Ho fatto uno sforzo enorme per trovare qualcosa che assomigli ad una proposta, ad un abbozzo d'idea nella sinistra e scavando, scavando, nel lontano aprile e non su un quotidiano di sinistra ...
(che i sinistri si siano dimenticati che oltre le piazze ed i girotondi esistono anche progetti e programmi ?)
Buona lettura
Giorgio
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LA FURBATA DI COFFERATI - Il Foglio, 3 aprile 2002
Irrigidire il mercato del lavoro, e 10 miliardi per gli ammortizzatori
Pressato dalla richiesta di fare qualche proposta e di non chiudersi soltanto nel suo elenco di no, il segretario della Cgil ha esposto le linee della sua piattaforma di politica del lavoro. Si tratta di una serie di rivendicazioni aggiuntive, propagandistiche, che hanno il senso di aggregare forze per la lotta, non di indicare un terreno per un negoziato.
Sulla flessibilità, Cofferati continua a pensare che ve ne sia già anche troppa. Chiede anzi di introdurre i vincoli dello statuto e un contratto nazionale di lavoro apposito per i lavoratori assunti con forme diverse da quelle del tempo indeterminato. Risponde in questo modo ai giovani "atipici", che il no alle modifiche dell'articolo 18 condanna a una situazione di precariato senza sbocchi, ma lo fa in modo appunto propagandistico, chiedendo l'impossibile per non trattare su quello che davvero si potrebbe fare per loro.
Sul tema degli ammortizzatori sociali, il leader della Cgil ammette che quelli attuali, cassa integrazione e prepensionamenti, sono inadeguati. Ma anche qui chiede un intervento che risponda a tutte le esigenze, senza scambiare nulla, con un costo di almeno 10 milioni di euro. In una situazione non brillante della finanza pubblica una richiesta di queste dimensioni si reggerebbe solo con un impegno concreto per aumentare produttività e competitività. Ma su questo piano, come si vede dall'irrigidimento sul mercato del lavoro, non esistono disponibilità.
Il vero scopo del leader della Cgil è quello di occupare con proposte di facciata lo spazio che potrebbe essere occupato da sindacati, come la Cisl e la Uil, che hanno, o almeno avevano, una cultura negoziale dello scambio. Tuttavia lo spazio resta aperto, proprio per l'aspetto grossolanamente strumentale alla lotta della "piattaforma" di Cofferati. Ora toccherebbe alle altre confederazioni proporre una loro piattaforma, dare seguito alle posizioni di netta distinzione dalla Cgil su mobilità e articolazione contrattuale. Sempre che abbiano mantenuto i loro margini di autonomia sindacale.
Saluti Liberali
Giorgio




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