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  1. #1
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    Predefinito Una volta bastavano 100 giorni. Ora servono 10 anni.

    Panorama, 10 novembre 2000

    «Basterebbero 100 giorni»


    Più libertà nei contratti di lavoro, sgravi per oltre 120 mila miliardi, riduzione delle aliquote. Tremonti giura: se vinciamo sarà una rivoluzione.


    di
    BRUNO VESPA
    http://www22.mondadori.com/panorama/...ss/6698_1.html





    Lunedì 7 Ottobre 2002, 15:29

    Governo: Berlusconi, Almeno 5-10 Anni Per Lasciare Il Segno
    Di (Ros/Pe/Adnkronos)

    Milano, 7 ott. (Adnkronos) - ''L'attivita' di un Governo, per lasciare il segno, credo abbia bisogno di un respiro piu' ampio: almeno cinque, dieci anni, respiro che vedo davanti a noi. E' una responsabilita' grande, che non possiamo sprecare perche' abbiamo una maggioranza coesa''. Ad affermarlo, da Milano, e' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.


  2. #2
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    Predefinito

    Le promesse fiscali di Silvio Berlusconi vengono derise dai vostri avversari. Dicono che se manteneste le promesse, le finanze andrebbero alla bancarotta.

    Berlusconi è un leader e un leader deve sempre puntare all'obiettivo massimo. Noi intendiamo, in realtà, procedere gradualmente. Nei primi cento giorni di governo contiamo di gettare le basi per rilanciare lo sviluppo aggiungendo, per esempio, il contratto di lavoro libero a quello di lavoro subordinato.


    Ps. I numeri ti hanno dato alla testa che non riesci manco più a capire un'intervista(se mai ci sei riuscito) : "Nei primi cento giorni di governo contiamo di gettare le basi per rilanciare lo sviluppo "..........leggi bene prima di farti il ganzo come se fossi il braccio destro di Fazio o Duisenberg!


  3. #3
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    Predefinito SUI CENTO GIORNI

    in effetti gianfranco ha ragione. C'è un po' troppa voglia di dare addosso a Berlusconi e si fanno facilmente sfondoni. Piuttosto la testa che batte contro il muro è la firma di Echiesa. Gianfranco attento che ti prendi l'accusa di plagio!

  4. #4
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    Predefinito

    Scusate ma certe volte non mi rendo conto delle condizioni mentali in cui versa Brunik......scusate!

  5. #5
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    Predefinito

    ATTUALITÀ POLITICA & PORTAFOGLIO - LE ATTESE DI CONSUMATORI, RISPARMIATORI E IMPRENDITORI

    Come cavalcare il successo di Berlusconi (anche se non lo si è votato)



    Gli italiani contano di avere più soldi a disposizione. Le aziende confidano in robusti vantaggi fiscali e progettano investimenti. In borsa si punta già sui titoli che avranno maggiori benefici dalla politica economica del nuovo governo. Le occasioni da non perdere. Per tutte le tasche.


    di
    SANDRO MANGIATERRA
    ANGELO PERGOLINI

    Panorama 25/5/2001



    Che la borsa viva di aspettative non è certo una novità: quasi inevitabile che gli operatori finanziari guardino con favore alla nascita di un governo che di promesse ne ha fatte molte, dalla riduzione delle tasse all'accelerazione delle privatizzazioni, alla liberalizzazione del mercato. Che la vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, poi, piaccia agli imprenditori non è proprio una sorpresa: del resto, la Confindustria di Antonio D'Amato aveva acclamato il Cavaliere al convegno di Parma dello scorso marzo e anche Giovanni Agnelli si era spinto a dare il suo placet al futuro governo di centrodestra.

    Tutto secondo copione, allora? Non esattamente. Perché quello che i centri studi e gli analisti economici non avevano previsto è che, ad appena dieci giorni dal voto, l'ottimismo facesse breccia non solo fra industriali e finanzieri, ma pure fra casalinghe e commercianti, lavoratori dipendenti e liberi professionisti.

    La conferma arriva dall'ultima ricerca dell'Isae (Istituto di studi e analisi economica), che ogni mese misura il clima di fiducia dei consumatori. Bene, il cosiddetto effetto Berlusconi è stato immediato. «Dalla primavera del 1990» dice il presidente dell'istituto, Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, «non si registrava nel Paese una simile ventata di ottimismo».

    Per l'esattezza, nella settimana successiva al 13 maggio, l'indice di fiducia degli italiani, quello che in sostanza misura le loro aspettative riguardo all'andamento dell'economia in generale e del portafoglio familiare in particolare, è schizzato a quota a 124,7, ben quattro punti e mezzo in più rispetto a inizio anno.



    La vittoria della Casa delle libertà sembra dunque avere messo in moto aspettative in grado di fare dimenticare il crollo del Nasdaq e la crisi delle borse internazionali, lo scricchiolio della congiuntura e la debolezza dell'euro. Di più: imprenditori e commercianti sono lì che fanno i calcoli per vedere se e quando gli annunciati provvedimenti di politica economica influiranno sul mercato interno. E gli operatori di borsa non hanno perso tempo per cominciare a studiare i titoli sui quali scommettere. Insomma, superate le contrapposizioni elettorali, l'Italia intera è già impegnata a sognare nuovi affari.



    E adesso, tutti al mare
    Secondo la ricerca dell'Isae, gli italiani prevedono che nei prossimi 12 mesi scenda il tasso di disoccupazione e rallenti l'inflazione, risalita al 3 per cento.



    Più lavoro e prezzi bloccati, quindi, nell'ambito di un generale miglioramento dell'economia e di un aumento della disponibilità di spesa delle famiglie. «Un clima positivo, non c'è dubbio» spiega Fiorella Kostoris Padoa Schioppa «che però non si riflette immediatamente sull'innalzamento dei consumi, per i quali continuiamo a prevedere una diminuzione rispetto all'anno scorso: più 2,2 per cento, contro il più 2,9 registrato nel 2000».

    Come mai? «Semplice» aggiunge il presidente dell'Isae: «Gli annunci in campagnia elettorale contano, ma conta ancora di più il reddito disponibile effettivo». Come dire che i consumatori aspettano di avere davvero i soldi in tasca prima di spenderli. E che se le sbandierate riduzioni fiscali, l'obiettivo del milione e mezzo di nuovi posti, l'impegno di alzare a un milione di lire le pensioni minime sono messaggi di grande presa sull'umore della gente, è altrettanto vero che bisogna vedere come Berlusconi e la sua squadra di governo si muoveranno concretamente. Con quale rapidità. E con quale autonomia anche nei riguardi dei vincoli europei.

    «Allora saranno decisivi i famigerati primi cento giorni, per capire se alle promesse seguiranno i fatti» sottolinea Carlo Mochi, responsabile del Centro studi della Confcommercio. «Già la Finanziaria potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale, in attesa dell'abbassamento della pressione fiscale: chissà che a fine anno il mercato interno non riprenda a tirare e smentisca ogni previsione».

    Ma quali sono i settori destinati a ripartire per primi? «I beni non durevoli, per esempio le vacanze» sostiene Fiorella Kostoris Padoa Schioppa: «Un boom estivo sarebbe un forte segnale di anticipazione delle tendenze». «Poi» aggiunge Mochi «potrebbe risalire la china l'abbigliamento, che nel 2000 si è fermato a un misero più 0,5 per cento. A seguire: l'informatica, i telefonini di nuova generazione, i consumi culturali».

    Maggiore prudenza, invece, per quanto riguarda i beni durevoli: meglio aspettare ancora per comprare la casa nuova o anche solo per cambiare la cucina. Quanto all'auto, il discorso è diverso, perché su un milione e 700 mila famiglie pende la spada di Damocle della scomparsa della benzina super: la macchina si sostituirà solo perché costretti. Insomma, ottimismo sì, ma niente follie.

    Lasciate che la Tremonti venga a noi
    Dal feeling in campagna elettorale ai fatti concreti. Gli imprenditori rinnovano la fiducia al Cavaliere. I più entusiasti? Quelli dell'edilizia e della new economy


    Un coro unanime: gli imprenditori sono certi che il governo Berlusconi inciderà positivamente sull'andamento dell'economia italiana. È il dato più eclatante che emerge dal sondaggio condotto da Panorama fra trenta industriali e top manager di ogni settore. La maggiore attenzione si concentra sulla reintroduzione della legge Tremonti per la detassazione degli utili reinvestiti. «È presto per valutare con esattezza la ricaduta che potrà avere» spiega Giampaolo Galli, responsabile del Centro studi della Confindustria, «ma è certo che si tratta di uno strumento in grado di rilanciare gli investimenti e quindi di ridare competitività al nostro sistema». Oltre all'edilizia, i settori che potranno trarre maggiori benefici dal programma economico del nuovo governo sono quelli della new economy e delle telecomunicazioni, comparti dove le imprese hanno in programma onerosi piani di sviluppo.





    ...Ciao, pollisti, siete pronti a berne delle altre?

  6. #6
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    Predefinito brunik deve essere coreano

    e forse lo ammiro, perchè mi ricorda la tecncia di propaganda dell'esercito della nord corea che sul 44esimo (?) parallelo diffondeva dagli altoparlanti tutte le notti la filastrocca: soldati americani domani morirete tutti.
    Bene, non sono morti tutti. Certo che a dire la verità fino ion fondo, quando Berlusconi parlò dei cento giorni, mi vennero in mente quelli di Napoleone che preceddettero la battaglia di Waterloo.

  7. #7
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    Predefinito Re: brunik deve essere coreano

    Originally posted by calvin
    e forse lo ammiro, perchè mi ricorda la tecncia di propaganda dell'esercito della nord corea che sul 44esimo (?) parallelo diffondeva dagli altoparlanti tutte le notti la filastrocca: soldati americani domani morirete tutti.
    Bene, non sono morti tutti. Certo che a dire la verità fino ion fondo, quando Berlusconi parlò dei cento giorni, mi vennero in mente quelli di Napoleone che preceddettero la battaglia di Waterloo.
    Ma va là? Ti posto gli articoli di Panorama (cioè di dipendenti del vostro padrone) e sarei un propagandista comunista?

    Sembra quasi che tu sia convinto che verificare se alle parole sono seguiti i fatti sia propaganda...

    Noi in Corea lo chiamiamo uso della ragione, voi in Italia lo chiamate "perdoniamo i falliti, sbagliare è umano, ho appena letto su Panorama che le cose ora però migliorano di sicuro".

  8. #8
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    Predefinito discutevo il metodo

    non il contenuto. Evidentemente nel centrodestra si sa guardare anche la realtà senza infingimenti. Ma se domani il centrodestra congedasse Berlusconi, tu staresti ancora a li ad urlare contro i pollisti e i berluschini. Ti meriteresti davvero un bel governo Prodi cofferati, allora si che le cose andrebbero a bene. Prima a messa poi in piazza.

  9. #9
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  10. #10
    Ex ore tuo te judico
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    Predefinito

    Originally posted by Gianfranco
    Berlusconi è un leader....
    In che senso?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

 

 
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