Egregio direttore, le scrivo in qualità di Rappresentante Permanente in Italia della Turca di Cipro del Nord. Faccio riferimento agli articoli pubblicati sul Sito quotidiano il 19 settembre 2002 (“Dall’U.E. il primo altolà alla Turchia”) a firma M.B. , e il 20 settembre 2002 (“Cipro, la Serenissima dell’Egeo in difesa della civiltà europea”) a firma di Mauro Bottarelli.
Non mi interessa commentare le opinioni e le valutazioni dell’autore degli articoli. ognuno è libero di pensare quel che vuole e anche di manifestare in modo così palese una posizione pregiudiziale antiturca. Non è consentito, però, alterare la realtà, la storia e i documenti. Questa non è più informazione: è soltanto propaganda filogreco-cipriota.
1. La presenza militare turca sull’Isola si basa sull’obbligo di garanzia che gravava sulla Turchia (oltre che sulla Grecia e sul Regno Unito) in base al trattato di Zurigo del 1960: l’intervento militare turco fu determinato dalla necessità di porre termine ai massacri in danno della popolazione tuco-cipriota, e di contrastare il “colpo di Stato” del luglio 1974 organizzato dai Colonnelli della Giunta militare di Atene.
L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ebbe a definire “legittimo” detto intervento militare turco.
2. L’autore degli articoli definisce una “infamia inaccettabile” il fatto che la componente turco-cipriota si sia resa autonoma e indipendente; avrebbe forse dovuto continuare a farsi massacrare fino alla totale estinzione come avvenne a Creta nel 1904 ad opera dei soliti greci?
3. L’articolista parla di “ulteriore dispiegamento di mezzi e uomini turchi sull’Isola” da parte della Turchia, ma non dice da quale fonte fantastica ha tratto tale notizia. La verità è il contrario, come sempre accade: è l’Amministrazione greco-cipriota che continua in una forsennata corsa agli armamenti “culminata con l’acquisto di altri 40 elicotteri da combattimento russi” come l’articolista questa volta correttamente riferisce.
5. L’articolista parla di “sminamento della c.d. buffering zone”; l’articolista può tranquillizzarsi: non esiste alcuna zona minata a Cipro a meno che non sia stato fatto nascostamente dalle Autorità greco-cipriote.
6. La presenza militare turca sull’Isola permarrà fino a che esisterà la minaccia greco e greco-cipriota, e dunque la possibilità di ulteriori massacri e vessazioni in danno della popolazione turco-cipriota.
10. Bottarelli sostiene addirittura che per una foto si corre il pericolo di ricevere una fucilata da parte turca: ogni eccesso ha un limite e ogni fantasia ha un limite. 13. Bottarelli non dice che quel povero giovane ucciso dalle forze turche disattese l’ordine di cessare la sua azione aggressiva.
14. Non è mai esistita tanta cura come da parte turca nel perseverare e custodire i luoghi di culto della cristianità. È davvero sconfortante leggere le pure e semplici invenzioni al riguardo dell’articolista che parla di devastazione dei “luoghi sacri del cristianesimo” . Le icone ortodosse sono tutte al loro posto e gelosamente custodite: a S. Andrea, a S. Giorgio a Belle Pais e in tutti i luoghi di culto ortodosso.
15. Il bello è alla fine quando Bottarelli nel “botto finale”, come nei fuochi d’artificio, evocando ancora quella civiltà europea (la stessa che ci ha dato il nazismo) e ancora nel suo impeto anti-turco, evoca a sproposito Lepanto: a Lepanto vinsero i cristiani!... Diversamente, di che si lagna Bottarelli?
Professor Avvocato Augusto Sinagra
Egregio avvocato Sinagra, mi scuserà se per tutta la durata della mia risposta mi appellerò a lei unicamente attraverso il suo titolo professionale e non con quello diplomatico di uno Stato che io - come tutta la comunità internazionale, d’altronde - non riconosco. Come noterà la sua lettera di rettifica è pressoché integrale, nonostante la lunghezza andasse ben oltre quella solitamente consentita per tali scopi. Rispondo volentieri ai suoi appunti seguendo la sua scelta di elencare i punti a mò di lista della spesa.
1) Il fatto che l’intervento fu giudicato “legittimo” non cancella le atrocità commesse in seguito e l’unanime condanna internazionale che investe Cipro Nord da 28 anni a questa parte. Non mi pare che l’Ue abbia mai esaltato l’esistenza di uno Stato-colonia né che sia stata tenera nei confronti né delle sue politiche né della presenza militare. Neppure in sede di allargamento dell’Unione. Infatti, la Turchia non entrerà nel 2004: la Repubblica di Cipro, anche senza un accordo con Ankara, invece sì.
2) Ritengo e continua a ritenere un’infamia inaccettabile la creazione e la proliferazione di uno Stato riconosciuto esclusivamente da Ankara in spregio al diritto internazionale e alla norme europee. Mi scusi, ma la penso così.
3) Oltre che un ottimo avvocato e un amabile affabulatore, vuole dirmi di essere anche un esperto di strategia militare? Nella mia pochezza di giornalista posso dirle che le informazioni utilizzate, che confermo, sono state tratte dal sito di news-on-line “Analisi Difesa” (numero 26 del luglio-agosto 2002), uno dei più prestigiosi in assoluto e riconosciuto anche dal ministero della Difesa. Quello italiano, non di Ankara: meglio precisare.
5) Anche in questo caso la rimando al sito “Analisi Difesa”: se vuole smentire anche loro con dei dati, faccia pure.
6) La componente greco-cipriota ha sempre detto di essere pronta a trattare sulla base di un’unica condizione: il ritiro delle truppe di Ankara. Non esiste alcuna volontà di rivalsa, anzi: piuttosto penserei ai massacri compiuti dai turchi e alla proprietà confiscate. Lei è uomo di diritto e di giustizia, quindi mi stupisce che non conosca il caso Titina Loizidou, profuga greco-cipriota, e della sua vittoriosa battaglia presso la Corte europea dei diritti umani del Consiglio d’Europa di Strasburgo. Con sentenza del 18 dicembre 1996, la Corte ha infatti deliberato che la signora Loizidou non ha mai perso il proprio diritto di proprietà (confiscata dalle truppe turche) e che, a causa del mancato usufrutto maturato in questi 28 anni di occupazione, ha diritto al risarcimento: risarcimento che Ankara non ha mai elargito e non elargirà mai. E’ questa la democrazia turca? E’ questo il suo concetto di giustizia?
10) Non intendevo darmi aria da giornalista “in prima linea”, ma i soldati greco-ciprioti che mi hanno scortato hanno subito premesso che essendo l’edificio che ci ospitava una casamatta ritenuta terra di nessuno, la vista di persone - e soprattutto militari - al suo interno poteva ingenerare anche risposte armate. Quando mi muovo all’estero e in situazioni particolari sono solito a fidarmi dei consigli sul campo.
13) Complimenti, ma Lei non è avvocato? Secondo lei issare una bandiera su un pennone è atto talmente pericoloso ed eversivo da meritare di essere freddato a pistolettate? Forse nel diritto turco è così: se avesse brandito un bastone cosa avrebbero fatto i militari, usato un bazooka per incenerirlo?
14) Accidenti, ma oltre che avvocato, squisito affabulatore ed esperto militare lei è anche uno storico dell’arte? Battaglia impari la mia, me ne rendo conto. Le assicuro però che quanto da me riportato collima perfettamente con le ricerche e le documentazioni dell’Unesco (controlli sul sito internet). Ciò che ho scritto mi è stato riferito dal direttore del Museo Nazionale di Nicosia. Se vuole chiarimenti, ecco qui la sua e-mail: iamuseum@logosnet.cy.net.
15) Intendevo dire che è inutile evocare Lepanto - ovvero scontri tra Occidente e Islam - immaginarie quando questa è realmente in corso a Cipro: che le piaccia o meno, è così. Io rivendico al cento per cento le mie radici di cultura europea: mi sembra che il bello e il giusto compiuti nei secoli dalla nostra civiltà superino i pur presenti errori e le conseguenti degenerazioni. Così non mi pare per uno Stato, la Turchia, dove la tortura è ancora largamente praticata, dove il ruolo dei militari è degno di una dittatura Sudamericana (lo dice la Commisione Ue, non noi), dove fino a poco tempo fa era contemplata la pena di morte, dove da mesi è in corso uno sciopero della fame nelle carceri che ha già portato al decesso di oltre 40 detenuti per non parlare della questione curda e dei detenuti politici con relativi processi-farsa e incarcerazioni senza prove. Lei, che è uomo di diritto e di giustizia, come fa a difendere tutto questo?
Mauro Bottarelli




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