Davanti al Duomo i Volontari Verdi sanciscono il legame
tra Sole delle Alpi e tradizione cattolica
di Alessandro Morelli
Orgoglio Padano, Orgoglio Cristiano: un grande successo per le tradizioni, le culture e i popoli della Padania. Oltre mille tra militanti, simpatizzanti e cittadini milanesi, incuriositi dagli interventi dal palco, hanno partecipato alla manifestazione organizzata dai Volontari Verdi di Milano di fronte al simbolo della cristianità ambrosiana: il Duomo.
Durante il pomeriggio, interamente dedicato ad una delle basi della nostra cultura, si sono susseguiti numerosi interventi da palco allestito nella piazza più famosa di Milano: dai leader di alcune associazioni padane con la loro coordinatrice, Renata Galanti, ad alcuni esponenti della Lega, il consigliere comunale monzese Massimiliano Romeo, quello di Milano Laura Molteni, fino all’eurodeputato Mario Borghezio.
«Questo è un successo enorme - ha affermato quest’ultimo - che dimostra come la gente cominci a capire il pericolo che si staglia di fronte a tutti noi. La presenza di così tante persone di fronte al Duomo è un segnale che chi lavora per cancellare le nostre tradizioni non può ignorare».
A dimostrazione del sempre più crescente interesse sull’argomento, secondo Borghezio, è «la presenza di così tanti media, dai giornali, alle radio, alle televisioni. Questo dimostra che c’è interesse da parte dell’opinione pubblica sulle nostre battaglie che noi, assieme a tutti i nostri militanti portiamo avanti con coraggio e forza, sapendo di essere nel giusto».
Quella di ieri, secondo l’onorevole leghista è stata una giornata importante perché «ha dato il sentore, palpabile tra la gente, che è in atto un risveglio, una riconquista di posizioni che spesso per faciloneria avevamo perduto per strada. Ora tutti si rendono conto dell’importanza dei simboli della nostra religione, ma ancor di più, della nostra cultura. Bene ha fatto quindi - ha continuato Borghezio - la Lega di Milano ad insistere perché fosse posto in questa importante piazza il presepe durante il periodo natalizio, che qualche poco zelante funzionario, o chissà chi altri, stava cominciando a dimenticare».
Borghezio sul tema del crocifisso e della difesa della cristianità dall’invasione islamica si è rivolto anche al neo-Arcivescovo ambrosiano Dionigi Tettamanzi: «Eminenza, ascolti la nostra voce e ci sia da padre e da pastore, non come è stato il suo predecessore. Si ricordi che lei - ha continuato Borghezio - è la guida della diocesi ambrosiana, che dal 1100 è sempre stata autonoma da quella romana. Se ne ricordi, eminenza, nel suo cammino alla guida dei milanesi».
Al termine della manifestazione i Volontari Verdi, che l’hanno organizzata, hanno espresso «grandissima soddisfazione per una giornata che ha visto risollevare l’orgoglio padano e cristiano» per bocca di Max Bastoni, coordinatore federale dell’associazione padana. «Questo è solo l’inizio di una serie di iniziative che porteremo avanti per difendere quello in cui crediamo. La prima battaglia è quella sul crocifisso, ma altre sono pronte per essere combattute, come ad esempio la raccolta di firme per abrogare la legge Mancino, una norma fatta su misura da quel sistema che oggi (ieri, ndr) ci ha condannati e che cerca di mettere a tacere le nostre istanze, cercando di limitare le libertà delle nostre genti. Ma non si preoccupino quelli che cercano di intimorirci: noi non ci fermeremo mai».
Anche le associazioni padane hanno preso la parola dal palco allestito di fronte alla cattedrale milanese. La loro leader, Renata Galanti, ha affermato: «Siamo qui per parlare di cristianità, islam e culture e sulle risposte che stiamo dando a tutti questi temi. Riflettendo su tutti questi argomenti, da donna, mi chiedo: ma dove sono le signore femministe di fronte alle nefandezze che i gentiluomini musulmani fanno alle loro donne anche in Italia? Perché nessun grido di orrore di fronte alle mutilazioni sessuali di cui sono vittima, solo nel nostro paese, più di 6mila bambine all’anno? Perché non manifestano contro delle lapidazioni? Ancora, dove sono di fronte all’ingiustizia che viviamo giornalmente? Ai “coprifuoco” forzati cui siamo vittime, non potendo uscire di sera a causa dell’insicurezza?».
Al termine della manifestazione è intervenuto anche don Ugolino Giugni, un prete di Torino che rivolgendosi direttamente alla Madonnina, simbolo di Milano, ha recitato una preghiera e poi ha affermato: «Davanti a questa bella cattedrale cittadini islamici hanno compiuto atti indecorosi. Se noi facessimo la stessa cosa sulla spianata di una moschea ci taglierebbero la testa».




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