ALIMENTARE: NEL NAPOLETANO UNIVERSITA' PER IL BACCALA'
(ANSA) - NAPOLI, 12 OTT - Un baccalà all'Università. Potrebbe sembrare un controsenso nella metafora del termine ma per il prodotto tipico norvegese è un vero e proprio riconoscimento alla qualità. Così nel Napoletano, a Somma Vesuviana, nascerà un vero e proprio Ateneo del baccalà e dello stoccafisso norvegese. Del resto, negli ultimi anni il merluzzo salato o a bagno nell'acqua si è trasformato da cibo 'povero' in piatto che sempre più contraddistingue banchetti d'elite. E proprio a Napoli ci sono veri e propri negozi dedicati, con prezzi niente affatto 'proletari' L'Università che nascerà nel Napoletano sarà nei fatti un centro per la degustazione e la valorizzazione, dove si svolgeranno corsi di formazione per la preparazione dei prodotti norvegesi: sorgerà nel Palazzo Ducale di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. Il progetto, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa, avrà ricadute occupazionali con l'assunzione di figure professionali 'specializzate' nella preparazione e nella cucina. L'Italia è il maggiore importatore di merluzzi dalla Norvegia e ne consuma 10 mila tonnellate all'anno: la Campania occupa i primi posti tra le regioni italiane. Per favorire la nascita dell'Università è stata già istituita una società italo-norvegese a capitale misto. "Il progetto - spiega Ciro Fortunio, presidente dell'associazione 'Nuovi sapori della tradizione' - è di estrema importanza perché consentirà di dare nuove possibilità di lavoro a molti giovani". L'iniziativa è stata al centro di un dibattito svoltosi nell'ambito della settima edizione della 'Festa del baccala' e stoccafisso norvegesé con degustazioni di baccalà e stoccafisso preparati in diversi modi ed accompagnati dai prodotti tipici locali. A Somma Vesuviana, nel chiostro di Santa Maria del Pozzo, è stata allestita una grande tendopoli con 5 tavolate e 3.000 posti a sedere. Riflettori accesi dunque per rilanciare le opportunità commerciali ed occupazionali legate alla valorizzazione del baccalà e dello stoccafisso. Di questi prodotti si parlò a gennaio scorso quando emersero elementi inquietanti legati all'affare criminale della 'guerra del merluzzo'. A comporre gli elementi di un puzzle all'attenzione delle forze dell'ordine il misterioso omicidio, a dicembre del 2001, di un autotrasportatore danese sull'Asse mediano che collega Napoli a Caserta, una richiesta di risarcimento dalla Norvegia da 1 milione e 100 mila dollari per i troppi furti subiti sulle strade del Sud Italia. Di queste vicende si occuparono allarmati tv e giornali con titoli eloquenti e a nove colonne: 'La mafia puo' fermare le esportazioni di pescé. (ANSA). TOR
12/10/2002 19:04



da www.ansa.it