Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    2,848
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito L'orgoglio della Moratti...

    Il nostro indecente ministro a "qualcosa che presumo interessi pure la ricerca scientifica..." si è dichiarata orgogliosa del Nobel al mio onorevolissimo collega Giacconi.

    Ora: la sua incredibile dichiarazione ha seguito di meno di tre ore quella, onesta e franca, dello stesso Giacconi che, oltre a dichiarare di sentirsi ormai del tutto americano, ha lanciato un durissimo attacco al sistema italiano di sviluppo e ricerca, il peggiore di tutto l'occidente, dichiarando che negli usa, a 37 anni, ha cominciato le ricerche lo hanno portato al Nobel e che in Italia le stesse ricerche (non solo per problemi di fondi ma soprattutto per una sbagliata politica) le avrebbe potute inizaiare, se fosse stato fortunato, a 70 anni...

    La Moratti, in modo demenziale, cita il suo come un grande esempio di "collaborazione internazionale"!
    Insomma in Italia si cacciano gli studiosi, questi, se sono fortunati e coraggiosi si rifanno una vita in qualche angolo del mondo, e lei ne va fiera!
    Insomma, altro che "convivere con la mafia", qua bisogna dormire con l'assassino!

    Io consiglierei alla Moratti di rendersi orgogliosa di se stessa, e di andare fuori dalle palle, magari continuando a fare la ministra in qualche atollo polinesiano... Io sarei fiero di lei se si levasse dai...

    Vi posto il link all'articolo del Corriere in cui la indefessa annuncia che, forse, lancerà poche monete, stile Marchese del Grillo, agli sfigati ricercatori italiani... Non dico dove se le potrebbe mettere.

    http://www.corriere.it/edicola/index...NTERNI&doc=RIC

    Via posto, per completezza, anche uno dei commenti di amici, in questo caso Lorenzo Berti (ricercatore in chimica stimato, emigrato anni fa all'Università di Berkeley, CA, dove lavora tutt'ora) che è molto più pacato degli altri ricercatori che mi hanno scritto e che stanno in giro per il mondo. Io sono più deciso, e cerco di non essere mai maleducato, ma quando una ignorante pretende di prendermi in giro, allora le cose cambiano.

    A mio parere le dichiarazioni del Ministro Moratti non sono "deliranti".
    Sono tragicamente razionali, dal punto di vista di chi di ricerca non
    capisce niente. Rappresentano la voce istituzionale (che di certo non
    coglie nessuno di sorpresa) e queste dichiarazioni dovrebbero essere
    accettate da tutti come un dato di fatto della realta' della ricerca
    italiana.
    Suvvia, crediamo davvero che l'istituzione di qualche assegnetto di
    ricerca in piu' o la creazione di qualche decina di posti da ricercatore
    o professore possa sradicare la mentalita' ottusa della matrice
    accademica italiana o dei nostri governanti ? Ma vi rendete conto che
    siamo indietro di trent'anni come organizzazione e soprattutto come
    mentalita', rispetto anche a nazioni considerate da sempre "cugini
    poveri", come ad esempio la Spagna ? Queste cose non si cambiano con
    una legge o un decreto o con qualche soldino in piu'. E' inutile starsi
    ad affannare a correre dietro al treno quando oramai e' passato e tutti
    sono piu' avanti di noi di decenni. E la mentalita' non si cambia di
    punto in bianco.
    Siccome il Ministro Moratti vede l'assegnazione del Nobel ad un
    americano con nome italiano (perche' praticamente di questo si tratta)
    come un eccellente esempio di cooperazione internazionale da perseguire
    per il futuro, io credo che l'obbiettivo da perseguire non dovrebbe
    nemmeno piu' essere la creazione di finanziamenti per incentivare il
    ritorno di ricercatori italiani all'estero. Sarebbe forse piu'
    produttivo concentrare gli sforzi nel rastrellamento di fondi europei
    da distribuire a giovani ricercatori in tutte le discipline per
    potersene andare dall'Italia. Al di la della nostalgia occasionale, io
    non mi sento di certo di tornare in queste condizioni. E se posso dare
    un consiglio a chi e' ancora in tempo.......andate via !!


  2. #2
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Nobel all'imbecillità...

    originally posted by Aeroplanino:

    ... il nostro indecente ministro a qualcosa che presumo interessi pure la ricerca scientifica si è dichiarata orgogliosa del Nobel al mio onorevolissimo collega Giacconi...

    caro signore
    immagino che la spettabile redazione di politicaonline.net non sapesse, anzi non avesse neppure minimamente sentore, che fra i suoi scritti vi fosse nientemeno che un premio Nobel [!!!... ]. Anch'io naturalmente sono rimasto assai sorpreso, anzi per essere sincero doppiamente sorpreso, perchè non sapevo che tra i vari Nobel figurasse anche il Nobel all'imbecillità [!!!... ], premio che, a giudicare dalle sue parole, bisogna dire le è sicuramente stato conferito a pieno titolo...

    Certo non occorre avere delle grandi conoscenza 'storiche' per sapere che già altri due illustri Nobel italiani dovettero trasferirsi all'estero per poter valorizzare a pieno le loro capacità. Il primo fu Guglielmo Marconi, un indiscusso genio che ha donato all'umanità la più importante delle invenzioni del XX secolo, vale a dire la radio, campo in cui anche chi le scrive ha lavorato per alcuni anni e ha contribuito a realizzare una invero piccola invenzione, vale a dire il GSM, senza per questo voler minimamente ambire ad alcun premio di sorta. Il secondo fu Enrico Fermi, assai discutibile genio che ha donato invece all'umanità la peggiore vergogna del XX secolo, vale a dire la bomba atomica.

    Inutile farsi soverchie illusioni caro signore, da sempre le più importanti realizzazioni in campo scientifico [e questo vale anche per la medicina s'intende] esigono per essere realizzate e valorizzate investimenti che solo grandi nazioni [Inghilterra prima e Stati Uniti poi...] si possono permettere e da noi tutto quello che si può fare è utilizzare i pochi soldi disponibili per mantenere, nonostante tutto un livello decente di istruzione universitaria che consenta di creare i futuri Nobel [non intendo tra questi i due all'imbecillità dati a Dario Fo e a lei]...

    cordiali saluti!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  3. #3
    Ex ore tuo te judico
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    207,749
     Likes dati
    56,781
     Like avuti
    42,161
    Mentioned
    11843 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito Aeroplanin..c

    Tu sicuramente conosci Fecia, per cui lo lascerai perdere spontaneamente. Nel caso tu fossi tentato di obiettare, ti invito a desistere. Tutto tempo perso.

    Nel merito, lasciamo fare alla Moratti, vedrai che risultati. Penso che in futuro sempre più italiani si guadagneranno (all'estero) il Nobel. E naturalmente il merito sarà tutto di questo governo, per averli aiutati più decisamente che in passato ad espatriare..... Ed avranno anche la faccia a cu*o di vantarsene.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    2,848
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nessuna obiezione al vecchio Fecia, che non argomenta ma si limita a seminare le sue intoccabili sentenze...

    Solo un appunto: quando indico come collega (parola che tra l'altro non mi piace per nulla) Giacconi, lo faccio semplicemente perchè anche lui, come me, per tanti anni ha pagato le tasse come ricercatore, perchè anche lui, come me, ha iniziato in Italia e poi se n'è andato per poter continuare a lavorare ad un certo livello, perchè anche lui, come me, si occupa di ricerca di base.


    PS: anche Fermi studiava l'atomo non certo per fare bombe, ma non credo sia utile per lei saperlo, ne credo interessi nel tema della discussione.

    PS2: Possa (sottosegretario della Moratti di FI), proprio oggi parlando ad un incontro con dei ricercatori del CNR ha smentito la ministra dicendo che per l'Italia è una "soddisfazione triste" veder premiato Giacconi. Forse la Moratti non gli ha spiegato che se non vuole perdere il posto per un centrista a caso è meglio se comincia a dirsi soddisfatto di tutto...

  5. #5
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    originally posted by Aeroplanino:

    ... Nessuna obiezione al vecchio Fecia, che non argomenta ma si limita a seminare le sue intoccabili sentenze...

    ... anche Fermi studiava l'atomo non certo per fare bombe, ma non credo sia utile per lei saperlo, nè credo interessi nel tema della discussione...


    egregio signore
    devo dire che non fa molto onore alla sua fama di 'ricercatore di alto livello' [... e che cosa mai ricerca di bello, signor aeroplanino?... ] dimostrare una così miope ignoranza riguardo al volontario e decisivo contributo dato da Enrico Fermi allo sviluppo della bomba atomica. Per ovviare almeno in parte a ciò e nel sincero intento di evitarle in futuro figure così edificanti per la sua figura di 'scienziato' [!!!... ] mi permetto di sottoporre alla sua atenzione quanto da me scritto in altro 3d a proposito proprio di Enrico Fermi...

    au revoir monsieur!...




    La famiglia Fermi fotografata all'arrivo negli Stati Uniti nel gennaio del 1939. Le 'minacce' costituata dalle 'leggi razziali' contro Laura Fermi, figlia di una di un ufficiale di Marina ebreo, convinsero Enrico Fermi ad 'emigrare' con la famiglia negli Stati Uniti, dove pensò bene di contribuire con entusiasmo a dotare quel paese, ormai dichiaratamente schierato contro l'Italia fascista, della bomba atomica

    Esattamente un anno fa, il 23 settembre 2001, si è festeggiato il centesimo anniversario della nascita di Enrico Fermi. Non mi pare fuori luogo in questo 3d contribuire a ricordare il centounesimo anniversario della nascita di tale personaggio, considerato quasi unanimemente uno dei più prestigiosi 'geni scientifici' cui l'Italia abbia dato i natali, riportando [con piccola aggiunta di note personali in margine ed ponendo in evidenza i punti più 'interessanti'] alcuni spezzoni tratti dal libro di Richard Rhodes [per il quale ha vinto il prestigioso premio Pulitzer] The Making of the Atomic Bomb e da articoli di vari quotidiani italiani che illustrano alcuni aspetti del pesonaggio solitamente ignorati dalla storiografia 'ufficiale'.

    Nell'augurare come sempre agli amici una buona e proficua lettura, un interrogativo tuttavia mi viene spontaneo riguardo ad Enrico Fermi ed alle 'leggi razziali': se obiettivo di queste ultime doveva essere quello di salvaguardare la 'sicurezza nazionale' nei confronti di individui 'potenzialmente ostili', non sono esse state di fatto troppo miti e permissive?...



    Così si è presentata ai soccoritori la città di Nagasaki in prossimità della verticale dell'esplosione dell'8 agosto 1945. Il giorno successivo Enrico Fermi, intervistato dai giornalisti al riguardo, ebbe a dichiarare che la possibilità che l'arma nucleare avesse potuto essere usata contro il suo stesso paese, vale a dire l'Italia, in guerra contro gli Stati Uniti non aveva provocato in lui alcuna apprensione


    L’obbrobrio del razzismo si era abbattuto sull’Italia. I fisici dell’istituto di via Panisperna [Segrè e Pontecorvo erano ebrei, Fermi aveva sposato Laura Capon, figlia di un ufficiale della Marina ebreo – n.d.r.] erano in allarme almeno dalla metà degli anni trenta per le prospettive sempre più oscure dell’Italia. Segrè ricorda di aver chiesto a Fermi, nella primavera del ’35, perchè il gruppo sembrava meno allegro. Fermi gli consigliò di cercare la risposta sul grosso tavolo al centro della sala di lettura dell’istituto. Segrè ci trovò un atlante, lo prese in mano e automaticamente quello si aprì mostrando la carta dell’Etiopia, che l’Italia stava per invadere. Quando l’invasione cominciò tutti, tranne Amaldi, stavano riesaminando le proprie scelte

    La passione per gli eventi non era però ancora abbastanza forte in Italia e Laura, romana fino al midollo, era molto riluttante all’idea di lasciare la città di pini mediterranei e di rovine classiche in cui era nata. L’antisemitismo non era ancora un problema in Italia, anzi Mussolini aveva dichiarato che lui quel problema non intendeva porlo…

    Fermi tenne un corso estivo di termodinamica alla Columbia University nell’estate del 1936, mentre in Spagna scoppiava una guerra civile che sarebbe durata tre anni, avrebbe distrutto un milione di vite e portato Mussolini a fianco di Hitler. Il gennaio seguente Corbino [direttore del centro di fisica nucleare dell’università di Roma] morì inaspettatamente di polmonite e il suo posto fu preso da Antonio Lo Surdo, ostile a Fermi e fascista convinto. ‘… fu un segno del declino delle fortune di Fermi in Italia…’, osserva Segrè, il quale parlando di quegli anni deprimenti conclude: ‘… l’America ci sembrava la terra del futuro, con un oceano a dividerla dalle sciagure e follie dell’Europa e dai suoi delitti…’

    Se l’Anschluss rivelò la forza di Hitler, rivelò anche la disponibilità di Mussolini a seguirlo passivamente nei suoi delitti. In maggio il Fuehrer venne trionfalmente in visita a Roma, sfilando per quartieri che il Duce aveva fatto sistemare in fretta e furia per mascherarne la decadenza. Gli amici di Fermi ripetevano la strofetta con la quale un indignato poeta romano aveva salutato il dittatore nazista e che a Roma passava di bocca in bocca:

    O Roma bella di travertino
    t’hanno coperta di stucco e cartone
    ora saluta il piccolo imbianchino
    che è diventato il tuo nuovo padrone

    L’Italia si sarebbe salvata, disse amaramente Fermi a Segrè, solo se un Mussolini impazzito si fosse messo a camminare a quattro zampe

    Nell’estate del 1938 uscì quel Manifesto della Razza antisemita di cui Segrè ebbe notizia da un giornale di Chicago. ‘Gli italiani sono ariani’, dichiarava il manifesto, ‘ma gli ebrei non appartengono alla razza italiana’. Il Germania questa perversa distinzione era un luogo comune, in Italia era sconvolgente. Gli ebrei italiani costituivano l’un per mille della popolazione ed erano in larga misura assimilati. I due figli dei Fermi forse non sarebbero stati colpiti, dato che erano cattolici e figli di un padre formalmente cattolico, ma Laura era ebrea. Quando Mussolini promulgò le prime leggi antisemite all’inizio di settembre i Fermi decisero di emigrare non appena sistemati i propri affari…

    Venuto Fermi a Copenhagen, Bohr [Niels Bohr, celebre fisico danese, uno dei ‘padri’ della teoria dei ‘quanti’ – n.d.r.] gli sussurrò che il suo nome era stato fatto per il premio Nobel. Era come dirgli che se voleva poteva avere il premio in quello stesso 1938 e se lo avesse usato per fuggire da una patria che minacciava, nonostante egli l’avesse onorata, di togliere la cittadinanza a sua moglie [è evidente a chiunque il grossolano falso storico contenuto in questa, e altre, affermazioni – n.d.r.], andava benissimo…

    Laura Fermi fu svegliata dal telefono all’alba del 10 novembre e la centralinista la avvertì che sarebbe arrivata una chiamata da Stoccolma per il professor Fermi. Svegliatosi Fermi stimò che al 90 % la chiamata gli avrebbe comunicato di aver vinto il Nobel. I Fermi si stavano preparando a lasciare l’Italia per gli Stati Uniti poco dopo capodanno. I Fermi non potevano vendere le proprietà di famiglia o prelevare tutti i loro depositi bancari senza destare sospetti [i cittadini che lasciavano definitivamente l’Italia potevano portare con sé solo una quota minima di contanti – n.d.r.], perciò il premio Nobel era un dono del cielo. Già i passaporti degli ebrei avevano un timbro speciale ma Fermi era riuscito a tenere pulito quello della moglie…

    Fermi ricevette la chiamata da Stoccolma. Il premio Nobel gli veniva concesso per la ‘scoperta di nuove sostanze radioattive appartenenti a tutta la gamma di elementi e per la scoperta del potere selettivo dei neutroni lenti fatta nel corso di questo lavoro’. I Fermi potevano lasciare la follia dietro di sé e andarsene in tutta sicurezza …

    Szilard [il fisico ungherese, anch’egli ebreo, che suggerì nel 1941 ad Einstein, idem con patate, l’urgenza di informare le massime autorità americane riguardo la pratica possibilità di costruire la bomba atomica - n.d.r.] seppe che Enrico Fermi aveva esaminato la possibilità di una reazione a catena nella sua relazione pubblica al quinto congresso di Washington di fisica teorica, svoltosi la settimana prima. Era facile stimare la potenza esplosiva di una certa quantità di uranio , come aveva fatto Fermi, se la fissione si verificava automaticamente per semplice assemblaggio del materiale. Perfino i giornalisti erano riusciti a fare questo semplice calcolo…

    Bohr all’inizio aveva manifestato chiaramente ‘l’enorme difficoltà di isolare la quantità di U235 necessaria [a produrre spontaneamente la reazione a catena]’. In una conferenza tenuta in epoca successiva Fermi invece dichiarò che ‘non era chiaro [si era nel 1939 – n.d.r.] il perché non si potesse pensare sul serio alla separazione di grosse quantità di U235’…

    Un pomeriggio [idem – n.d.r.] Fermi si presentò al Dipartimento della Marina in Constitution Avenue, per l’appuntamento con l’ammiraglio Cooper. Egli propinò agli ascoltatori un’ora di fisica dei neutroni. Spiegò che si stavano preparando nuovi esperimenti che avrebbero potuto confermare la reazione a catena e a quel punto ci sarebbe stato il problema di mettere insieme una massa di uranio abbastanza grande da catturare ed usare i neutroni secondari prima che sfuggissero attraverso la superficie del materiale

    L’idea di disporre l’uranio a strati e comunque separarlo dalla grafite [si tratta del prototipo del reattore nucleare realizzato da Fermi che sarebbe servito a produrre il plutonio, elemento fissile della bomba usata su Nagasaki – n.d.r.] era nata dai calcoli eseguiti da Fermi in giugno per l’esperimento del serbatoio con acqua e manganese. La divisione avrebbe dato ai neutroni secondari uno spazio sufficiente a rallentare, rimbalzando sui nuclei della sostanza moderatrice, prima di incontrare un nucleo di U238…

    All’università del Minnesota, dopo che Fermi aveva nuovamente insistito perché si facesse, Alfred Nier aveva cominciato a preparare la separazione in quantità misurabili di U235 e U238…

    Alla Columbia University il gruppo di Fermi aveva lavorato sodo per tutti i primi mesi del 1941 e a settembre preparò il montaggio del più grande reticolo di uranio-grafite mai realizzato…

    Da quel superbo sperimentatore che era Fermi diede un contributo prezioso al programma di studio sperimentale, definendo con chiarezza i problemi da esaminare. Per lui il lavoro di guerra era una mansione come un’altra e l’impazienza che trovava in altri lo lasciavano perplesso. ‘… dopo una prima conferenza alla quale aveva partecipato’, ricorda Oppenheimer [Frantz Oppenheimer, ebreo anche lui per non sbagliare, fu il direttore del ‘Progetto Manhattan’, finalizzato alla costruzione dei primi ordigni nucleari americani – n.d.r.], ‘si girò verso di me e disse: ‘… credo che i suoi vogliano proprio fare una bomba!…’. Ricordo che la sua voce aveva un tono di sorpresa…’

    Il reattore pilota ad aria di Oak Ridge aveva raggiunto il punto critico alle cinque di mattina del 4 novembre 1943 e Fermi fu svegliato dal suo letto per farlo assistere all’evento. A fine novembre gli operai scaricarono dalla pila le prime cinque tonnellate di uranio irradiato. Nell’estate del 1944 cominciarono ad arrivare a Los Alamos le partite di nitrato di plutonio che contenevano grammi del nuovo elemento…

    Enrico Fermi prese l’iniziativa almeno una volta durante la guerra. Influenzato forse dall’entusiasmo per la costruzione di armi trovato a Los Alamos all’epoca della conferenza di aprile del 1943 propose di usare i prodotti di fissione generati dalla reazione a catena di una pila per avvelenare le scorte di cibo tedesche ed italiane. La possibilità di usare i materiali radioattivi prodotti da un reattore nucleare come arma bellica era stata rilevata già nel 1941 dal comitato dell’Accademia Nazionale delle Scienze diretto da Arthur Compton. Fermi sarebbe venuto a conoscenza di queste discussioni al Met Lab, e comunque la proposta che fece ad Oppenheimer alla conferenza di aprile non nasceva da preoccupazione essenzialmente difensive come quelle del Met Lab, il suo intento era chiaramente offensivo. Oppenheimer parlò dell’idea di Fermi anche con Edward Teller [fisico ungherese, tanto per cambiare anch’egli ebreo, il cui nome è legato principalmente alla ideazione della bomba all’idrogeno – n.d.r.] e gli disse che era stato trovato un isotopo che appariva assai adatto allo scopo [molto probabilmente stronzio-90, che il corpo umano assorbe al posto del calcio e si deposita in modo pericoloso ed irrimediabile nelle ossa – n.d.r.]. Tra l’altro aveva scritto:

    ‘… raccomanderei se possibile di ritardare, a meno che non si sia in grado di avvelenare abbastanza cibo per uccidere almeno mezzo milione di uomini, dato che è difficile stabilire il numero delle persone effettivamente compite a causa della distribuzione non uniforme [del cibo contaminato]… ‘

    Fermi si stabilì a Los Alamos a partire dall’agosto 1944. Scrivendo allora ad Amaldi ‘da questa riva dell’Atlantico’ Fermi si mostrava cautamente ottimista sulle possibilità di ricostruzione del nostro paese: ‘… certo il fascismo è caduto in maniera così misera che non mi pare possibile che abbia lasciato alcun rimpianto…’.
    In una lunga lettera dell’agosto 1945 Fermi scriveva ad Amaldi: ‘Dalla lettura dei giornali di qualche settimana fa avrai probabilmente capito a quale genere di lavoro ci siamo dedicati in questi ultimi anni. È stato un lavoro di notevole interesse scientifico e l’aver contribuito a troncare una guerra che minacciava di tirare avanti per mesi o per anni è stato indubbiamente motivo di una certa soddisfazione’...

    Nel novembre, ossia nel momento stesso dell'applicazione dei provvedimenti, egli presenta al Ministero dell'Educazione Nazionale una domanda per recarsi alla Columbia University di New York per un mese. Non tornerà più in patria. Nel giugno '39 l'Ambasciata d'Italia negli Stati Uniti segnala al Ministero degli Esteri che ‘il prof. Fermi, pur non facendo attiva campagna antifascista, debba ormai considerarsi passato al campo degli oppositori. Non frequenta alcun ambiente italiano e tutte le sue relazioni sono nel campo degli intellettuali più accaniti nemici del nostro regime’. Infatti il New York Times del 15 di quello stesso mese dà la notizia che Fermi, insieme ad altri 78 intellettuali statunitensi, ha aderito alla ‘Conference on Science, Philosophy and Religion in their relation to the democratic way of life’, firmando un manifesto che viene definito ‘una chiamata alle armi spirituali’ davanti alla ‘minaccia dei sistemi totalitari’.
    Tutto bene dunque, quel che finisce bene, si potrebbe dire, prescindendo dal ‘Progetto Manhattan’ che sarà una terribile interpretazione della relazione degli scienziati con la ‘democratic way of life’. Ma non si può fare a meno di osservare che anche Fermi come tanti altri intellettuali italiani [Arnaldo Momigliano, per fare un solo nome] scopre la natura totalitaria e vessatoria del fascismo solo quando è colpito personalmente. E, d'altro canto, la stessa fisionomia scientifica di Fermi, accademico d'Italia e iscritto al PNF dimostra se ce ne fosse bisogno che la cultura dell'Italia fascista non fu solo ciarpame retorico...

    L'impiego dell'atomica a Hiroshima e Nagasaki incontrò forti opposizioni negli stessi ambienti scientifici che avevano lavorato alla realizzazione del progetto. Il 25 marzo del 1945 Albert Einstein scrisse a Roosevelt per chiedergli di ricevere Leo Szilard, un altro importante fisico. Szilard voleva presentargli un memoriale in cui esprimeva la preoccupazione che il bombardamento del Giappone con armi nucleari avrebbe potuto avere gravi conseguenze nel dopoguerra. Eleanor Roosevelt, che ricevette una copia della lettera di Einstein, propose di fissare l'incontro tra il presidente e Szilard per l'8 maggio. Ma il 12 aprile Franklin Delano Roosevelt morì. Non sappiamo cosa avrebbe deciso. Il nuovo presidente, Harry Truman, non ebbe dubbi. La bomba atomica doveva essere impiegata. Ma non era facile decidere se bisognava gettarla su qualche città o farla esplodere in un luogo deserto, perché servisse di ammonimento al Giappone. E qui Fermi, insieme con altri scienziati, tra cui Robert Oppenheimer, assunse una posizione molto grave. Subito dopo la morte di Roosevelt era stato formato un ristretto comitato scientifico, di cui facevano parte, tra gli altri, Fermi e Oppenheimer, per studiare quale dovesse essere la più utile forma d'impiego dell'atomica. L'11 giugno un altro comitato, formato per studiare le conseguenze politiche e sociali dell'atomica, ne sconsigliò l'uso e il 13 giugno presentò un memorandum, in cui raccomandava di mostrare ai giapponesi la terribile potenza dell'atomica con un'esplosione effettuata in un luogo deserto, per spingerli ad arrendersi senza usare l'arma contro obiettivi civili. Una copia del memorandum fu fatta pervenire anche al comitato di cui faceva parte Fermi.
    La discussione in seno a quest'ultimo stava però arrivando a conclusioni opposte. Il 16 giugno i suoi membri inviarono al governo degli Stati Uniti una lettera in cui sostenevano che nessuna dimostrazione della distruttività della nuova arma avrebbe potuto porre fine alla guerra e che perciò essi non vedevano nessuna alternativa al suo impiego militare. La firma di Fermi sotto questa lettera gli attribuisce una diretta responsabilità per la distruzione di Hiroshima e Nagasaki. Era una decisione necessaria?… Non lo sapremo mai. Si è detto che i morti di queste due città fecero risparmiare da 500.000 a un milione di vite americane. Ma in quei giorni il generale George Marshall calcolò che l'esercito degli Stati Uniti avrebbe perduto poco più di 60.000 uomini per conquistare la più importante isola dell'arcipelago giapponese. Il 16 luglio ci fu l'esplosione sperimentale. Fermi, che era a circa dieci miglia di distanza, la osservò e la descrisse con la freddezza dello scienziato, cercando anche di calcolare la potenza dell'onda d'urto che lo raggiunse dopo 40 secondi. Gettò in aria dei piccoli pezzi di carta e ne osservò la ricaduta mentre l'onda passava. La carta si sparse fino a due metri e mezzo di distanza. ‘Stimai’, scrisse Fermi, ‘che l'esplosione corrispondesse a quella di diecimila tonnellate di tritolo’...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
    Ex ore tuo te judico
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    207,749
     Likes dati
    56,781
     Like avuti
    42,161
    Mentioned
    11843 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito Re: Aeroplanin..c

    Originally posted by Dario
    ..... E naturalmente il merito sarà tutto di questo governo, per averli aiutati più decisamente che in passato ad espatriare..... Ed avranno anche la faccia a cu*o di vantarsene.
    Mi sono ritrovato una vecchia foto, non mi ricordo quando è stata scattata. Forse in campagna elettorale? Boh!!

    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  7. #7
    agaragar
    Ospite

    Predefinito

    un bravo a fermi.

    Quando dei popoli sbagliano così tanto si meritano anche la bomba atomica.

    Anche per essersi reso conto che il suo paese sbagliava e per aver avuto il coraggio di lasciarlo.

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    2,848
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caro Fecia, questa é l'ultima mia risposta in quanto, se non l'avesse capito, non ha assolutamente centrato l'argomento di discussione. Non essendo un prof di liceo, non perderò tempo ad esporlo una seconda volta, si rilegga il primo post.

    Riguardo a me, io faccio, al livello che gli altri giudicheranno, il microbiologo. Mi occupo di batteri, ed in questi mesi sto lavorando allo studio di particolari beta-proteobatteri in grado di mutare geneticamente in tempi brevi se sottoposti a pressanti stress ambientali. Il progetto è vicino alla conclusione, se le interessa le invierò un reprint alla sua casella di posta elettronica.

    Riguardo a Fermi, la sua storia l'ho letta per cinque righe, poi mi sono annoiato. Non faccio lo storico e non mi interessa farlo. Dire, come fa lei, che uno scienziato può avere la minima voce in capitolo in decisioni politiche la dipinge come un inguaribile credulone, tipico elettore berluschino...
    Io mi limito a postarle (dal sito www.nobel.se, alcune, giusto le più importanti scoperte di Fermi).
    E poi vado a cena, buona lettura.

    In 1926, Fermi discovered the statistical laws, nowadays known as the «Fermi statistics», governing the particles subject to Pauli's exclusion principle (now referred to as «fermions», in contrast with «bosons» which obey the Bose-Einstein statistics).

    In 1934, he evolved the ß-decay theory, coalescing previous work on radiation theory with Pauli's idea of the neutrino.

    Following the discovery by Curie and Joliot of artificial radioactivity (1934), he demonstrated that nuclear transformation occurs in almost every element subjected to neutron bombardment. This work resulted in the discovery of slow neutrons that same year, leading to the discovery of nuclear fission and the production of elements lying beyond what was until then the Periodic Table.

    . He proceeded to work with tremendous enthusiasm, and directed a classical series of experiments which ultimately led to the atomic pile and the first controlled nuclear chain reaction. He subsequently played an important part in solving the problems connected with the development of the first atomic bomb

    During the last years of his life Fermi occupied himself with the problem of the mysterious origin of cosmic rays, thereby developing a theory, according to which a universal magnetic field - acting as a giant accelerator - would account for the fantastic energies present in the cosmic ray particles.

  9. #9
    Ex ore tuo te judico
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    207,749
     Likes dati
    56,781
     Like avuti
    42,161
    Mentioned
    11843 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito Re: Aeroplanin..c

    Originally posted by Dario
    Tu sicuramente conosci Fecia, per cui lo lascerai perdere spontaneamente. Nel caso tu fossi tentato di obiettare, ti invito a desistere. Tutto tempo perso....
    Poi non venirmi a dire che non te lo avevo detto....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    2,848
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Eheheh...

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Il Manifesto orgoglio della Sinistra
    Di SteCompagno nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 18-02-12, 13:15
  2. l'orgoglio della riscossa.
    Di sinistra_polliana nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 63
    Ultimo Messaggio: 04-10-08, 20:49
  3. Primi effetti della manifestazione della Moratti: guerriglia a Milano
    Di Ezechiele (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 422
    Ultimo Messaggio: 16-04-07, 11:45
  4. Risposte: 34
    Ultimo Messaggio: 05-12-05, 19:58
  5. sabato a milano. piazza duomo. orgoglio padano orgoglio cristiano
    Di ilariamaria nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 16-10-02, 16:53

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito