Lettera al Senato americano: «Un attacco
a Saddam potrebbe spingerlo a scatenare l’apocalisse»
di Fabrizio Di Ferdinando
A sorpresa la Cia silura Bush, dal quale era stata più volte bacchettata per le lacune informative prima degli attentati dell’11 settembre. Il direttore della Cia, George Tenet, ha inviato al senatore democratico Bob Graham una lettera in cui afferma che «un attacco americano all’Iraq potrebbe spingere Saddam Hussein, ormai con le spalle al muro, a “varcare il confine” lanciando, o aiutando gruppi terroristi islamici a farlo, attacchi con armi di distruzione di massa contro gli Stati Uniti».
“Per ora Baghdad - si legge nella lettera che è stata pubblicata ieri dal New York Times - sembra trattenersi dal lanciare attacchi terroristici con armi convenzionali o batteriologiche e chimiche contro gli Stati Uniti. Ma se Saddam dovesse ritenere che l’attacco guidato dagli americani non possa essere più evitato, allora probabilmente diventerebbe molto meno vincolato nell’intraprendere azioni terroristiche... se questa fosse l’ultima chance di ottenere vendetta facendo un gran numero di vittime insieme a lui». Tenet ha cercato di spiegare che «non ci sono contraddizioni fra le posizioni espresse dalla Cia e quelle espresse dal presidente Bush» ma la Casa Bianca l’ha presa male. Tuttavia nella stessa lettera la Cia ricorda come la possibilità che Saddam usi armi di distruzione di massa cresce con l’aumento degli arsenali, e che i leader di Al Qaida avrebbero cercato contatti in Iraq utili ad acquisire armi di distruzione di massa. La missiva di Tenet sembra dunque introdurre dei distinguo: Saddam e i suoi arsenali sono pericolosi, ma non è con un attacco che si disinnesca il pericolo. Piuttosto, sembra dire, con un rovesciamento di regime dall’interno, proprio il genere di cose in cui è esperta la Cia.
Alcuni osservatori ricordano come la Cia fosse contraria alla super agenzia per la sicurezza voluta dal presidente che ha esautorato in parte la stessa Cia e che quindi questa potrebbe essere una mossa per tornare in gioco e riacquistare importanza. Tuttavia la risoluzione che dà carta bianca a Bush per l’uso della forza è in dirittura d’arrivo e sembra essere destinata ad essere approvata da entrambi i rami del Congresso. Facendo eco al discorso di Bush, anche il ministro degli Esteri inglese Jack Straw ha dichiarato intanto che la guerra contro l'Iraq è “solo l’ultima opzione”. Londra condivide la speranza iraniana che la crisi possa essere risolta attraverso le ispezioni dell’Onu.




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