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    Predefinito Riccardo Giacconi: Premio Nobel per la Fisica 2002

    COPENAGHEN - Il premio Nobel per la fisica e' stato assegnato a Davis, Koshiba, Giacconi. Il premio all'americano Raymond Davis Jr e al giapponese Masatoshi Koshiba e' motivato dal ''loro contributo all'astrofisica, in particolare alla detenzione dei neutrini cosmici. Per Riccardo Giacconi, nato a Genova ma di nazionalita' americana, la motivazione parla del ''suo contributo pionieristico all' astrofisica, che ha portato alla scoperta delle fonti cosmiche di raggi-x''.

    Felicitazioni giungono dal mondo istituzionale e scientifico al neopremio Nobel per la Fisica Giacconi. Ciampi spiega che il contributo dello scienziato italiano e' 'motivo di orgoglio per il nostro Paese.'. Il presidente del Senato, Pera, si complimenta per il riconoscimento che pone l'astrofisico, 'nella scia della migliore tradizione della fisica italiana'. L'astronomo Pacini parla di riconoscimento ad una lunga tradizione di ricerca tutta italiana.
    08/10/2002 18:00





    Nobel Fisica: la grande scuola italiana dei raggi X
    ROMA - Gli scienziati italiani, e in particolare quelli del Consiglio Nazionale delle Ricerche, vantano una grande tradizione nel settore dei raggi X - premiato oggi con il Nobel a Giacconi - avendo anch'essi raccolto e rilanciato nel nostro Paese l'eredita' scientifica di Bruno Rossi e Giuseppe ''Beppo'' Occhialini, i padri fondatori dell'astrofisica delle alte energie.
    La notizia del conferimento del Premio Nobel a Riccardo Giacconi e' stata accolta con grande favore dalla comunita' scientifica italiana e in particolare dai numerosi fisici che lavorano nella Astronomia X, il settore fondato da Giacconi 40 anni fa.
    ''Il grande contributo di Giacconi - come sottolineano Enrico Costa e Luigi Piro dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica del CNR di Roma - e' stato la scoperta (grazie a un esperimento con un razzo proposto dal grande fisico italiano Bruno Rossi, all'epoca al MIT), che dal cielo arrivano, oltre alla luce ed ai raggi cosmici, i raggi X. Una scoperta che ha svelato un mondo straordinario di fenomeni violenti e drammatici che si verificano in stelle ed in galassie molto particolari. Giacconi ¿ proseguono i due ricercatori del CNR - ebbe l'intuizione che per raggiungere nell'astronomia X prestazioni comparabili a quelle della astronomia ottica, bisognava creare dei telescopi per i raggi X analoghi a quelli usati dagli astronomi ottici, ma molto piu' complessi; per non contare il fatto che per osservare i raggi X bisogna andare al di sopra della atmosfera terrestre. Lo sviluppo di tali ottiche ha portato nel 1977 al satellite 'Einstein' e nel 1999 al satellite Chandra'' (in onore di un altro astrofisico, l'indiano Chandrasekar, vincitore di nobel).
    I ricercatori italiani, in particolare quelli del CNR, sono molto attivi in questo settore. Oltre il grande successo di BeppoSAX, basato anche esso su ottiche per raggi X, i ricercatori del CNR svolgono infatti un ruolo primario in missioni di astronomia X come ad esempio Integral, che sara' lanciato il prossimo 17 ottobre. L'astronomia X ha dato, tra l'altro, la prima prova dell'esistenza dei buchi neri, ha mostrato che lo spazio tra le galassie non e' vuoto, ma contiene un gas ad altissima temperatura e ha permesso di identificare i resti di esplosioni cosmiche quali Supernove e Lampi di raggi Gamma.
    08/10/2002 18:04



    Nobel Fisica: Giacconi, astrofisico-manager della ricerca
    ROMA - Riccardo Giacconi e' nato a Genova nel 1931, ma ha compiuto tutti i suoi studi superiori a Milano. Prima al liceo, dove la madre era una apprezzata insegnante e autrice di testi di matematica, e poi all'Universita' dove si e' laureato in fisica.
    Dopo aver lavorato per alcuni anni come ricercatore nell' ambito della fisica delle particelle elementari all'universita' di Milano, con soggiorni di studio in Usa (in Indiana e a Princeton), nel 1956 Giacconi emigra definitivamente negli Usa dove nel 1959 diventava membro dell'American Science and Engineering (ASE). Questa compagnia privata di Cambridge, in Massachussetts, contava a quell'epoca 28 persone. Giacconi ebbe come mandato di iniziare nell'ambito dell'ASE ricerche spaziali finanziate principalmente su fondi governativi. Grazie ai successi scientifici delle sue ricerche, Giacconi diventa prima uno dei leader dell'ASE e, nel 1969, viene eletto alla vicepresidenza.
    Nel 1970 il gruppo di Ricerca spaziale diretto da Giacconi in ASE raggiunge le 500 unita'. Le attivita' di questo gruppo spaziano dalla progettazione dei satelliti, alla costruzione stessa dei satelliti, alla analisi dei dati ottenuti da questi nonche' alla loro interpretazione. Tali ricerche sono commissionate e finanziate dal Dipartimento della Difesa USA e dalla Nasa.
    In quegli anni si sviluppa una serie di contatti scientifici fra Riccardo Giacconi e Remo Ruffini, allora all'Universita' di Princeton. Tali interazioni permettono il confronto diretto fra i risultati osservativi ottenuti a Cambridge dal satellite ''Uhuru'' e le previsioni teoriche sulle stelle di neutroni, sul valore della massa critica e sulle conseguenze dell'osservazione dei buchi neri sviluppate a Princeton da Ruffini ed i suoi collaboratori. In parallelo a questa attivita' viene realizzata, in collaborazione con Giuseppe Vaiana, la prima missione spaziale dedicata alla emissione X del sole con un telescopio fatto volare a bordo dello Skylab.
    Nel 1970 Giacconi inizia lo studio del primo osservatorio spaziale a raggi X che si concretizzo' con la missione del telescopio ''Einstein'' lanciato con successo nel 1978. Nel 1973, Giacconi e membri del suo gruppo vengono chiamati alla Universita' di Harvard in una delle maggiori acquisizioni mai compiuta da una universita' statunitense. Questa sezione di ''astrofisica delle alte energie'' all'Universita' di Harvard raggiungera' in pochi anni circa un centinaio di membri.
    Nel 1975 le cognizioni raggiunte sia nel settore teorico che osservativo della ''fisica ed astrofisica delle stelle di neutroni e dei buchi neri'' sono presentate in Italia nella LXV scuola 'Enrico Fermi' di Varenna diretta da Giacconi e Ruffini. Nel 1981 Giacconi conclude una prima fase di attivita' che lo ha visto fondare e portare a maturita' l'astrofisica a raggi X e ne iniziava una nuova: l'astronomia e l'astrofisica ottica spaziale. Nel settembre di quell'anno accetta infatti la direzione dell'istituendo Space Telescope Institute della Johns Hopkins University a Baltimora. Con la sua proverbiale energia e managerialita' Giacconi in pochi anni fa costruire l'istituto, ne seleziona i dipendenti che in pochi anni raggiungono le 350 unita', di cui un centinaio di astronomi. Lo scopo era di avere la completa responsabilita' dello Hubble Space Telescope per la sua gestione e lo sviluppo di tutti i programmi di ricerca. Anche nella situazione drammatica seguita alla scoperta del grave errore nella costruzione dello specchio dello Hubble, Giacconi con il suo istituto fornisce la indispensabile guida tecnica e manageriale per disegnare lo strumento correttore COSTAR e ripristinare le attivita' del telescopio. In un certo senso anche questa attivita' segna l'inizio di una nuova era nella ricerca spaziale: quella dell'intervento di astronauti che con attivita' extraveicolari ripristinano e sostituiscono apparecchiature sul telescopio in orbita.
    Nel 1985 Giacconi partecipa alla creazione in Italia dell' ICRA (International Center for Relativistic Astrophysics). Al consorzio partecipano l'Universita' di Roma La Sapienza, Space Telescope Institute, Universita' di Stanford, Universita' di Washington, ICTP e la TWAS di Trieste, la Specola Vaticana e l'Universita' di Hofei in Cina.
    Avendo concluso son successo anche questa seconda attivita' della nascita e sviluppo dell'astronomia ottica spaziale, che ha modificato lo sviluppo dell'intero campo astronomico e la visione stessa dell'Universo da parte dell'uomo, Giacconi affronta negli ultimi anni una ulteriore sfida: la creazione del piu' grande osservatorio e avanzato astronomico terrestre. A tal fine, nel dicembre 1992 e' viene nominato direttore generale dell'ESO (European Southern Observatory). Il progetto che porta a termine in pochi anni e' quello del VLT (Very Large Telescope), un insieme di quattro telescopi di otto metri ciascuno che stanno entrando adesso in funzione e che possono essere usati sia singolarmente che come un unico interferometro. In parallelo a queste attivita', Giacconi non ha mai dimenticato la ricerca fondamentale in cui ha continuato a dare contributi attraverso oltre 150 articoli su riviste scientifiche internazionali. Altrettanto importante e' la sua attivita' didattica che si e' manifestata nella pubblicazioni di vari testi sulla Astrofisica dei raggi X.
    Tra le attivita' recenti in Italia di Giacconi, nel 1987/1988 dirige l'Istituto Donegani della Montedison, nel '91 e' nominato per chiara fama professore di astronomia all'Universita' di Milano, nel 1995 partecipa al Comitato presieduto da Carlo Rubbia per la ristrutturazione della ricerca spaziale in Italia. Nel 1984 ha ricevuto la laurea honoris causa dall'Universita' di Roma La Sapienza.
    08/10/2002 18:01



    Nobel Fisica: Giacconi, scopritore universo invisibile
    ROMA - Che nell'Universo ci fossero altre radiazioni oltre quelle ''visibili'' che permettono ai nostri occhi e ai nostri telescopi di ammirare stelle e pianeti, Riccardo Giacconi ne era convinto gia' dagli Anni '50 quando, lasciata l'Italia, inizio' a fare ricerca negli Stati Uniti. Per questo, primo ricercatore al mondo, nel 1962 ebbe l'intuizione di mandare nello spazio un rivelatore di raggi X. Per salire sopra lo schermo dell' atmosfera terrestre (che blocca queste pericolose radiazioni) utilizzo' un razzo le cui apparecchiature confermarono le sue ipotesi scoprendo una sorgente di raggi X in una stella binaria.
    Nello stesso anno, in un memorabile articolo firmato insieme a Herbert Gursky, Paolini e Bruno Rossi, veniva riportata la prima osservazione di una sorgente a raggi X al di fuori del Sistema Solare: e' questa osservazione che segna la nascita dell'astrofisica a raggi X.
    Nel 1963 Giacconi propose la costruzione di un satellite dedicato alla astrofisica dei raggi X. Tale satellite fu costruito negli Stati Uniti fra il 1966 ed il 1970 e lanciato nel 1970 con un razzo americano Scout dalla base spaziale S. Marco dell'Universita' di Roma realizzata da Luigi Broglio in Kenya. In onore della piattaforma italiana, il satellite prese il nome di ''Uhuru'', che in lingua swahili significa liberta'. Questa missione segno' il raggiungimento della maturita' nel settore dell'astrofisica a raggi X e diede la prima evidenza sperimentale della scoperta in sistemi binari sia di stelle di neutroni che di buchi neri, all'interno della nostra galassia. I risultati del satellite ''Uhuru'' segnarono in quegli anni il record mondiale delle citazioni scientifiche non solo nell'ambito della fisica e della astronomia ma in tutti i settori delle scienze naturali.
    Le ricerche di Giacconi proseguirono con l'ideazione del primo osservatorio spaziale per l'astronomia a raggi X; battezzato ''Einstein'', il satellite fu messo in orbita nel 1978, forni' ottimi risultati tanto da rivoluzionare tutta questa branca dell'astrofisica, ma purtroppo non rimase operativo a lungo. ''Einstein'' traccio' comunque la strada per altri satelliti come l'Exosat dell'Agenzia Spaziale Europea, il tedesco ROSAT (Roentgen Satellite) e l'AXAF (Advanced X-ray Astronomy Facility) sempre con il coinvolgimento di Giacconi e con una sensibilita' cento volte superiore a quella di ''Einstein''.
    Oltre allo sviluppo di tutta la analisi dei dati da parte del gruppo diretto da Giacconi, l'osservatorio spaziale ''Einstein'' sviluppo' dal 1978 in poi un nuovo programma per scienziati visitatori da altre universita' sia a livello nazionale che internazionale e raggiunse un'attivita' per numero di partecipanti simile a quella dei maggiori osservatori nazionali operanti a terra. Questa missione condurra' oltre che ad un nuovo studio particolareggiato delle sorgenti galattiche anche alla identificazione delle prime sorgenti extragalattiche ed alla osservazione diffusa di raggi X dagli ammassi di galassie aprendo una nuova importante problematica nella evoluzione e formazione dei sistemi galattici in cosmologia. In seguito Giacconi si e' dedicato all'astronomia e all'astrofisica ottica spaziale. Nel 1981 diventa il primo direttore del nuovo Space Telescope Institute della Johns Hopkins University a Baltimora appositamente creato per la gestione delle ricerche con il telescopio spaziale Hubble; nel 1995 torna in Europa per assumere la responsabilita' dell'ESO (European Southern Observatory), mentre attualmente e' presidente della AUI, l'associazione dei maggiori osservatori astronomici degli Usa che si trova a Washington.
    08/10/2002


    Qui il sito della Fondazione Nobel

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  2. #2
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    Un italiano straniero.... come tutti i grandi ricercatori e scienziati....


  3. #3
    Re del Fondoscala
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    E' un grande evento che purtroppo qua sul principale non sia stato ancora evidenziato, la gente si diverte a criticare Berlusconi e tralascia fatti che meritano di essere menzionati. Questo dimostra la cultura generale di questo paese e poi ci si preoccupa perchè i grandi cervelli, vedi Giacconi, se ne va.

    Fatta la predica, faccio i complimenti allo scienziato per questo prestigioso premio che premia il suo duro e importantissimo lavoro nell'ambito della scienza, è grazie a loro (e agli Stati Uniti) che il mondo ha l'opportunità di svilupparsi e fare sempre nuove scoperte.

  4. #4
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    Originally posted by O'Rei


    Fatta la predica, faccio i complimenti allo scienziato per questo prestigioso premio che premia il suo duro e importantissimo lavoro nell'ambito della scienza, è grazie a loro (e agli Stati Uniti) che il mondo ha l'opportunità di svilupparsi e fare sempre nuove scoperte.
    Invece di incensare gli stati uniti, che ci mettono solo i soldi, spariamo un po' di m****a sul governo del berlusco che ha tagliato i fondi alla ricerca...

  5. #5
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  6. #6
    Re del Fondoscala
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    Originally posted by Turambar


    Invece di incensare gli stati uniti, che ci mettono solo i soldi, spariamo un po' di m****a sul governo del berlusco che ha tagliato i fondi alla ricerca...
    Bene ecco un esempio di gente citata precedentemente da me...io non incensavo gli stati uniti ma il professore solamente ogni cosa qua si trasforma in politica!

 

 

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