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Pareggio di bilancio, l’Europa messa in crisi dalla Francia
Naufraga l’intesa tra i ministri economici dell’Ue. Salta il rinvio al 2006 per il “quasi pareggio”. I francesi si oppongono al rientro dal deficit al ritmo dello 0,5% già a partire dal prossimo anno
LUSSEMBURGO - L'Eurogruppo si spacca. I ministri economici dei paesi dell’Unione europea non sono riusciti a trovare un accordo in materia di pareggio di bilancio e sulle “modifiche e aggiustamenti” al Patto di Stabilità, che obbliga gli Stati a tenere un comportamento virtuoso nei confronti delle spese pubbliche in disavanzo. L'accordo raggiunto durante l'incandescente riunione dei ministri è che tutti i paesi che oggi sono in deficit devono portarsi vicini al pareggio di bilancio
impegnandosi a effettuare un aggiustamento strutturale di almeno lo 0,5% del pil. In 11 paesi questo percorso comincia nel 2003. La Francia, invece, avrà un anno in più: è l'ennesima volta che in Europa si procede con l'applicazione delle regole "à la carte".
Le “nuove” regole proposte dalla Commissione Ue sull'applicazione del Patto di stabilità non sono state confermate dal consesso dei ministri europei. Al termine di una riunione fiume, durata oltre cinque ore, con diversi momenti di tensione, la Francia si è infatti dissociata dalle linee comuni, tanto che il suo dissenso è stato messo agli atti: un documento finale monco e incompleto. Ecco il risultato del vertice europeo. Tra i “risultati” dell’Ecofin di stanotte, c’è la sparizione della menzione esplicita del 2006 come data ultima entro la quale i paesi attualmente in deficit (Germania, Francia, Italia e Portogallo) sono tenuti a raggiungere l'equilibrio dei conti pubblici. Il commissario Ue agli Affari economici e monetari Solbes ha precisato che si è giunti a un'intesa – senza la Francia – sull'aggiustamento strutturale dei bilanci, a un ritmo di rientro dello 0,5% all’anno, a partire dal 2003. Con questa progressione, ha detto Solbes, di fatto i Paesi dell’eurogruppo arriveranno a una situazione di “quasi pareggio” proprio nel 2006, anche se il riferimento all’anno è stato depennato dagli atti ufficiali.
Parigi rifiuta le “correzioni” dal 2003.
L’accordo sul percorso da tenere nel rientro dal deficit di bilancio ha di fatto rotto l’asse tra i Paesi europei: la Francia non accetta l'intesa anti-deficit per il 2003, vale a dire l'impegno di avviare fin dal prossimo anno una correzione del bilancio strutturale di almeno lo 0,5% del Pil l'anno.
Parigi, in effetti, è stata irremovibile: “Tutti i ministri tranne uno - ha detto il presidente dell'Eurogruppo Nikolaos Christodoulakis - ritengono che un aggiustamento strutturale dello 0,5% del Pil dovrebbe cominciare sin dal 2003”. La Francia, di fatto, ritiene che un ritmo di riduzione del deficit dello 0,3% all’anno sia più che sufficiente in questa fase.
Christodoulakis ha ricordato che la Francia ha previsto nel 2002 un deficit del 2,6% del Pil ed ha stimato per il 2003 un disavanzo del 2,6% con una previsione di crescita del 2,5%: ''Questo - ha sottolineato - non rappresenta un gran miglioramento del bilancio sottostante''. Christodoulakis ha aggiunto che ''i ministri hanno riaffermato il loro impegno ad evitare deficit eccessivi ed al rispetto dell'obiettivo del Patto di stabilità di raggiungere e mantenere posizioni di bilancio vicine al pareggio o in surplus nell'arco del ciclo economico''.
Italia “in chiaro progresso strutturale”.
L'Eurogruppo è riuscito comunque a passare in rassegna le situazioni di bilancio e le manovre finanziarie dei quattro paesi in disavanzo più netto di quanto previsto dal Patto di stabilità, come ricordiamo Germania, Francia, Portogallo e Italia. Alla Germania, che ''corre un rischio sostanziale'' di superare la soglia del 3,0% nel 2002, il vertice europeo ha chiesto ''sostanziali sforzi di aggiustamento''. Per il Portogallo ha ricordato che è in corso una procedura per il deficit eccessivo nel 2001.
All'Italia, i ministri di Eurolandia hanno però espresso apprezzamento per una Finanziaria 2003 che ''indica un chiaro miglioramento nel bilancio strutturale anche se include alcune misure una tantum''.
(8 OTTOBRE 2002)




Rispondi Citando
) l'ha "interpretata" in maniera "diversa" da te.
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