Rievochiamo il 7 ottobre di quattro secoli fa a Lepanto
di Fabrizio Di Ferdinando
Come quattro secoli fa, l'Islam torna ad affacciarsi minaccioso alla soglia dell'Europa. Non come allora, con la forza delle armi ma con quelle più subdola dell'immigrazione e dell'espansionismo religioso. Giungono in Italia e nei Paesi europei non come ospiti ma come padroni, pretendendo che siano le nostre regole ad adattarsi alle loro e non viceversa. Chiedono con arroganza che siano tolti i crocifissi dalle scuole (come a Modena, in una scuola frequentata da quattro bambini musulmani su centinaia di cristiani) e dai luoghi pubblici, esigono la costruzione di moschee a spese della comunità italiana (ne esistono a Roma, Milano e Catania) e che siano messe a loro disposizione sedi comunali. Esistono cento luoghi di culto ufficiali, almeno 200 non dichiarati, mentre a casa loro non permettono nemmeno la costruzione di una cappelletta all'interno di un hotel Hilton. Vogliono che siano modificate le mense delle scuole e delle fabbriche perché non mangiano carme di maiale e non bevono vino, pretendono l'ora di intervallo per le preghiere, chiedono che le strutture sanitarie pubbliche pratichino le usanze barbariche come l'infibulazione, trovando persino chi, come Livia Turco, presta loro orecchio. Il cardinale Biffi tempo fa ha messo in guardia dall'invadenza islamica in Italia, dove ormai la religione coranica è la seconda per importanza e numero di adepti - gli immigrati islamici in Italia sono 560mila - che pretendono di imporre le loro usanze anche quando queste violano la legge del Paese che li ospita. A Torino, un anno fa, duemila musulmani sono scesi in piazza inscenando una violenta protesta perché a una loro donna era stato impedito dalla polizia di farsi fare la foto per il permesso di soggiorno con il volto coperto dal velo. E come si inserisce nella società italiana (ed europea) la condizione di inferiorità femminile, che è un cardine della loro mentalità, con l'emancipazione avanzata delle donne italiane? Impedire loro di lavorare o partecipare a concorsi non sarebbe una violazione della legge sulle pari opportunità? E come si conciliano con le leggi italiane il diritto di ripudio della moglie, o l'assegnazione dei figli, in caso di divorzio in un matrimonio misto, solo al genitore musulmano? In Europa i seguaci di Maometto sono già 22 milioni, e la comunità cresce al ritmo di 3,8 figli per donna, contro l'1,2 -1,5 delle donne europee. Entro il 2015 la popolazione islamica sarà il 18% di quella europea. Chiedono libertà di culto ma intendono egemonia islamica, mentre nel mondo - in Indonesia, nelle Filippine, in Pakistan, in Kashmir, i musulmani fanno strage di cristiani e a Londra sfilano per osannare Bin Laden. Per non parlare delle molte cellule terroristiche scoperte in Italia, in Francia, in Germania, in Inghilterra. L'espansionismo è nel Dna del'Islam, la guerra è sempre santa perché l'unica vera religione è la loro, gli infedeli non vanno convertiti, ma eliminati. Non tutto l'Islam è così, c'è anche un Islam moderato e incline alla convivenza, ma viene soffocato dall'onda crescente dell'estremismo. A distanza di cinque secoli, centinaia di milioni di musulmani, spinti dal fanatismo integralista premono di nuovo sulle sponde dei Mediterraneo, e individuano nell'Occidente ricco e corrotto il nemico da abbattere. Oltre alla posizione dei regimi più integralisti e antioccidentali, come quello di Gheddafi, degli Ayatollah iraniani e di Saddam Hussein, anche in quei Paesi che sono, a livello di governo, filo occidentali, come l'Arabia Saudita, la Giordania, la Siria, l'Algeria vi sono masse di fondamentalisti fanatici decisi a distruggere lo straniero, l'Infedele. Crollata l'Unione Sovietica, finita la guerra fredda, tutti i maggiori esperti bellici, come l'americano Edward Lutwak, il consigliere di Bush all'epoca della guerra del Golfo - ritengono che la Terza guerra mondiale non nascerà più dalla contrapposizione di due superpotenze, come si temeva fino alla fine degli anni '80, ma scoppierà dal Medio Oriente contro l'Europa.
Ci vorrà un'altra battaglia di Lepanto per fermare l'Islam, quella eccezionale coalizione di forze cristiane che nell'ottobre del 1571 - il 7 ottobre ne è ricorso il 431° anniversario - spazzò via la potenza ottomana dai mari e fermò l'avanzata musulmana in Europa? Nella seconda metà del '500 l'impero Ottomano sotto la guida di Solimano il Magnifico si estendeva dall'Asia allo stretto di Gibilterra, aveva conquistato tutto il Nord Africa e buona parte dell'Europa orientale. Nel 1566, anno in cui salì al soglio di Pietro Pio V°, Solimano il Magnifico era giunto a soli 100 chilometri da Vienna, minacciando da vicino il cuore stesso della cristianità. Il dominio dei Turchi si estendeva da Sud a Nord, dall'Anatolia attraverso il Mar Nero e lungo i Balcani, l' Ungheria, la Bulgaria, la Transilvania sin nel cuore dell'Austria, fermato solo dalle armi degli Asburgo. Quasi tutto il Nord Africa, dalla Siria alla Libia, dall'Egitto alla Tunisia e all'Algeria sino ad Orano, erano in suo potere. A sbarrargli le porte del Sud Europa era solo la potenza navale della Spagna dei Castiglia, che però s'indeboliva sempre più, lacerata dalle lotte intestine e dalla rivalità delle altre Corti europee. Invece di far fronte comune contro la minaccia, i regni d'Europa si dissanguavano in lunghe guerre di conquista - come quella che aveva visto contrapposti Francesco I° di Francia e Carlo V° di Spagna, per il possesso dell'Italia - o di religione, come quella che opponeva l'Inghilterra protestante alle nazioni fedeli alla Chiesa. Ne approfittavano i Mori, che dalla divisione dei cristiani traevano sempre maggior forza, come avviene anche oggi. Nel 1492, l'anno della scoperta dell'America, il re spagnolo Ferdinando d'Aragona cacciò i Mori dall'Andalusia, ma essi rimasero comunque padroni del Mediterraneo. Pirati come Occhiali, Barbarossa, Alì Mustafa erano il terrore delle sponde italiane, greche, spagnole devastando e saccheggiando i villaggio costieri, assaltando le ricche navi da carico, uccidendo e deportando schiavi. La Croce stava per soccombere alla Mezzaluna.
Pio V°, contrariamente agli altri sovrani europei, capì quale fosse la minaccia islamica e chiamò a raccolta tutte le forze cristiane in una grande alleanza, la Lega Santa, una nuova Crociata, ma questa volta difensiva: non per liberare il Santo Sepolcro, ma per preservare la stessa Roma, che Solimano il Magnifico aveva battezzato la "Mela Rossa", per indicare il bottino più appetibile. Un'alleanza che il 7 ottobre 1571 - due giorni fa ne è ricorso il 431° anniversario - sotto il comando di Giovanni d’Austria, sconfisse i musulmani nel più grande scontro navale della storia, la battaglia di Lepanto, che salvò l'Occidente dall'incubo di una dominazione islamica. Ma i regni erano riottosi ad imbarcarsi in quella avventura nella quale non avevano nulla da guadagnare per le loro casse, anzi avrebbero dovuto sborsare per essa somme ingenti. Venezia temeva per i suoi commerci nel Mediterraneo, traffici fruttuosi con gli stessi saraceni, la Francia era occupata a leccarsi le ferite della campagna d'Italia, la Germania era alle prese con le periodiche ribellioni dei popoli vassalli.
1 - continua




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