Salvini: «Nessuna lezione dai comunisti». Martini:
«Sì alle identità dei popoli»
Prosegue il dibattito sull’identità dei popoli e sui valori delle loro culture avviato dalla proposta della Lega Nord di tornare ad esporre il simbolo cristiano, il crocifisso, negli uffici pubblici. «Non mi stupisce il fastidio con cui la sinistra ha accolto la nostra proposta di tutelare il patrimonio di valori, di storia e di cultura rappresentato dal crocifisso, dal presepe e dalle celebrazioni per il Santo Natale».
Così Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord al Comune di Milano, replica alle critiche dell’opposizione alla battaglia ideale del Carroccio aggiungendo di non voler prendere «nessuna lezione dalla sinistra».
«Ricordo che costoro - prosegue Salvini in una nota - nipotini di Stalin e Mao, fino a non molto tempo fa erano animati dall’illuminato motto “Se vedi un punto nero spara a vista, o è un prete o è un fascista”». «Stupisce e rammarica invece - aggiunge Salvini - la condanna, o nel migliore dei casi il silenzio, giunti dai cattolici politicamente schierati a sinistra. Senza tornare con la memoria alle scomuniche comminate nel dopoguerra dalla Chiesa per chi si iscriveva al Pci, prendiamo atto che oggi nel nome della “solidarietà pelosa” che grazie all’importazione di immigrati porta decine di miliardi nelle casse di enti pseudo-caritatevoli i cattocomunisti sono pronti a dimenticare i valori e i simboli a cui, almeno teoricamente, dovrebbero essere legati».
Infine, aggiunge Salvini «per quanto riguarda accuse di strumentalizzazione o bigottismo, consigliamo ai cattosinistri di rivolgersi ai sindaci di Torino, Napoli e Mantova, comuni nelle cui aule consiliari fa bella mostra di sé quel “fastidioso” crocifisso».
Sul tema dell’esposizione del crocifisso si è espressa anche Francesca Martini, responsabile della Lega Nord per le politiche della famiglia, in occasione di una lunga intervista alla Bbc.
«La grande attenzione dei media - spiega Francesca Martini - anche a livello internazionale per la nostra proposta di legge che richiede una disciplina per l’esposizione del crocifisso in tutti i pubblici uffici e pubbliche amministrazioni, è il segnale del peso che ha l’importante questione delle identità culturali».
«Ritengo che il crocifisso per il nostro Paese - dice ancora la Martini - rappresenti un valore universale che è nostro diritto e dovere difendere».
«La nostra Costituzione - prosegue - pur assicurando pari libertà religiosa a tutte le confessioni, non prescrive alcun divieto all’esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che fa parte del patrimonio storico e del mondo interiore della stragrande maggioranza della popolazione».
«Il tentativo strisciante conclude - di annullare le identità culturali dei popoli è, da sempre, una delle inaudite forme di violenza a cui la Lega Nord intende fortemente contrapporsi».




Rispondi Citando