Dall'Assemblea dei movimenti sociali lettera aperta ai fiorentini: lavoriamo insieme per la pace
Abbiamo Firenze nel cuore...i vandali stanno altrove
Firenze è per tutti noi un luogo carico di storia, per i suoi straordinari monumenti, per essere stata a lungo culla della cultura, ma anche per essere stata protagonista di atti di civiltà e di lotta che hanno contribuito alla causa degli oppressi e della giustizia nel nostro continente.
E' in questa città che ha avuto battesimo il movimento operaio con il tumulto dei "ciompi", quando gli operai della lana inventarono lo sciopero per chiedere la fine delle vessazioni, diritti elementari ed un giusto salario. E' in questa terra che, primi in Europa, è stata abolita la pena di morte. E' questa città che, pur umiliata dalle truppe nazifasciste e da una guerra infame, seppe trovare nelle nuove generazioni la forza di liberarsi da sola, riscattandosi con il coraggio della lotta partigiana. Firenze città della pace, ponte tra i popoli, patrimonio dell'umanità è sempre riuscita a parlare al mondo. Per questo dal mondo, quando una terribile alluvione la mise in ginocchio, accorsero miglia di giovani - "gli angeli del fango"- a salvare monumenti, antichi libri, ma anche ad aiutare la popolazione in difficoltà.
Noi che combattiamo contro la barbarie del neoliberismo e della guerra abbiamo per queste ragioni Firenze nel cuore.
Sappiamo invece che altri - come il governo Berlusconi - vogliono privatizzare e consegnare alla logica perversa del mercato i musei ed i luoghi più belli della città. Ridurre gli Uffizi a merce è un insulto all'intelligenza ed alla cultura europea. Piegare tutto al profitto significa uccidere la vocazione cosmopolita di Firenze e ridurla ad un simulacro senza i suoi abitanti veri.
Siamo i costruttori di una Europa dal basso, democratica, solidale, dei diritti sociali e di cittadinanza. I vandali stanno altrove e spesso hanno lo stesso volto di chi in questi mesi ha creato allarme e preoccupazioni infondate nella città. Sappiamo che Firenze non rinnegherà le sue tradizioni di accoglienza e di ospitalità e che saranno tantissimi i fiorentini che parteciperanno alle nostre manifestazioni e discussioni.
Ci sentiremo cittadini di Firenze e ne saremo orgogliosi: perché siamo cittadini del mondo.
Barcellona, 5 Ottobre 2002


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