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    Question Aids e Vaticano - Gay e falsi moralismi - Pacs ed unioni di fatto - Conquiste civili



    Aids, attivisti stigmatizzano posizione Vaticano sui condom
    Di Philip Pullella


    CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Gli attivisti contro l'Aids, i funzionari sanitari e anche alcuni appartenenti alla Chiesa cattolica hanno criticato oggi il Vaticano per aver difeso la sua posizione sull'opposizione al preservativo.


    Ieri il cardinale Javier Lozano Barragan ha detto in un messaggio durante la giornata mondiale contro l'Aids che la fedeltà, la castità e l'astinenza sono il modo migliore per fermare la diffusione dell'Hiv e dell'Aids.


    "E' molto deludente perché la difesa irrazionale da parte della chiesa cattolica sul profilattico mina il buon lavoro che la chiesa cattolica ha fatto riguardo al prendersi cura delle persone con l'Hiv", ha detto Nathan Geffen in Sud Africa.


    Geffen, manager nazionale della Treatment Action Campaign, il gruppo sudafricano più numeroso di attivisti contro l'Aids, ripete i commenti di altri che lavorano con i malati di Aids in Africa.


    La Chiesa si oppone alla contraccezione, compresi i preservativi, che sostiene promuova la promiscuità.


    "Non supportando l'uso del preservativo e non sostenendo l'utilizzo come una delle misure preventive potrei dire che la Chiesa Cattolica sta aiutando la diffusione della malattia mortale", ha detto Morten Rostrup, presidente del consiglio internazionale di Medecins Sans Frontieres a Nairobi.


    "Sappiamo che i condom sono uno dei modi migliori per prevenire la malattia. Di sicuro non si oppongono a cambiamenti di comportamento. Ma parlare contro l'uso dei preservativi come misura preventiva...è totalmente inaccettabile per una prospettiva morale, etica e medica", ha aggiunto.


    "STILI DI VITA EDONISTICI"


    Nel suo messaggio nella giornata mondiale contro l'Aids, il cardinale Barragan ha fatto un chiaro riferimento al profilattico dicendo che le campagne di informazione non dovrebbero essere "basate su politiche che incoraggiano stili di vita e comportamenti immorali ed edonisti, favorendo il diffondersi del male".


    "Gli attivisti contro l'Aids respingono queste affermazioni per amore di noi africani e per tutti quelli che hanno la malattia", ha detto Gitura Mwaura, presidente del Kenya Coalition for Access to Essential Medicines.


    "E' tempo che si tiri la testa fuori dalla sabbia perché la situazione è seria. Promuovere l'astinenza fuori dal tempo e i preservativi aiutano a fornire qualche protezione", ha aggiunto.


    Mentre il Vaticano sta spingendo i cattolici a sfuggire al condom, un gruppo cattolico americano si sta ribellando contro questo messaggio.


    Catholics for a Free Choice, una organizzazione indipendente, ha lanciato una campagna globale chiamata "I buoni cattolici usano il preservativo".


    La campagna, lanciata ieri nella metropolitane di Washington D.C., comprende poster che non piacerebbero al Vaticano.


    Due mostra due giovani eterosessuali sorridenti con il messaggio: "Crediamo in Dio. Crediamo che il sesso sia sacro. Crediamo nel prenderci cura l'uno dell'altro. Crediamo nell'uso del preservativo".


    Il gruppo, che il Vaticano non considera una rappresentanza del cattolicesimo, ha prodotto anche un libretto chiamato: "Sesso nell'era dell'Hiv/Aids -- Una guida per i cattolici".


    "Non possiamo restare fermi e lasciare che il Vaticano vada avanti con il suo irresponsabile atteggiamento verso i preservativi e i cattolici", ha detto Frances Kisslings, il presidente del gruppo.

  2. #2
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    Predefinito tratto da LA SICILIA.It 22 febbraio 2004

    Il Pri e il «Gay village»

    CATANIA In relazione alle aspre polemiche "preventive" recentemente scatenate sia in Comune che sugli organi di stampa attorno all'ipotesi del patrocinio del Comune di Catania per il progetto Gay Village dell'associazione Pegaso's, la Federazione Provinciale del Partito Repubblicano Italiano sente il dovere morale di intervenire in un dibattito che rischia di involversi in querelle dai toni medioevali. Innanzitutto il Pri catanese sottolinea l'importanza etica e culturale del lavoro svolto dall'associazione Pegaso's nei suoi dieci anni di vita, perché la lotta per i diritti degli omosessuali è lotta comune per il diritto all'autodeterminazione delle coscienze e per le libertà civili di tutti i cittadini, nessuno escluso. Inoltre, a prescindere dalla pretestuosità di talune posizioni oltremodo conservatrici duramente espresse da alcuni, il PRI catanese non vede dove sarebbe lo scandalo qualora il Comune di Catania dovesse decidere di concedere il patrocinio all'iniziativa, sulle tracce di quanto fatto dall'amministrazione capitolina nel sostenere l'ormai consolidato fenomeno culturale del Gay Village al quartiere Testaccio. Per il Pri momenti di aggregazione che rompano l'isolamento di qualsivoglia minoranza e favoriscano il dialogo, lo scambio di idee e la conoscenza di una cultura in qualche modo "altra", sono fondamentali per la crescita civile di un Paese ed è giusto che all'occorrenza vengano sostenuti dalle istituzioni democratiche, che giammai devono rimanere ostaggio di lobby reazionarie ed antimoderne.

    Francesco Zaccà

  3. #3
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    Predefinito tratto da LA VOCE REPUBBLICANA 12 febbraio 2005

    Costituzione della Repubblica Romana. Principi

    VII – Dalla credenza religiosa non dipende l’esercizio dei diritti civili e politici.
    VIII – Il Capo della Chiesa Cattolica avra’ dalla Repubblica tutte le guarentigie necessarie per l’esercizio indipendente del potere spirituale.
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/REVERIE.mid[/mid]

  4. #4
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    Predefinito tratto da LA PROVINCIA di Lecco 1° luglio 2005

    «Da laico io dico: calpestato il diritto»

    Intervista ad Oscar Giannino

    Da liberale, come si definisce, Oscar Giannino, vicedirettore de "Il Riformista" e opinionista conteso dai programmi tv, precisa subito il suo pensiero: «Sono contrario al matrimonio tra gay, ma non per ragioni etiche o morali». Giannino, lei è un laico, ma come altri giornalisti e intellettuali che amano pensare con la propria testa, vedi Giuliano Ferrara, non esulta per la notizia che arriva dalla Spagna. Non solo non esulto, ma sono seriamente preoccupato. La legge approvata in Spagna che consente agli omosessuali di sposarsi e adottare figli è un passo indietro sotto l'aspetto del diritto. E' da quest'ottica che sostengo che in materia di famiglia la legge deve tenere conto dei fondamenti del diritto naturale, basato sull'unione per formare una famiglia di un uomo e una donna. La "parificazione" dei generi è un errore. E poi non mi si venga a dire che è una conquista democratica. C'è chi lo sostiene. Macché, in Spagna viene introdotto come diritto di tutti una "esigenza" di quella che è una minoranza. Perché, comunque, gli omosessuali, per i quali io non ho alcun pregiudizio, sono una minoranza. Io, da liberale, penso invece che le leggi vanno fatte su problemi che interessano la maggioranza dei cittadini. In Spagna, infatti, i cattolici sono in rivolta. Da laico, ritengo che questa opposizione sia giusta e inevitabile. Perché quando un Paese esagera e esaspera i conflitti (vedi l'apertissima Olanda che dopo 15 anni si ritrova a dover quasi tornare indietro) la conseguenza è la destabilizzazione. Comunque, Zapatero avrà di che pentirsi di certe scelte. Del resto, il mio pensiero su di lui è noto: deve solo ringraziare le bombe dell'11 marzo a Madrid se ora si ritrova alla guida del Paese. E in Italia? Che succederà? Anche in caso di vittoria del centrosinistra sarà già tanto se si arriverà a un riconoscimento delle coppie di fatto. Fassino è stato molto chiaro: le radici cattoliche, la tradizione e le stesse divisioni su temi etici così importanti non permetteranno che l'errore fatto dalla Spagna si ripeta anche da noi. Silvia Golfari

  5. #5
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    Predefinito Omosessuali e matrimonio, di Davide Giacalone

    Omosessuali e matrimonio

    Il matrimonio è un rapporto istituzionalizzato, fra due persone di diverso sesso che intendono avere dei figli. Dal matrimonio nasce la famiglia. Così stanno le cose, con non poche varianti: due persone che intendono condividere la vita, ma non credono o non possono avere figli, possono anche non sposarsi, senza che questo cambi niente né per loro né per chi li circonda; al tempo stesso, una famiglia può ben nascere senza il matrimonio, o rompendone altri, perché al fondo dell’istituzione c’è l’attrazione sessuale, che non sempre acconsente a farsi imbrigliare.


    (Marcello Pera con l'ex premier spagnolo José aria Aznar )

    Possono due omosessuali, siano essi maschi o femmine, sposarsi? La risposta è affermativa, a patto di dare alla parola “matrimonio” un significato diverso da quello che ha. Se la si usa come sinonimo di rapporto stabile e duraturo, tendenzialmente monogamico, perché no, possono anche sposarsi. Ma nel suo significato vero e profondo, di unione destinata alla procreazione, no, non possono e non potranno mai. Né potranno avere figli in modo diverso da quello naturale, e per loro impossibile. Sarebbe mostruoso.
    Due persone omosessuali hanno tutto il diritto di vivere la loro vita, secondo i loro gusti. E’ così. Lo è per la legge, lo è per la morale comune. Chi lo nega è solo a caccia di demagogia spicciola, ignorante del demos, oltre tutto. Nessuna discriminazione è ammessa, ed è opportuno regolare le unioni di fatto in modo che siano salvaguardati i diritti essenziali (tipo diritto di successione).
    Cosa sia il “laicismo” di cui parla Pera, davvero non lo so. So cos’è la ragionevolezza. Non sarebbe male se se ne recuperasse un po’. So quali sono i doveri di uno Stato laico, ovvero l’unico tipo di Stato civile che conosco: tutelare i diritti, far rispettare i doveri, senza pretendere di sostituirsi alla coscienza individuale. Il resto son capricci, e sarebbe bene non fare i capricciosi, specie quando si ricoprono incarichi di così alto livello istituzionale.

    Davide Giacalone
    http://www.davidegiacalone.it

    5 luglio 2005
    .................................................. ............
    tratto da http://www.terzarepubblica.it/artico...=11&codice=175

  6. #6
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    1° dicembre: la giornata per la lotta all'Aids/Dal 1981 si contano oltre 25 milioni di persone morte nel mondo

    Diritto alla salute e solidarietà

    Il 1° dicembre, come ogni anno, si rinnova l'attenzione su scala mondiale al problema Hiv/Aids: ancora un aumento del numero delle infezioni e delle morti a fronte di una difficile e complessa strategia di interventi che ha come comune denominatore l'intenzione di sconfiggere il dilagare dell'epidemia. L'istituzione più importante a livello internazionale nella lotta all'Aids, l'Unaids (Joint United Nations Programme on Hiv/Aids), lancia quest' anno un appello ai governi di tutti i paesi del mondo perché mantengano le promesse fatte e gli impegni presi: "Stop Aids. Keep the promise".

    L'Hiv, il virus dell'immunodeficienza umana, è un retrovirus -virus a RNA- che attacca alcune cellule del sistema immunitario, principalmente i linfociti CD4, importantissimi per la risposta immunitaria: indebolisce, così, il sistema immunitario fino ad annullarne la capacità di risposta contro virus, batteri, protozoi e funghi. La distruzione del sistema immunitario causa una sindrome che si chiama Aids oppure Sida: Sindrome da immunodeficienza acquisita). Una persona affetta da Sida è maggiormente esposta alle infezioni. Il numero delle persone ammalate di l'Hiv/Aids continua ad aumentare: da 35 milioni nel 2001 siamo passati a 38 milioni nel 2003, sino a raggiungere i 40,3 milioni nel 2005. Si stima che oggi gli adulti sieropositivi siano 38 milioni (17,5 milioni sono donne), di cui la maggioranza risiede in paesi con risorse economiche limitate. Fin dagli inizi della pandemia il numero delle donne affette da Hiv/Aids è in crescita costante, anno dopo anno, per ragioni che si possono ricondurre a una maggiore suscettibilità a contrarre il virus HIV per via eterosessuale; a una minor capacità di contrattazione rispetto a pratiche di sesso sicuro anche all'interno del nucleo familiare; all'essere spesso vittime di violenze anche domestiche; alle minori risorse economiche a disposizione ed, infine, a una più bassa scolarizzazione e ad un più difficile accesso ai servizi sanitari rispetto agli uomini.

    Sempre nel 2005, circa 3 milioni di persone sono morte di Aids e 4,9 milioni sono state le nuove infezioni. Da quando la malattia è stata identificata, nel 1981, sono morte oltre 25 milioni di persone. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nei paesi in via di sviluppo le persone che necessitano di un trattamento antiretrovirale - vale a dire una combinazione di almeno tre farmaci in grado di inibire la replicazione del virus Hiv- siano almeno 6 milioni. Di questi, però, solo una minoranza può accedere alla terapia, mentre nei paesi industrializzati l'accesso generalizzato ai farmaci ha ridotto i tassi di mortalità dell'80%. Particolarmente impegnata nell'azione di contrasto all'Aids è la Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, la Lila. Associazione senza scopo di lucro, nata nel 1987, agisce sull'intero territorio nazionale attraverso le sue . Essa è costituita da una federazione di associazioni e gruppi di volontariato composti da persone sieropositive e non, volontari e professionisti. La Lega promuove e difende il diritto alla salute, si impegna per affermare principi e relazioni di solidarietà, lotta contro ogni forma di violazione dei diritti umani, civili e di cittadinanza delle persone sieropositive o malate di Aids, anche costruendo servizi di integrazione umana e sociale.

    Lila collabora, inoltre, con altre associazioni non governative italiane ed europee, e con le principali istituzioni nazionali. La Lila, fin dalla sua nascita, ha scelto di non richiedere né ricevere contributi dalle industrie farmaceutiche. Per garantire autonomia e indipendenza alla Lila ogni sostegno è fondamentale. Scegliere di diventare amici della Lila, significa condividerne gli obiettivi e aderire idealmente alla lotta contro l'Aids, attraverso un gesto concreto e visibile. Gli amici della Lila sanno che l'Aids non è una colpa, credono che la discriminazione nei confronti delle persone sieropositive vada ostacolata in ogni modo, vogliono esercitare la propria responsabilità sociale ed aspirano a rafforzare i valori di solidarietà tra le persone.

  7. #7
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    Predefinito tratto da ALICE News 2 dicembre 2005

    AIDS/ LA MALFA: QUELLA DEI PRESERVATIVI GRATIS E' UNA BUONA IDEA
    Ma la questione non è stata affrontata in Cdm

    Roma, 2 dic. (Apcom) - La proposta di distribuire gratuitamente i preservativi avanzata dal ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, "è una buona idea". Lo ha detto, lasciando Palazzo Chigi al termine della riunione di Governo, il ministro per le Politiche Comunitarie, Giorgio La Malfa, aggiungendo comunque che della questione non se ne è parlato al Consiglio.

  8. #8
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    La Fgr al "World Aids day 2005" del 1° dicembre a Roma/L'importanza della prevenzione per sconfiggere questa tremenda malattia
    Contro disinformazione e indifferenza



    Il tema del "World AIDS Day 2005" è "Stop AIDS, Keep the promise" (Fermate l'AIDS, mantenete le promesse). Il 1° dicembre, la giornata Mondiale per la lotta all'Aids ha posto, come sempre, l'attenzione sull'impegno per fermare l'AIDS a tutti i livelli: singoli individui, comunità, organizzazioni, governi. Anche noi ragazzi della Federazione Giovanile abbiamo dato il nostro contributo, distribuendo il materiale fornito dall'ANLAIDS per le vie del centro di Roma.

    Ci è sembrato opportuno e giusto partecipare perché siamo convinti che l'AIDS si può e si deve combattere con l'informazione e la prevenzione, considerando anche l'importanza che la data del 1° dicembre ha ormai nel mondo. Nel 1988 l'Organizzazione Mondiale per la Sanità indisse per la prima volta la Giornata Mondiale dell'AIDS. In seguito, nel 1997, riconoscendo la necessità di una lotta contro la malattia attiva tutto l'anno, l'UNAIDS lanciò la prima Campagna Mondiale contro l'AIDS. Il 1° dicembre è diventato, subito in tutto il mondo, un'importante giornata commemorativa ed è oggi riconosciuta e celebrata in quasi tutte le zone del pianeta.

    Il nostro incontro con giovani, ma anche meno giovani, ha portato ad un significativo scambio di idee sulla malattia che, solo nel corso dello scordo anno, ha ucciso 3 milioni di persone. Abbiamo distribuito, oltre a del materiale informativo, anche un nostro documento sottolineando l'attuale gravità della situazione, in particolare italiana, ed evidenziando come, oggi, l'AIDS riguardi soprattutto gli eterosessuali. I dati più allarmanti risultano dagli ultimi rilevamenti che calcolano 10-12 casi di contagio al giorno. In Italia, oggi, si contano 120.000 sieropositivi e oltre 34.000 morti. Nel mondo sono 42 milioni i sieropositivi e 2,5 hanno meno di 15 anni. La tendenza dell'epidemia è ancora in crescita. L'AIDS ha quindi portato ad una situazione drammatica che non tocca solo i paesi dell'Africa, ma interessa sempre maggiormente i Paesi più sviluppati, dove regnano ancora, nonostante il progresso, l'ignoranza e la mancata prevenzione.

    Per sottolineare l'importanza della prevenzione, abbiamo anche distribuito preservativi, sollecitando i ragazzi ad amare in modo protetto e sicuro.

    Nonostante il riscontro abbastanza positivo della nostra campagna di informazione sull'AIDS bisogna dire che, in alcuni casi, abbiamo notato completo disinteresse. Alcune persone non hanno prestato attenzione, convinte di avere a che fare con il solito banchetto allestito da giovani che chiedono offerte. Altre, semplicemente, prese dalla frenesia dello shopping e circondate dalla solita indifferenza, non ci hanno nemmeno ascoltato. Affinché la giornata dedicata alla lotta contro l'AIDS non sia inutile, cerchiamo di non rimanere indifferenti anche se il problema non ci riguarda personalmente. Perché la disinformazione e l'indifferenza sono le vere cause dell'AIDS.

    Carmen Attisano, consigliere nazionale PRI-Direzione Nazionale FGR


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  9. #9
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 12 dicembre 2005

    Giuseppe Garibaldi: “Il peggiore nemico dell’Umanità è il Prete”

    di Aldo Chiarle

    Sono sconcertato: nella giornata mondiale contro l’Aids è risultato che gli ammalati nel mondo sono decine di milioni e crescono in modo allarmante. In questi giorni, dietro alle violente polemiche sull’aborto, è apparsa sui giornali un’altra notizia: ogni anno nel mondo circa 80 milioni di donne, ricorrono all’aborto, fanno uso di mezzi anticoncezionali, pillole o altri sistemi per impedire la gravidanza. E questi ottanta milioni di aborti sono stati definiti come “orrendi delitti” da parte della gerarchia cattolica. E per Ratzinger contro questi due “orrendi e abominevoli delitti” vi è un solo rimedio: la castità!
    Ma cosa significa la castità? La castità è contro natura. Nessun animale, di nessuna specie, è casto. Anzi lo scopo primo e fondamentale della loro esistenza è la riproduzione per la conservazione della razza. L’uomo ha bisogno di mangiare, di bere, di dormire, di evacuare e di avere rapporti sessuali. La mancanza di una sola di queste funzioni indispensabili porta uno scoordinamento fisico e mentale che compromette la salute della persona.

    La soluzione è solo nei contraccettivi, ma quando l’on. Stefania Prestigiacomo, ministro per le Pari Opportunità, ha proposto di distribuire gratis i preservativi, è successo il finimondo che ha scatenato una “razza” mai estinta, quella dei preti, dei beghini e delle prostitute redenti. Così l’Aids e l’aborto continuano a prosperare. E dato che sono in argomento vorrei dedicare poche righe ad un altro problema, che è il problema madre di tutti i problemi: la laicità dello Stato da difendere con le unghie e con i denti. Nei giorni scorsi il cardinale Camillo Ruini dice di aprire ai laici “per un confronto di idee” e “per il rispetto degli esiti democratici anche quando non possono condividerli”. Ma domenica scorsa su questo problema Ratzinger mette in tavola “un carico da novanta” ed afferma testualmente che “politica e relativismo sono minacce alla fede”. E queste parole valgono anche per l’Occidente “dove la fede è ostacolata nei fatti dal potere politico, oppure più subdolamente dal predominio culturale dell’agnosticismo e dal relativismo”. A queste assurde dichiarazioni non posso rispondere, perché mi è impossibile farlo in modo pacato.

  10. #10
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    http://www.repubblica.it/2005/l/sezi.../amicofam.html



    Basta moralismi, voglio ritrovare la belleza in ciò che è orrendo? Basta andare all'inferno con biglietto di sola andata!

    Il lunedì dalle mie parti si vedono in Tv descrizioni grafiche di coiti & affini omosessuali. La scoperta girando tra i canali mi ha fatto salire il sangue alla testa e l'ira fumante in un attimo avrebbe fatto di SBS un pugno di cenere. Ogni tentativo di protesta è andato a buca per il semplice fatto che ormai il sodomismo ha raggiunto la stanza dei bottoni - ho visto colleghi far carriera in cinque minuti per grazia del Kapò che era uno di loro...

    Io non tollero che per errore i rampolli si ritrovano di fronte a tale grafica, e se ciò accadrà giuro che studierò come alleare giudei e mussulmani contro il Grande Satana - che non è la Casa Bianca, dal momento che Mr Bush detesta quel che anch'io detesto: tra le varie pattumiere, i falsi intellettuali di regime ed i produttori cinematografici dei miei stivali!



    Terrorismo? No di certo! Piuttosto invocazione al Cielo perchè metta fine al più presto alla degenerazione in corso nel display più disgustoso dei sette peccati capitali.

    Assenza di Grazia? Non credo proprio: i PACS potrebbero farseli a casa propria senza disturbare la Civiltà.

    Ormai manca solo Nerone!

    Anzi, forse è già in servizio sotto mentite spoglie!

    Laicismo e Progresso?

    Ormai è Sodoma e Gomorra!

    Sembra che i peccati di Sodoma fossero anche economici...

    E' solo questione di tempo: la Cina ha molto contante occidentale da spendere grazie agli abusi ed agli opportunismi di chi ha spacciato per liberismo ciò che era ed è semplice schiavismo.

    Cosa compreranno col contante? Specialmente i settori chiave dell'economia occidentale - Italia compresa.

    Col contante arriverà pure la fine della democrazia.

    I beni immobili saranno svenduti e chi li comprerà riceverà i salamelecchi di chi avrà ritardato o forse scampato la schiavitù.

    L'Islam fornirà le squadre del buoncostume - e la musica sarà per un'altra danza.

    Gli Occidentali impareranno che non si può sfidare il Cielo senza riceverne una pesante grandine - 50 Kg al chicco con buona pace del laicismo.



    Se vincerà il CS vorrei comunque vedere Mirko Tremaglia Senatore a Vita e Maresciallo della Censura.

 

 
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