Il nostro indecente ministro a "qualcosa che presumo interessi pure la ricerca scientifica..." si è dichiarata orgogliosa del Nobel al mio onorevolissimo collega Giacconi.
Ora: la sua incredibile dichiarazione ha seguito di meno di tre ore quella, onesta e franca, dello stesso Giacconi che, oltre a dichiarare di sentirsi ormai del tutto americano, ha lanciato un durissimo attacco al sistema italiano di sviluppo e ricerca, il peggiore di tutto l'occidente, dichiarando che negli usa, a 37 anni, ha cominciato le ricerche lo hanno portato al Nobel e che in Italia le stesse ricerche (non solo per problemi di fondi ma soprattutto per una sbagliata politica) le avrebbe potute inizaiare, se fosse stato fortunato, a 70 anni...
La Moratti, in modo demenziale, cita il suo come un grande esempio di "collaborazione internazionale"!
Insomma in Italia si cacciano gli studiosi, questi, se sono fortunati e coraggiosi si rifanno una vita in qualche angolo del mondo, e lei ne va fiera!
Insomma, altro che "convivere con la mafia", qua bisogna dormire con l'assassino!
Io consiglierei alla Moratti di rendersi orgogliosa di se stessa, e di andare fuori dalle palle, magari continuando a fare la ministra in qualche atollo polinesiano... Io sarei fiero di lei se si levasse dai...
Vi posto il link all'articolo del Corriere in cui la indefessa annuncia che, forse, lancerà poche monete, stile Marchese del Grillo, agli sfigati ricercatori italiani... Non dico dove se le potrebbe mettere.
http://www.corriere.it/edicola/index...NTERNI&doc=RIC
Via posto, per completezza, anche uno dei commenti di amici, in questo caso Lorenzo Berti (ricercatore in chimica stimato, emigrato anni fa all'Università di Berkeley, CA, dove lavora tutt'ora) che è molto più pacato degli altri ricercatori che mi hanno scritto e che stanno in giro per il mondo. Io sono più deciso, e cerco di non essere mai maleducato, ma quando una ignorante pretende di prendermi in giro, allora le cose cambiano.
A mio parere le dichiarazioni del Ministro Moratti non sono "deliranti".
Sono tragicamente razionali, dal punto di vista di chi di ricerca non
capisce niente. Rappresentano la voce istituzionale (che di certo non
coglie nessuno di sorpresa) e queste dichiarazioni dovrebbero essere
accettate da tutti come un dato di fatto della realta' della ricerca
italiana.
Suvvia, crediamo davvero che l'istituzione di qualche assegnetto di
ricerca in piu' o la creazione di qualche decina di posti da ricercatore
o professore possa sradicare la mentalita' ottusa della matrice
accademica italiana o dei nostri governanti ? Ma vi rendete conto che
siamo indietro di trent'anni come organizzazione e soprattutto come
mentalita', rispetto anche a nazioni considerate da sempre "cugini
poveri", come ad esempio la Spagna ? Queste cose non si cambiano con
una legge o un decreto o con qualche soldino in piu'. E' inutile starsi
ad affannare a correre dietro al treno quando oramai e' passato e tutti
sono piu' avanti di noi di decenni. E la mentalita' non si cambia di
punto in bianco.
Siccome il Ministro Moratti vede l'assegnazione del Nobel ad un
americano con nome italiano (perche' praticamente di questo si tratta)
come un eccellente esempio di cooperazione internazionale da perseguire
per il futuro, io credo che l'obbiettivo da perseguire non dovrebbe
nemmeno piu' essere la creazione di finanziamenti per incentivare il
ritorno di ricercatori italiani all'estero. Sarebbe forse piu'
produttivo concentrare gli sforzi nel rastrellamento di fondi europei
da distribuire a giovani ricercatori in tutte le discipline per
potersene andare dall'Italia. Al di la della nostalgia occasionale, io
non mi sento di certo di tornare in queste condizioni. E se posso dare
un consiglio a chi e' ancora in tempo.......andate via !!




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