla stanza quattro persone perché i rimanenti fossero più che sufficienti ad aprire una loggia in camera di maestro! Alla tornata avrebbe potuto legittimamente presenziare anche il grosso dei capi militari, tra cui si ricordano Greene, Marion, Sullivan, Rufus, Putnam, Edwards, Jackson, Gist, il barone Steuben, il barone de Kalb, il marchese de Lafayette e George Washington in persona.
A nominare Washington primo presidente degli Stati Uniti il 30 aprile 1789 fu il gran maestro di New York. Il presidente prestò giuramento sulla Bibbia massonica, adoprata d'ordinario come volume della Legge Sacra nella loggia di St John, registrata con il numero 1 nell'archivio della Gran loggia di New York. Essendo stato iniziato nella loggia massonica di Fredericksburg cinque mesi prima di compiere ventun anni, il venerdì 4 novembre 1752, è debito sostenere che Washington fu un massone per tutta la sua vita adulta. Poiché la sua loggia madre soleva adunarsi nel giorno di venerdì, il futuro capo di stato fu ammesso al secondo grado il 3 marzo 1753 e, infine, innalzato al «grado eccelso» di maestro massone il 4 agosto 1753, nella stessa loggia. All'epoca della sua iniziazione costui aveva appena terminato di ispezionare i possedimenti in Virginia di Lord Fairfax, i cui progenitori erano stati avvicinati alla massoneria da Oliver Cromwell. La famiglia Fairfax si distingueva nella Gran loggia di York per la propria dinamicità e alacrità. Il fratello maggiore di Washington, Lawrence, con cui George viveva in quegli anni, aveva studiato in Inghilterra e si era sposato con la nipote di Lord Fairfax. Con tutta probabilità la loggia frequentata da Washington si atteneva ad hoc al Rito di York anziché al Rito scozzese, ma sei anni dopo l'iniziazione di costui, nel 1758, la loggia di Fredericksburg ricevette una bolla dalla Gran loggia scozzese che ne formalizzava la posizione.6 Il giorno in cui fu eletto primo presidente degli Stati Uniti d'America George Washington, associato all'epoca alla loggia di Alessandria numero 22, era membro dell'ordine da quasi 36 anni.
Sfogliando alcuni antichi documenti ci imbattemmo nella copia di un discorso di Washington tenuto in occasione del conferimento di un Book of Constitutions con dedica da parte dei massoni di Boston, il 27 dicembre 1792. La data suggerirebbe che in quell'occasione si celebrò l'anniversario dei quarant'anni di presenza nell'ordine di Washington:
Per quanto lusinghiero possa essere per la mente umana, e per quanto decisamente onorevole sia ricevere dai propri concittadini testimonianza di approvazione nei confronti degli sforzi personali volti alla promozione del benessere pubblico, non meno gradevole è sapere che fin le più delicate virtù del cuore siano altamente rispettate in una Società i cui princìpi liberali sono fondati sugli immutabili capisaldi di verità e giustizia.
Ampliare la sfera della felicità sociale è un atto meritorio per un'istituzione massonica, il suo benevolente disegno; ed è da auspicarsi fervidamente che la condotta dei singoli membri della confraternita, così come le pubblicazioni che ne illustrano i princìpi ispiratori, sia protesa a persuadere l'umanità che il solenne obiettivo della massoneria è quello di promuovere la gioia del genere umano.
Vi prego di accettare la mia sentita riconoscenza per la copia del Book of Constitutions che mi avete inviato e per l'onore che avete desiderato riservarmi nella dedica. La quale, vogliate concedermi l'opportunità di confermarlo, non ha mancato di far affiorare in me il sentimento di piena gratitudine che intendeva suscitare. Al Grande Architetto dell'Universo rivolgo la fervida preghiera che possa deporre su di voi la sua benedizione e che possa accogliervi, d'ora innanzi, nel suo tempio immortale.
Washington pose la prima pietra della Casa Bianca il 13 ottobre del 1792, il giorno dell'anniversario della crocifissione di de Molay! Lo stesso anno il dollaro fu adottato come unità di moneta degli Stati Uniti d'America. Simbolo del dollaro è una «s» percorsa in verticale da due linee, benché in caratteri tipografici esso sia più comunemente riprodotto con una sola linea: $. Se la «esse» maiuscola venne ripresa da un'antica moneta spagnola, i due tratti verticali erano intesi a raffigurare le colonne nazaree mishpat e zedeq, meglio note ai fondatori massonici degli Stati Uniti come Boaz e Jachin, i pilastri posti all'ingresso del tempio salomonico.
Le odierne banconote (da un dollaro) statunitensi mostrano ancora l'immagine di una piramide con un occhio nel mezzo, l'emblema più antico tra quelli tuttora in uso, tramandatoci dai tempi di Seqnenrîe Te'o, scampato alla purga del simbolismo egizio della cerimonia di incoronazione del sovrano voluta dal profeta Ezechiele durante la cattività babilonese degli ebrei. Essa raffigura Dio (in forma di Amon-Rî'e), l'ente dotato dell'occhio eterno, che vigila sul suo popolo, giudicandone ogni azione in vita per poter, alfine, conferire a ciascuno la giusta ricompensa nella morte. Fondamento di Mé''e era la valutazione, da una prospettiva divina, del bene perpetrato in vita. Sul retro della banconota da un dollaro vi è l'immagine del fratello George Washington, mentre sulla banconota da due dollari, oramai in disuso, spiccava l'effigie di un altro celebre massone, il fratello Benjamin Franklin.
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Con indosso gli abiti massonici di cerimonia, al pari di tutti i confratelli presenti, il 18 settembre 1793 George Washington poneva la pietra angolare del palazzo del governo a Washington.
Paese ancor giovane, per poter eguagliare la longevità dell'antico Egitto gli Stati Uniti d'America dovrebbero saper conservare la propria preminenza fino all'anno 4500; all'incirca quattro secoli sarebbero, invece, necessari per essere all'altezza almeno del primo periodo di splendore di quella nazione. Il nostro presentimento è che l'esperimento massonico condotto in quel paese cosmopolita d'oltreoceano potrà contare, alfine, su un esito ben più eccelso. Perché si tratta soltanto di un ulteriore passo avanti nel percorso verso la grandezza avviato nell'Iraq meridionale almeno seimila anni fa.
http://www.mondadori.com/libri/yesterday/hiram/usa.html




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