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    Predefinito una figura sinistra: Togliatti

    PALMIRO TOGLIATTI (1883-1964)



    Togliatti è stato il fondatore del Pci moderno e dalla sua "scuola"provengono numerosi leader ed esponenti dell'attuale centrosinistra. Egli è stato uno dei personaggi più oscuri del comunismo italiano. Collaboratore di Stalin, ha aiutato i titini nella pulizia etnica in Dalmazia, ed ha coperto con il suo propagandismo numerosi crimini partigiani e comunisti. Nonostante ciò numerose piazze e strade d'Italia portano il vergognoso nome di questo criminale rosso, corresponsabile delle foibe e della scomparsa di decine di migliaia di soldati italiani dell'Armir nei campi di concentramento sovietici. Nato a Genova nel 1883, da una famiglia piccolo borghese, laureato in giurisprudenza, si iscrisse al Psi nel 1914, per uscirne allo scoppio della Prima guerra mondiale. Schieratosi a favore della guerra, che vedeva come una IV guerra d'indipendenza nazionale, nel 1918 rientrò nella sinistra del Psi. Togliatti si avvicina al gruppo torinese di “Ordine Nuovo” il cui fondatore fu Antonio Gtramsci e, al congresso del PSI di Livorno del 1921, fonda, con lo stesso Gramsci, Angelo Tasca, Umberto Terraccini, Camilla Ravera ed Amadeo Bordiga il Partito Comunista d’Italia sposando le tesi leniniste che avevano ispirato la Rivoluzione d’Ottobre del 1917. Nel 1927 diventa segretario del partito comunista, carica che ricoprira per 36 anni, fino alla sua morte nel 1964. Durante il periodo fascista riparo' in Unione Sovietica dove assistette e collaborò alle terribili purghe staliniane. Dopo il 25 luglio del 1943 rientrò in Italia, ove, riorganizzato il partito e con la "svolta di Salerno" scense a compromesso con gli altri partiti antifascisti e gli angloamericani, e collaborò alla lotta collaborazionista contro la Rsi. Le Brigate comuniste Garibaldi compirono crimini terribili sopratutto alla fine della guerra. Egli fece del Pci nel secondo dopoguerra un partito di massa in grado di metabolizzare ed interpretare le richieste e le esigenze del corpo sociale e del corpo elettorale, oltre che una terribile macchina burocratica da guerra politica, con una base militante agguerrita ed eversiva. Togliatti fu uno dei padri dell'attuale costituzione repubblicana; di derivazione sua e del suo partito è l'impronta progressista della nostra carta fondamentale. Togliatti cercò il dialogo con il principale partito di maggioranza la Democrazia Cristiana e cercò di attirare nella propria area numerosi giovani che provenivano dalle file della Rsi. Suo il provvedimento di amnistia generale del 1946 in qualità di Ministro di Grazia e giustizia. Nella primavera del 1947 si ebbe la rottura dell'unità antifascista il Pci fu definitivamente estromesso dal governo del nostro paese, avvicinandosi ulteriormente all'Urss, a Stalin e proponendo per l'Italia un modello di democrazia popolare. Nella tarda mattinata del 14 luglio 1948, il segretario del Partito comunista italiano Palmiro Togliatti veniva colpito nell'atrio di via della Missione, a pochi passi da Montecitorio, da tre colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata dal giovane Andrea Pallante. L'attentato fu utilizzato dalla direzione del Pci per far esplodere un'insurrezzione "popolare". Tutte le sezioni del partito vennero mobilitate; le piazze si riempirono di facinorosi rivoluzionari comunisti. Fu la determinazione del ministro degli interni Scelba a salvare il nostro paese da un colpo di stato rosso. Togliatti si salvò; il bilancio dei tumulti di piazza fu di 14 morti, 204 feriti e centinaia di arrestati. Nelle elezioni dell'aprile dello stesso anno il Pci subì una grande disfatta. Si inaugurò il periodo del centrismo. Dopo il 1953 la formula centrista entrò in crisi e De Gasperi si ritirò dalla politica: ci si avviò lentamente verso il centro-sinistra di cui Togliatti vedrà solo la fase embrionale. Infatti egli morirà nell'agosto del 1964 in Urss colto da un infarto. Resta comunque il giudizio negativo della storia e del popolo italiano su quest'uomo, reo di collaborazionismo con forze estere antinazionali e nemiche, oltre che esponente di un partito anti-italiano e fondatore di una scuola politica subdola e facinorosa.

    DA: http://www.italiapatrianostra.it/new.../togliatti.htm

  2. #2
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    Predefinito

    una delle responsabilità più gravi dello stalinista Togliatti è quella di aver inquinato con elementi comunisti la stessa costituzione repubblicana, che è quindi da rivedere a fondo...

  3. #3
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    Predefinito

    TOGLIATTI, IL MIGLIORE CARNEFICE D’ITALIA
    _______________

    Quando il gorgonzola era "sabotaggio socialfascista". Quando il leader dei comunisti italiani avallò il massacro sovietico. E il colpo alla nuca per duecento compagni italiani. Grazie alla Fondazione Feltrinelli finalmente i documenti in rete.
    _______________

    Fu nell'aprile del 1944 che una durissima e documentata Lettera aperta diretta a Palmiro Togliatti comparve sulla stampa mondiale.Essa riguardava oltre mille antifascisti italiani perseguitati in Urss e duecento comunisti uccisi dai plotoni di esecuzione o nei gulag della Gpu negli anni orribili dal 1935 ad oltre il 1940. Togliatti non rispose mai a quella Lettera che gli era stata rivolta da Victor Serge, già funzionario del Komintern, l'Internazionale comunista. «Voi, compagno Togliatti, siete stato testimone delle persecuzioni di cui i vostri stessi compatrioti e compagni di partito rifugiatisi in Unione Sovietica sono vittime da una decina d'anni a questa parte», denunziava Serge. «Non potete ignorare i nomi di coloro che sono già stati fucilati, di coloro che sopravvivono in prigionia, di coloro che oggi potrebbero ancora essere salvati. E’ a voi che dal fondo delle prigioni i rifugiati italiani perseguitati dalla Ghepeù indirizzavano appelli perfettamente inutili: voi avete infatti preferito collaborare con i persecutori e i carnefici dei vostri compatrioti e compagni di partito».

    Al Paese del Soviet

    In questi giorni, a cura della Fondazione Feltrinelli, escono, consultabili on-line, le "Biografie degli scomparsi" (http://www.gulag-italia.it/). Tutta la materia, che fu già oggetto nel 1983 di un coraggioso libro di Guelfo Zaccaria, pubblicato dalle Edizioni Sugarco di Milano, costituisce un tragico atto d'accusa contro lo stalinismo e la sua nomenklatura. All'indomani della Rivoluzione d'Ottobre del 1917, un grande entusiasmo e una fiduciosa speranza avevano infiammato i cuori degli antifascisti italiani. In numero assai elevato, molti di loro erano riusciti ad arrivare nel "Paese dei Soviet" per dare il loro contributo alla costruzione del Mondo nuovo. Le loro vicende furono alcune grottesche, altre orrende. Andrea Bertazzoni, socialista di Mantova, era riparato in Urss nel '32 per sfuggire alla condanna di vent'anni inflittagli dal Tribunale militare italiano. Già segretario delle Cooperative agricole di San Benedetto Po, esperto di allevamenti e latterie, era stato destinato dai sovietici nella regione di Rostov, dove era riuscito a installare una fabbrica di formaggi. Nel 1936, avvenne l'incredibile. Il formaggio da lui prodotto era il gorgonzola, nel quale un funzionario dell'Oblastnoi Komitat, il Comitato locale della Gpu, il comandante Viktor Harm, scoprì il crimine e denunziò l'autore, Bertazzoni, come "avvelenatore". Sconosciuto ai russi, il gorgonzola emanava il suo particolare odore e conteneva striature verdastre. «Sabotaggio socialfascista. Una congiura trotzkista inquina il formaggio», asserì il comandante e ordinò l'arresto del socialista mantovano. Solo nel 1942 fu scoperto che il formaggio incriminato era simile al commestibilissimo roquefort francese.
    Bertazzoni fu trasferito dal gulag ad un caravanserraglio nell'impervio Uzbekistan, a lavorare di piccone e di badile, nell'inclemente sterro del canale di Ferghanà. Per altri duecento la sorte fu assai più dura e spietata. Essi vennero condannati a morte o alla deportazione per «deviazionismo trotzkista» senza prova alcuna. I loro nomi riemergono dal tragico oblio del passato. Sono, fra gli altri, Vincenzo Baccalà, la moglie Maria Piccioni e tre figlie in tenera età, Rodolfo Bernetich, Renato Cerquetti, Ugo Citterio, Ernani Civalleri, Francesco Ghezzi, Giuseppe Guerra, Edmondo Peluso, Natale Premoli, Dante Serpo, Francesco Prato. Il torinese Emilio Guarnaschelli, operaio meccanico di precisione, venne arrestato a Mosca il 2 gennaio del 1935, dichiarato «nemico del popolo», inviato nel campo di concentramento a Miakit-Uat, nella Siberia meridionale. Vi morì fucilato. Altri vennero torturati e morirono di stenti nel gulag di Magadan, territorio di Kolima, la regione più fredda del mondo. Molti vennero calati nelle "Serpantinka", buche di fango e ghiaccio, celle di contenzione dalle quali non si tornava.

    Cosa avrebbe fatto Gramsci?

    Nel gennaio del 1964, uscì un libro di Renato Mieli, che aveva abbandonato il Pci dopo essere stato direttore dell'Unità e responsabile della Sezione Esteri del Comitato Centrale. Si intitolava "Togliatti 1937", edito da Rizzoli, ed aveva come sottotitolo "Come scomparvero i dirigenti comunisti europei". L'autore riprendeva il filo della denuncia dei duecento comunisti italiani scomparsi nell'Urss. In particolare, documentava l'efferata esecuzione avvenuta nel '37 di tutti i membri della Direzione del Partito operaio unificato polacco, dichiarati ebrei e trotzkisti. Togliatti risultava chiaramente di essere stato firmatario del mandato di condanna, in quanto uno dei potenti capi dell'Esecutivo del Komintern. Io ebbi l'occasione di parlarne personalmente con lui. Riferendomi alla figura del fondatore nel 1921 del Partito comunista italiano, gli chiesi: «Antonio Gramsci, al tuo posto, che cosa avrebbe fatto?». Togliatti tacque un istante. Poi, secco, perentorio, algido, mi rispose: «Gramsci sarebbe morto». Non avrebbe, cioè, sottoscritto quell'atroce ed ingiusta condanna e ne avrebbe pagato le conseguenze. Lui, Togliatti, invece visse in Urss. Benché avesse l'autorità per farlo, non mosse un dito per salvare la vita dei duecento comunisti italiani e dei dirigenti polacchi. Pur di sopravvivere, accettò di seppellire la sua coscienza sotto un cumulo di fango e sangue.

    24 agosto 2002
    ef74@inwind.it

    http://it.geocities.com/european_lib...-2002_enzo.htm

  4. #4
    agaragar
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    Predefinito

    quello che togliatti realmente fece, fu di far sempre vincere la democrazia cristiana(a pagamento s'intende)

    e di aver prodotto in italia un disgusto per la sinistra che dura ancora oggi.

    ______________________
    se fai una ricerca agaragar togliatti
    vedrai la mia opinione
    sui reali rapporti togliatti-stalin

  5. #5
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    Predefinito Re: una figura sinistra: Togliatti

    Originally posted by Felix
    PALMIRO TOGLIATTI (1883-1964)



    Togliatti è stato il fondatore del Pci moderno e dalla sua "scuola"provengono numerosi leader ed esponenti dell'attuale centrosinistra. Egli è stato uno dei personaggi più oscuri del comunismo italiano. Collaboratore di Stalin, ha aiutato i titini nella pulizia etnica in Dalmazia, ed ha coperto con il suo propagandismo numerosi crimini partigiani e comunisti. Nonostante ciò numerose piazze e strade d'Italia portano il vergognoso nome di questo criminale rosso, corresponsabile delle foibe e della scomparsa di decine di migliaia di soldati italiani dell'Armir nei campi di concentramento sovietici. Nato a Genova nel 1883, da una famiglia piccolo borghese, laureato in giurisprudenza, si iscrisse al Psi nel 1914, per uscirne allo scoppio della Prima guerra mondiale. Schieratosi a favore della guerra, che vedeva come una IV guerra d'indipendenza nazionale, nel 1918 rientrò nella sinistra del Psi. Togliatti si avvicina al gruppo torinese di “Ordine Nuovo” il cui fondatore fu Antonio Gtramsci e, al congresso del PSI di Livorno del 1921, fonda, con lo stesso Gramsci, Angelo Tasca, Umberto Terraccini, Camilla Ravera ed Amadeo Bordiga il Partito Comunista d’Italia sposando le tesi leniniste che avevano ispirato la Rivoluzione d’Ottobre del 1917. Nel 1927 diventa segretario del partito comunista, carica che ricoprira per 36 anni, fino alla sua morte nel 1964. Durante il periodo fascista riparo' in Unione Sovietica dove assistette e collaborò alle terribili purghe staliniane. Dopo il 25 luglio del 1943 rientrò in Italia, ove, riorganizzato il partito e con la "svolta di Salerno" scense a compromesso con gli altri partiti antifascisti e gli angloamericani, e collaborò alla lotta collaborazionista contro la Rsi. Le Brigate comuniste Garibaldi compirono crimini terribili sopratutto alla fine della guerra. Egli fece del Pci nel secondo dopoguerra un partito di massa in grado di metabolizzare ed interpretare le richieste e le esigenze del corpo sociale e del corpo elettorale, oltre che una terribile macchina burocratica da guerra politica, con una base militante agguerrita ed eversiva. Togliatti fu uno dei padri dell'attuale costituzione repubblicana; di derivazione sua e del suo partito è l'impronta progressista della nostra carta fondamentale. Togliatti cercò il dialogo con il principale partito di maggioranza la Democrazia Cristiana e cercò di attirare nella propria area numerosi giovani che provenivano dalle file della Rsi. Suo il provvedimento di amnistia generale del 1946 in qualità di Ministro di Grazia e giustizia. Nella primavera del 1947 si ebbe la rottura dell'unità antifascista il Pci fu definitivamente estromesso dal governo del nostro paese, avvicinandosi ulteriormente all'Urss, a Stalin e proponendo per l'Italia un modello di democrazia popolare. Nella tarda mattinata del 14 luglio 1948, il segretario del Partito comunista italiano Palmiro Togliatti veniva colpito nell'atrio di via della Missione, a pochi passi da Montecitorio, da tre colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata dal giovane Andrea Pallante. L'attentato fu utilizzato dalla direzione del Pci per far esplodere un'insurrezzione "popolare". Tutte le sezioni del partito vennero mobilitate; le piazze si riempirono di facinorosi rivoluzionari comunisti. Fu la determinazione del ministro degli interni Scelba a salvare il nostro paese da un colpo di stato rosso. Togliatti si salvò; il bilancio dei tumulti di piazza fu di 14 morti, 204 feriti e centinaia di arrestati. Nelle elezioni dell'aprile dello stesso anno il Pci subì una grande disfatta. Si inaugurò il periodo del centrismo. Dopo il 1953 la formula centrista entrò in crisi e De Gasperi si ritirò dalla politica: ci si avviò lentamente verso il centro-sinistra di cui Togliatti vedrà solo la fase embrionale. Infatti egli morirà nell'agosto del 1964 in Urss colto da un infarto. Resta comunque il giudizio negativo della storia e del popolo italiano su quest'uomo, reo di collaborazionismo con forze estere antinazionali e nemiche, oltre che esponente di un partito anti-italiano e fondatore di una scuola politica subdola e facinorosa.

    DA: http://www.italiapatrianostra.it/new.../togliatti.htm
    Ci sarebbero mole cose da dire e molti appunti da fare. Sull'argomento vi sono vari thread, uno anche in rilievo, alcuni anche sul forum sulla storia.
    Mi limiterò a rilevare due inesattezze:
    Togliatti non rientrò in Italia il 25 luglio 1943, ma se mai alla fine di marzo del 1944 dopo aver ricevuto....precisi ordini da Stalin (come risulta oggi inoppugnabilmente dai diari di Dimitrov) che sono alla base della "Svolta di Salerno".
    E' del tutto inesatto affermare che i dirigenti comunisti volessero approffittare dell'attentato a Togliatti del 1948 per attuare l'insurrezione. Le agitazioni semi-insurrezionali furono "di base". La direzione del PCI, ad iniziare dallo stesso Togliatti, si adoperarono per riprendere rapidamente in mano la situazione. Questo non per particolare fedeltà allo Stato Democratico, ma in ragione delle direttive sovietiche e del fatto che a una rivoluzione italiana (prematura) era ormai mancato l'indispendabile (in quella fase) supporto logistico jugoslavo...dopo la rottura Stalin-Tito.
    Resta il fatto che Togliatti fu un uomo di Stalin e dell'URSS fino alla fine, compresi i famosi memoriali di Yalta. Un comunista stalinista colto, intelligente, freddo, senza scrupoli, responsabile delle repressioni sanguinose contro anarchici, poumisti e trotzkysti catalani durante la guerra civile spagnuola, responsabile della linea terroristica dei gap durante la guerra civile di liberazione italiana, responsabile della politica filo-titina sul confine orientale della resistenza comunista friulana e giuliana, responsabile per la totale subordinazione del PCI a Mosca nel secondo dopoguerra, fino all'approvazione della repressione della rivoluzione ungherese da parte dell'URSS "destalinizzata" e della condanna a morte del comuista dissidente Nagy, a cui in sede di Cominform, diede "parere consultivo favorevole". Responsabile della strumentalizzazione delle lotte sociali e operaie italiane a fini contrari agli interessi nazionali, al servizio di una potenza totalitaria straniera ed avversaria. E di tante altre cose ancora....

    Saluti liberali

  6. #6
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    grazie dell'intervento correttivo pfb. Come sempre documentato e preciso.
    Anche se di stalinismo, togliatti e compagni vari ne abbiamo già discusso anteriormente ed altrove, è sempre utile tornare sul tema per riflettere sulla tragedia del comunismo. E gli eredi di togliatti purtroppo sono ancora tra noi...

  7. #7
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    Aggiungo che i cinque uomini che furono eletti all'Esecutivo del Comitato Centrale del Partito Comunista d'Italia - sezione della Terza Internazionale - nel gennaio 1921 a Livorno...furono:
    Bordiga, Repossi, Fortichiari, Terracini e Grieco. Togliatti e Gramsci con Tasca e gli altri ( compreso quel Bombacci fucilato dagli ex compagni insieme ai gerarchi di Salò a Dongo)....venivano dopo.

    Cordiali saluti

 

 

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