Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Derota de Pili?

  1. #1
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Question Derota de Pili?

    de s' "Unione Sarda" de oi
    www.unionesarda.it

    Siluri a un «centrodestra in frantumi» e l’annuncio di un’opposizione fuori dal Palazzo

    «È tempo che Pili si dimetta»
    Il centrosinistra: è il fallimento della maggioranza

    Chiameranno a raccolta «sindaci, imprenditori, sindacalisti, studenti e tutti i cittadini che vogliano non solo denunciare il fallimento di questo centrodestra», ma anche contribuire «a un futuro alternativo e più positivo per la Sardegna e per tutti i sardi». I consiglieri del centrosinistra porteranno dunque l’opposizione fuori dal Palazzo, visto che ormai in via Roma si sentono quasi disarmati. Da mesi assistono al dramma della Casa delle libertà che si fa male da sola: prima con i voti segreti, poi con gli assessori che alzano la mano per dire no ai provvedimenti della loro stessa Giunta. Infine, ieri mattina, hanno fatto da testimoni alla «inaugurazione di una nuova categoria della politica: l’ostruzionismo di maggioranza», con An e Udr che disertano l’aula per far mancare il numero legale.
    Il parere è autorevole, perché proviene da Luigi Cogodi, oggi capogruppo di Rifondazione e due legislature fa protagonista di ostruzionismi solitari e ripetuti in Consiglio regionale. «Ma l’ostruzionismo - nota Cogodi - è un’arma dell’opposizione, impedisce il funzionamento dell’istituzione di fronte a problemi di coscienza civile. Oggi invece è la maggioranza che usa quest’arma in maniera sistematica». Centrodestra «a pezzi», Giunta «sull’orlo del baratro» e assemblea «paralizzata». Per Ds, Margherita, Psd’Az, Sdi e comunisti c’è una sola via d’uscita, spiegano i leader dei partiti in una affollata conferenza stampa: «Le dimissioni di Mauro Pili, - dice Paolo Fadda, della Margherita - se solo il presidente avesse quella dignità che non ha, la dignità di presentarsi in aula e passare la mano».
    Ma «la censura - dice Cogodi - investe anche Efisio Serrenti: l’assemblea è paralizzata dal centrodestra e lui non assolve nemmeno alle minime funzioni di presidente del Consiglio: deve dimettersi pure lui». Alle parole del numero uno di Rifondazione fanno eco quelle di Giacomo Spissu, capogruppo dei Ds: «Nei momenti delicati, come stamattina - presiedeva il vice Luigi Biggio, ndr - Serrenti è sempre fuori dell’aula».
    Ma da quell’aula tra via Roma e via Cavour tutti gli ottanta consiglieri resteranno fuori per un po’: l’assemblea, ha annunciato Biggio, verrà riconvocata «a domicilio», formula che indica come il calendario dei lavori sia ormai saltato e come nessuno abbia idea di come e quando la situazione verrà risolta.
    Sul “come” il centrosinistra ha comunque una propria idea e riguarda le dimissioni di Mauro Pili, unica via d’uscita - sostiene Peppino Balia, leader dello Sdi - da un tunnel dentro il quale «al centrodestra manca soltanto lo scontro fisico, visto che quello politico ha raggiunto livelli altissimi». «Qui - aggiunge il sardista Giacomo Sanna - siamo all’accanimento terapeutico: ormai è giunto il momento di staccare la spina alla maggioranza e lasciarla finalmente riposare in pace».
    Dopo la «denuncia all’opinione pubblica del fallimento di Pili e dell’intero centrodestra», in serata i consiglieri di opposizione si sono riuniti in assemblea per decidere le prossime mosse. E la scelta di Ds, Margherita, socialisti, Psd’Az e Rifondazione è quella di portare il confronto politico fuori dalle mura di un Palazzo ridotto a un simulacro di se stesso. Verranno organizzati - spiegano i capigruppo - incontri, assemblee, riunioni e manifestazioni in decine di località dell’Isola. Un percorso che, nelle intenzioni dei leader dei partiti, dovrà condurre nella primavera del 2004 a quell’alternativa vincente mancata nelle elezioni del 1999.
    «La gravità della situazione politica - si legge in una nota congiunta delle minoranze - ha trovato unanime riscontro in tutti i gruppi dell’opposizione che hanno deciso di dare vita a una serie di iniziative pubbliche che coinvolgano non solo tutte le realtà territoriali della Regione, ma anche i sindaci, gli amministratori locali, gli imprenditori, i sindacati, gli studenti, le associazioni e tutti i cittadini che vogliano contribuire - prosegue il documento - non solo alla denuncia del fallimento politico di questa maggioranza, ma anche per continuare insieme un necessario confronto che ponga le basi di una stagione e di un futuro alternativo e più positivo per la Sardegna e tutti i sardi».
    Sin qui la nota, dove mai compare la parola “Ulivo”: forse per scaramanzia, visto quanto succede a Roma in questi giorni.


    Marco Mostallino

  2. #2
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    de s' "Unione Sarda" de oi
    www.unionesarda.it

    L’offensiva di Cossiga: questo presidente non sa governare l’Isola


    Continua la “guerra” di Francesco Cossiga al presidente della Giunta regionale, Mauro Pili. Il presidente emerito della Repubblica, in una dichiarazione, afferma di non ritenere che Pili «abbia le capacità di guidare l’amministrazione regionale in un momento economico e sociale, civile e istituzionale qual è il presente» e quindi, dice, «mi auguro che cada».
    Nei giorni scorsi Cossiga aveva rivolto anche un appello-consiglio ai nazionalitari sardi guidati dall’ex presidente della Regione Mario Floris: «Se il loro è un progetto serio - aveva detto l’ex capo dello Stato - è meglio parlarne dopo le prossime elezioni regionali». Cossiga ha invitato quindi «l’ottimo Mario, mio caro amico» a servirsi («attingendo a mo’ di Casini sardo, dal patrimonio di giochi e trucchi del movimento giovanile della Democrazia cristiana») di progetti di assemblea costituente, di programmi ideologici-politici, di nazionalitarismo sardo e delle minacce ricorrenti di far cadere il Governo regionale per incassare il prezzo che gli è dovuto per il suo abile appoggio della Giunta Pili.
    Cossiga conferma, infine, che, a suo giudizio, l’unico decoroso candidato alla presidenza della Regione quando si voterà a scrutinio diretto, in grado di non far perdere le elezioni al centro-destra, potrebbe essere l’attuale sindaco di Cagliari, Emilio Floris.

  3. #3
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    de s' "Unione Sarda" de oi
    www.unionesarda.it

    Senza esito l’incontro tra Pili e i vertici di Alleanza nazionale: nel gruppo scoppia il “caso” Liori

    Il centrodestra chiude il Consiglio
    Venti di crisi: An e Udr disertano l’aula, lavori bloccati


    Paralisi totale, in Consiglio e nelle commissioni. Alleanza nazionale non cede di un millimetro. Non è servito a far raffreddare gli animi l’incontro di ieri pomeriggio a Villa Devoto tra Pili, il coordinatore regionale di Alleanza nazionale, Carmelo Porcu e il capogruppo Bruno Murgia. Un vertice arrivato al termine di una giornata convulsa: con il secondo partito che, assieme all’Udr, ha disertato i lavori dell’aula, bloccando l’attività istituzionale. La seduta di ieri è stata sospesa e convocata, su richiesta di Forza Italia, «a data da destinarsi in attesa del chiarimento politico». Uno stallo annunciato, ma che ha fatto alzare ancora di più la temperatura nella maggioranza. Sale la tensione anche dentro An. Antonello Liori si fa da parte e accusa il gruppo: «C’è gente che non mantiene la parola data: rinuncio a fare l’assessore, forse l’unica soluzione è la crisi».
    «La situazione è molto grave e preoccupante e potrebbe avere risvolti drammatici», dicono Porcu e Murgia. «L’unica cosa positiva - spiega il coordinatore di An - è che c’è stato l’incontro con il presidente. Con Pili abbiamo discusso soltanto di programmi e non abbiamo parlato d’altro». Insomma, Alleanza nazionale va avanti per la sua strada: oggi incontrerà i sindacati e la Confindustria, poi presenterà una serie di proposte di legge (famiglia, volontariato, sostegno ai giovani). «Continueremo a confrontarci con il gruppo e la maggioranza e al termine di questo percorso vedremo se la situazione è cambiata e come è possibile rilanciare la coalizione». Parole che, almeno per ora, non lasciano intravedere la possibilità di una ricomposizione della frattura.
    La mattinata è iniziata come era nelle previsioni e con una sorpresa: vuoti i banchi dei consiglieri di Alleanza nazionale (in aula c’era solo il presidente di turno dell’Assemblea, Luigi Biggio), vuoti anche quelli dell’Udr. Una mossa che ha gettato nel caos la maggioranza e il Consiglio. Anche perché il gruppo ha deciso di non partecipare «fino a quando la situazione non sarà risolta» anche ai lavori delle commissioni. Dunque si fermeranno certamente Agricoltura e Sanità, presiedute dai due esponenti di An (Tonino Frau e Gianni Locci), ma è prevedibile che il blocco si estenderà anche alle altre: senza i consiglieri del secondo partito della coalizione il centrodestra non ha la maggioranza in nessuna commissione.
    Gli alleati guardano con preoccupazione a ciò che sta accadendo in An. Forza Italia, dice il portavoce Pietro Pittalis, «non comprende il perché di questa assenza dall’aula». Ma, aggiunge, «siamo convinti che sia più che mai necessario riprendere immediatamente il dialogo per risolvere questa situazione». Tanto che è stato proprio Pittalis a mediare tra An e Pili e a organizzare l’incontro di ieri pomeriggio. Un primo contatto «che però non è servito a chiarire il quadro», dice Porcu.
    Mario Floris, leader dell’Udr, spiega che il suo gruppo «continuerà a non partecipare ai lavori dell’aula fino a quando non ci sarà una schiarita. È da dieci mesi che diciamo che le cose così non vanno. Speriamo che questa volta ad An diano retta». Anche Pasquale Onida, capogruppo del Pps, dice di essere «molto preoccupato per quanto sta accadendo», mentre i Riformatori chiedono alla maggioranza «una svolta» non più rinviabile. «La pazienza - dice il capogruppo Pierpaolo Vargiu - è stata la virtù dei Riformatori, ma la svolta di questa maggioranza non può attendere un giorno di più. La sfida del cambiamento che vogliamo raccogliere non tollera i ritmi e i rituali della politica del passato».
    Roberto Capelli, capogruppo dell’Udc, chiede a An «di essere conseguente con ciò che ha fatto in aula». E poi annuncia che questa mattina i gruppi di centro della coalizione (Udc, Udr, Pps, Riformatori) si incontreranno per «esaminare la situazione e tentare di scegliere una strategia comune per il consolidamento della maggioranza: riforma elettorale, l’immediato commissariamento di tutti gli enti inutili, azzeramento di tutte le nomine di funzionari negli enti e nelle aziende regionali».


    Fabrizio Meloni

  4. #4
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    de s' "Unione Sarda" de oi
    www.unionesarda.it

    «Rinuncio a fare l’assessore qui c’è gente che non mantiene la parola»


    «Visto e considerato che sembro essere io il problema, rinuncio a fare l’assessore». Antonello Liori non ne può più. Stanco dei continui rinvii del gruppo («gente che non mantiene la parola data»), ha deciso: non chiederà più per sé la poltrona di Emilio Pani all’Ambiente. Rinuncia ma non getta la spugna. «Pani deve comunque andare a casa - dice - e il nuovo assessore dovrà essere espressione della maggioranza del partito». Vale a dire un esponente di Destra protagonista (forse Gianni Locci) oppure di Destra sociale.
    Ormai lo hanno soprannominato il “ribelle” di Alleanza nazionale. Da qualche giorno non va più alle riunioni di gruppo per protesta. «Un gruppo che non rispetta la parola data è un gruppo in cui non mi riconosco». È un fiume in piena il coordinatore provinciale («eletto dalla base», ci tiene a precisare) di Cagliari. «Rinuncio a fare l’assessore - ripete - rinuncio perché non voglio che questa lotta sia vista come una battaglia personale». In ogni caso, «la maggioranza del partito deve esprimere gli assessori su questo non transigo». E giura che non parteciperà più «ad alcuna riunione di gruppo fino a quando questa situazione non sarà risolta». Liori è durissimo: secondo lui l’unica strada per uscire dall’impasse «è una bella crisi chiarificatrice». Da subito, aggiunge «sono stato su posizioni di rottura: Forza Italia continua a trattarci come un tappetino, come la sua tappezzeria. Ma An così non può continuare ad andare avanti. Qui ci vuole la crisi, solo così potremo risolvere il problema».
    E, aggiunge, «lo dice uno che è sempre stato un sostenitore di Mauro Pili: quando è stato eletto Mario Floris, in aula ho dichiarato che votato la fiducia alla Giunta solo perché bisognava garantire la governabilità». Ma, spiega Liori, «Forza Italia continua a pensare di poter governare da sola per conto di tutti gli elettori: è evidente che non è così». Se fosse per lui la crisi si sarebbe aperta da un pezzo. «Se non faremo questo passo - spiega - i nostri elettori non ci capiranno». Anche perché dice, «i sardi vogliono il cambiamento, un cambiamento che deve esserci non solo all’interno del partito ma anche nelle istituzioni». Il resto, spiega, «è solo arroganza e a me non interessa». Comunque, giura, «mi adeguerò, come ho sempre fatto, alle decisioni del gruppo e del partito».
    Da qualche giorno in gruppo non ci passa neppure più. Il suo unico contatto con gli altri dieci consiglieri regionali di Alleanza nazionale è il capogruppo Bruno Murgia. «Mi informa e io lo informo», dice Liori. Assicura di non essere deluso dal comportamento «del coordinatore regionale». Ma Porcu, gli fa notare qualcuno, ha sempre lottato per farlo entrare in Giunta. «La verità - spiega - è che in politica contano gli atti concreti, non solo le parole».
    Nei prossimi giorni, comunque, è probabile che ci sia un incontro chiarificatore tra lui e il coordinatore regionale. «Spero - dice - che non finisca tutto a tarallucci e vino: sarebbe una sconfitta per la Sardegna e per Alleanza nazionale: non possiamo permetterci di non andare fino in fondo. La base, il nostro partito ci chiede il cambiamento. E Forza Italia deve capire una volta per tutte che il secondo partito della coalizione è un alleato. Se ci trattano in maniera diversa significa che non siamo alleati. E questo non può andare bene: né per noi né per la nostra Isola».
    Per il resto si vedrà: dal suo ufficio, con vista su via Roma, attende che il capogruppo gli comunichi come è andato il vertice con il presidente della Regione. «Comunque - dice - io sono per la crisi. E non cambierò idea».

  5. #5
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    de s' "Unione Sarda" de oi
    www.unionesarda.it

    Rinviata la discussione di molti punti all’ordine del giorno

    Arpas e referendum restano a terra

    Con il rinvio della seduta di ieri resta a terra l’esame di molti argomenti scottanti, iscritti all’ordine del giorno della tornata del primo ottobre e mai discussi. Rinviato il confronto in aula sul testo unificato che riguarda la disciplina del referendum sulle leggi regionali e statutarie. L’ordine del giorno dei lavori prosegue con l’esame della legge per l’istituzione del Fondo regionale sull’occupazione dei disabili, delle proposte di legge su tutela e valorizzazione dei centri storici della Sardegna, su provvidenze a favore delle vittime di attentati e dei superstiti di dipendenti regionali deceduti per cause di servizio, della mozione sulla continuità territoriale aerea.
    Prevista anche la discussione del testo unificato della legge sull’istituzione dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente della Sardegna, delle dichiarazioni della Giunta sui problemi relativi alla sanità. L’aula, alla ripresa dei lavori, avrà quindi molti “arretrati” da smaltire.

  6. #6
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    de s' "Unione Sarda" de oi
    www.unionesarda.it

    An e la maggioranza

    Il girotondo della destra sarda


    di Roberto Casu

    L’autunno caldo del centrodestra sardo è finito ieri a Palazzo Chigi. Berlusconi e (soprattutto) Fini hanno parlato chiaro: Pili e i suoi assessori non si toccano. Con una chiosa del vicepremier dedicata ai consiglieri regionali di An: «C’è un confine, quello della stabilità della coalizione, che non può essere superato».
    Saranno felici gli undici ribelli? Proviamo a indovinare: si sentono come scolaretti scoperti dal maestro a marinare la scuola.
    Il girotondo della destra sarda si è concluso con il classico «tutti giù per terra». Si torna in aula. Il punto è: quale aula? Quella del Consiglio o quella della scuola elementare di politica?
    Negli ultimi dieci giorni dai banchi di An è piovuto di tutto: un durissimo documento che rasentava la sfiducia a Pili, dichiarazioni di guerra politica ai centristi della maggioranza, proposte di rimpasti, rimpastini e rimpastoni, minacce di ritiro degli assessori e di appoggio esterno all’esecutivo. C’è stato anche il colpo di teatrino dell’abbandono del Consiglio, con l’involontaria ironia di qualche titolo di giornale: «An sale sull’Aventino». (Vabbe’ che sono stati a Fiuggi, ma a tutto c’è un limite).
    Due domande agli undici neo (e forse già ex) aventiniani: qual è (o era) l’obiettivo di Alleanza nazionale? Si puntava a qualche poltrona da assessore o si intendeva porre la questione - che esiste e che va affrontata - dell’inconcludenza politica della coalizione che dal ’99 governa la Regione? Ma se questo era il punto, e non gli assessorati, occorreva dirlo chiaro e forte, mettere sul piatto una proposta politica e programmatica precisa e puntuale, costringere gli alleati al confronto sulle incompiute del centrodestra sardo. Per esempio: dare un segnale forte all’elettorato sulle riforme e sulla lotta alla burocrazia regionale che paralizza le imprese, blocca lo sviluppo e condanna i giovani alla disoccupazione.
    Questi sono i temi veri. Su cui si sarebbe potuto e dovuto imporre una verifica degna di questo nome. Il resto è politica da mercato.

  7. #7
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    de s' "Unione Sarda" de oi
    www.unionesarda.it

    L’Ulivo in piazza contro Pili Prc, scontro Cogodi-Valentini

    Nel giorno della manifestazione contro la Giunta regionale l’opposizione ha concluso l’occupazione dell’aula. Ieri pomeriggio ha gettato la spugna anche Nino Demuro (Ds): in mattinata, mentre nel piazzale Ulivo e alleati sparavano tutte le loro cartucce, è rimasto nell’emiciclo, da solo, simbolicamente. «Abbiamo occupato l’assemblea, un luogo sacro, perché in Sardegna non c’è più democrazia. Pili deve dimettersi subito». Le ultime parole delle opposizioni, al termine della manifestazione nel piazzale del Consiglio regionale, sono un richiamo «alla dignità democratica e autonomistica». Ma non c’era il Psd’Az (almeno ufficialmente) e a margine dell’incontro, in serata, è montata la polemica interna a Rifondazione comunista. Sandro Valentini, segretario del PrC, ha lamentato lo scarso peso politico di una manifestazione che non ha visto coinvolti, nell’organizzazione, i vertici del partito: «Di più, non siamo stati invitati». Secca la risposta di Luigi Cogodi, capogruppo del partito: «Replicare a Valentini? Nel merito può rispondere chiunque fosse presente alla manifestazione pubblica con animo sereno. Quanto al resto, le segreterie sono state informate in tempo reale dal presidente del gruppo consiliare sulle iniziative in corso». Due, forse trecento persone hanno preso parte all’incontro «contro la svendita dell’Isola». Secondo Ds, Margherita, Sdi e Rifondazione comunista, «l’unica cosa che in Sardegna non conosce crisi è la spartizione di enti e poltrone nella maggioranza di centrodestra che sta svendendo coste e beni demaniali, introducendo il ticket nella sanità». Sul palco, davanti a trenta sindaci arrivati da tutta la Sardegna, le parole di Gianmario Selis cadevano pesanti come macigni: «Al presidente Pili regaleremo un biglietto del nuovo film di Benigni, Pinocchio: forse nel film vedrà una sua biografia. Per il suo compleanno vorremmo regalare a lui, alla Giunta e a tutta la maggioranza un vocabolario, perché ripassino il senso di parole come responsabilità e coerenza». Alla manifestazione hanno partecipato militanti, amministratori e sindaci di città e paesi sardi che in qualche modo si sentono lasciati da parte. Non c’era Nello Cappai (Udc), sindaco di Guamaggiore. «Mi sono rifiutato di andare - dice - il centrodestra, quando c’era Palomba, non ha mai chiamato a raccolta i sindaci». C’erano anche sindacalisti e rapppresentanti delle associazioni di categoria. Severo Sandro Broccia, segretario della Cna: «I privati sono stati esclusi dai Pit e poi in Sardegna, solo il 32,6 per cento della popolazione è raggiunto dallo sportello unico per le attività produttive. Il resto d’Italia viaggia ad altre velocità: 69,9 per cento al Nord e al Centro, 66,9 per cento al Sud se si esclude la nostra regione». Per il coordinamento delle associazioni che sostengono il Parco Geominerario è intervenuto Emanuele Atzei: «Abbiamo creduto alle promesse della Regione. Invece è tutto fermo».


    Lorenzo Piras

  8. #8
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    de s' "Unione Sarda" de oi
    www.unionesarda.it

    Richiamo del premier e del presidente di An ai consiglieri della maggioranza: lealtà innanzitutto

    Berlusconi e Fini: la crisi non ci sarà
    «Pili vada avanti, l’esperienza di governo deve continuare»

    «La crisi alla Regione non ci sarà». Berlusconi e Fini scendono in campo e pongono un aut aut ai consiglieri regionali della maggioranza e in particolare a quelli di Alleanza nazionale. «L’esperienza di governo continua - hanno detto ieri il presidente del Consiglio e il vice premier - e non ci sono motivi per cambiare l’attuale squadra di governo». Un deciso stop alle fibrillazioni di questi giorni che hanno portato la Giunta a un passo dalla crisi, soprattutto dopo la dura presa di posizione del gruppo di An che ha duramente attaccato Pili e il governo regionale. Un richiamo fermo e deciso da parte del presidente di Alleanza nazionale nei confronti dei suoi 11 consiglieri regionali.
    Le parole di Berlusconi e Fini sono arrivate durante la firma a Palazzo Chigi dell’accordo quadro sulle infrastrutture. Il premier si è detto convinto che «non ci siano motivi per un cambiamento dell’attuale squadra di governo». Non solo: della questione «se n’è occupato il Consiglio dei ministri alla presenza di tutti i leader della nostra coalizione». E i segretari dei partiti della Casa delle Libertà hanno deciso: «Ci siamo impegnati per un intervento anche nostro affinché la coalizione in Sardegna mantenga la sua compattezza e quindi anche il sostegno alla Giunta Pili». Fini è stato ancora più categorico: «La crisi non ci sarà. L’esperienza di governo deve continuare. Personalmente sono convinto che la coalizione sia un’alleanza fra forze politiche che hanno una loro identità e uomini che godono del pieno diritto di esercizio della libertà, e quindi non mi meraviglio più di tanto se ci sono momenti in cui la dialettica assume toni particolarmente alti». Ma, ha aggiunto il vice premier, lanciando un monito ai suoi consiglieri regionali «c’è un confine, quello della lealtà della coalizione e della stabilità della medesima». Quindi, ha ribadito Fini, «l’esperienza di governo della coalizione in Sardegna deve continuare». Ma il vice premier ha fatto di più: al suo arrivo a Palazzo Chigi si è avvicinato al presidente della Regione, stringendogli calorosamente la mano. Un gesto simbolico, ma denso di significato.
    Tra l’altro la Sardegna, ha detto Berlusconi, «è in testa alla classifica nell’utilizzazione dei fondi comunitari europei - e me ne compiaccio davvero - con una percentuale del 70%: un fatto che deve indurla a perseguire ulteriormente l’obiettivo della piena utilizzazione». E ora la palla torna in Sardegna. Lunedì si riunisce di nuovo il gruppo di Alleanza nazionale a cui parteciperà anche il coordinatore regionale, Carmelo Porcu. Una riunione in cui gli undici consiglieri regionali del secondo partito della coalizione dovranno necessariamente tener conto delle parole di Berlusconi e soprattutto di Fini. Tanto che qualche esponente di An ieri in Consiglio diceva che «ormai la questione è chiusa: non ci sarà crisi, non daremo l’appoggio esterno e molto probabilmente non ci sarà neppure il rimpasto».
    I leader sardi della Casa delle Libertà sono soddisfatti per l’intervento di Berlusconi e di Fini. «Forza Italia - spiega il portavoce Pietro Pittalis - si è adoperata proprio nella strada tracciata dal premier: perché esistono tutte le condizioni per poter andare avanti». Quello di Berlusconi «e degli altri leader della Casa delle Libertà - aggiunge Pittalis - è un richiamo alla coerenza che Forza Italia sottoscrive pienamente, perché si colloca nel quadro delle iniziative da noi assunte per superare questo difficile momento per potenziare la coalizione. I risultati già ottenuti in questi tre anni di governo del centrodestra non possono essere sacrificati sull’altare degli individualismi e dei personalismi». Di questo si è parlato ieri durante un vertice in Consiglio tra Forza Italia e An.
    Anche Roberto Capelli, capogruppo dell’Udc, è soddisfatto per l’intervento di Berlusconi e Fini. «Mi fa piacere - dice - spero che le loro parole siano servite a far recuperare il buon senso. Anche per questo che il centro è rimasto unito. Aspettiamo lo stesso tipo di dichiarazioni da parte dell’Udr, che invitiamo a ripensare alla sua posizione».


    Fabrizio Meloni
    Giuseppe Meloni

 

 

Discussioni Simili

  1. norabonas a oresti pili!
    Di Perdu nel forum Sardismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 05-07-06, 10:08
  2. Sardegna: Soru 50%, Pili 40,5%
    Di Lollo87Lp nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 13-06-04, 22:24
  3. Sardegna: la Cdl candida Pili
    Di Oasis nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-04-04, 17:35
  4. Cossiga vs Pili
    Di tziku nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-10-02, 20:18

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito