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Siluri a un «centrodestra in frantumi» e l’annuncio di un’opposizione fuori dal Palazzo
«È tempo che Pili si dimetta»
Il centrosinistra: è il fallimento della maggioranza
Chiameranno a raccolta «sindaci, imprenditori, sindacalisti, studenti e tutti i cittadini che vogliano non solo denunciare il fallimento di questo centrodestra», ma anche contribuire «a un futuro alternativo e più positivo per la Sardegna e per tutti i sardi». I consiglieri del centrosinistra porteranno dunque l’opposizione fuori dal Palazzo, visto che ormai in via Roma si sentono quasi disarmati. Da mesi assistono al dramma della Casa delle libertà che si fa male da sola: prima con i voti segreti, poi con gli assessori che alzano la mano per dire no ai provvedimenti della loro stessa Giunta. Infine, ieri mattina, hanno fatto da testimoni alla «inaugurazione di una nuova categoria della politica: l’ostruzionismo di maggioranza», con An e Udr che disertano l’aula per far mancare il numero legale.
Il parere è autorevole, perché proviene da Luigi Cogodi, oggi capogruppo di Rifondazione e due legislature fa protagonista di ostruzionismi solitari e ripetuti in Consiglio regionale. «Ma l’ostruzionismo - nota Cogodi - è un’arma dell’opposizione, impedisce il funzionamento dell’istituzione di fronte a problemi di coscienza civile. Oggi invece è la maggioranza che usa quest’arma in maniera sistematica». Centrodestra «a pezzi», Giunta «sull’orlo del baratro» e assemblea «paralizzata». Per Ds, Margherita, Psd’Az, Sdi e comunisti c’è una sola via d’uscita, spiegano i leader dei partiti in una affollata conferenza stampa: «Le dimissioni di Mauro Pili, - dice Paolo Fadda, della Margherita - se solo il presidente avesse quella dignità che non ha, la dignità di presentarsi in aula e passare la mano».
Ma «la censura - dice Cogodi - investe anche Efisio Serrenti: l’assemblea è paralizzata dal centrodestra e lui non assolve nemmeno alle minime funzioni di presidente del Consiglio: deve dimettersi pure lui». Alle parole del numero uno di Rifondazione fanno eco quelle di Giacomo Spissu, capogruppo dei Ds: «Nei momenti delicati, come stamattina - presiedeva il vice Luigi Biggio, ndr - Serrenti è sempre fuori dell’aula».
Ma da quell’aula tra via Roma e via Cavour tutti gli ottanta consiglieri resteranno fuori per un po’: l’assemblea, ha annunciato Biggio, verrà riconvocata «a domicilio», formula che indica come il calendario dei lavori sia ormai saltato e come nessuno abbia idea di come e quando la situazione verrà risolta.
Sul “come” il centrosinistra ha comunque una propria idea e riguarda le dimissioni di Mauro Pili, unica via d’uscita - sostiene Peppino Balia, leader dello Sdi - da un tunnel dentro il quale «al centrodestra manca soltanto lo scontro fisico, visto che quello politico ha raggiunto livelli altissimi». «Qui - aggiunge il sardista Giacomo Sanna - siamo all’accanimento terapeutico: ormai è giunto il momento di staccare la spina alla maggioranza e lasciarla finalmente riposare in pace».
Dopo la «denuncia all’opinione pubblica del fallimento di Pili e dell’intero centrodestra», in serata i consiglieri di opposizione si sono riuniti in assemblea per decidere le prossime mosse. E la scelta di Ds, Margherita, socialisti, Psd’Az e Rifondazione è quella di portare il confronto politico fuori dalle mura di un Palazzo ridotto a un simulacro di se stesso. Verranno organizzati - spiegano i capigruppo - incontri, assemblee, riunioni e manifestazioni in decine di località dell’Isola. Un percorso che, nelle intenzioni dei leader dei partiti, dovrà condurre nella primavera del 2004 a quell’alternativa vincente mancata nelle elezioni del 1999.
«La gravità della situazione politica - si legge in una nota congiunta delle minoranze - ha trovato unanime riscontro in tutti i gruppi dell’opposizione che hanno deciso di dare vita a una serie di iniziative pubbliche che coinvolgano non solo tutte le realtà territoriali della Regione, ma anche i sindaci, gli amministratori locali, gli imprenditori, i sindacati, gli studenti, le associazioni e tutti i cittadini che vogliano contribuire - prosegue il documento - non solo alla denuncia del fallimento politico di questa maggioranza, ma anche per continuare insieme un necessario confronto che ponga le basi di una stagione e di un futuro alternativo e più positivo per la Sardegna e tutti i sardi».
Sin qui la nota, dove mai compare la parola “Ulivo”: forse per scaramanzia, visto quanto succede a Roma in questi giorni.
Marco Mostallino




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