di Igor Iezzi
Pubblichiamo integralmente un articolo apparso sul sito internet di TgCom che ci dà la notizia di nuove assunzioni da parte della “multinazionale” di Gianni Agnelli in Polonia a fronte di oltre 8000 licenziamenti in Padania e in Italia. Ma come, la Fiat chiede soldi allo Stato italiano, mette sul lastrico intere famiglie, chiude stabilimenti, danneggia l’economia e, nello stesso tempo, va in Polonia e aumenta la produzione, assume, crea indotto e ricchezza? Considerati i debiti sia morali sia economici che ha nei confronti del Paese (cassa integrazione pagata dall’Inps e Alfa Romeo ancora da pagare) non era forse meglio aumentare la produzione nello stabilimento di Arese ed evitare così di distruggere la serenità di migliaia di famiglie? E non sarebbe anche il caso una volta tanto che le presunte perdite si privatizzassero, e quindi addebitate ad Agnelli e non a tutto il Popolo, e i ricavi invece ridistribuiti, magari lasciando lo stipendio a tanti operai?
Mentre in Italia il nuovo piano di riduzione degli organici Fiat, quello che metterà in cassa integrazione oltre 8mila lavoratori, scatena la dura reazione degli operai, da Varsavia arrivano notizie secondo le quali la casa torinese potrebbe proprio in Polonia aumentare la produzione e assumere nuova mano d'opera già dal prossimo anno. L'anticipazione è del quotidiano polacco Rzeczpospolita.
Il giornale polacco cita il responsabile locale delle attività di Fiat Auto, Enrico Pavoni, e altre fonti interne al gruppo. Nessun taglio sarebbe dunque in programma per gli impianti polacchi, ma anzi la divisione del gruppo italiano presente nel Paese si starebbe già preparando ad assumere nel 2003 nuovi operai. Gli impianti polacchi della Fiat dovrebbero aumentare il ritmo della produzione in quanto da questi uscirà la nuova “small car”, ovvero la piccola utilitaria che sostituirà la Panda, ormai prossima al pensionamento. Attualmente la Panda è prodotta negli stabilimenti di Mirafiori, ma a fine 2003 lo storico modello di casa Fiat uscirà di scena. E il piano del gruppo torinese appena presentato ai sindacati prevede anche per Mirafiori nuova cassa integrazione a zero ore. Lo stesso programma di riduzione della forza lavoro colpisce in particolare gli impianti di Arese e Termini Imerese: per questi impianti la Fiat ha di fatto stabilito la chiusura. I tagli poi arrivano anche a Cassino, mentre di fatto indenni sono gli insediamenti di Melfi e Pomigliano. Intanto, l’azienda ha chiesto al governo lo stato di crisi, per poter avere accesso diretto agli ammortizzatori sociali.
da TgCom.it




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