Il prossimo fine settimana seminario sul lago di Como


di Paolo Bassi

Giovani Padani: cuore e cervello. Questa in sintesi l’immagine del movimento giovanile della Lega Nord, che in Lombardia, dopo la notevole partecipazione ottenuta alle recenti manifestazioni contro il proliferare dei centri sociali, ha organizzato una due giorni di studio su comunicazione e politica.
Il seminario, patrocinato dalla Provincia, si terrà sabato 26 e domenica 27 ottobre a Como, nella splendida cornice di Villa Gallia. I lavori si apriranno intorno alle ore 15 con la lezione su “principi di comunicazione, concetti di public speaking, persuasione e convincimento” ed avranno uno dei momenti culminanti, con l’intervento del ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che prenderà la parola alle ore 15 di domenica.
Per tutto il fine settimana si alterneranno oratori di grande prestigio: dal vice-direttore del Tg3 Romano Bracalini, al direttore di Antenna 3, Milo Infante. Dal presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, ai parlamentari del Carroccio, Celestino Pedrazzini, Fiorello Provera, Cesarino Monti. E ancora, i dirigenti del Movimento Giovani Padani, a partire dal coordinatore federale, Paolo Grimoldi. Le lezioni avverranno a numero chiuso nelle giornate di sabato e domenica mattina (per iscriversi: 347-6922569, oppure pgrimoldi@libero.it), mentre domenica pomeriggio, l’ultima tavola rotonda sarà aperta a tutti. «Questo appuntamento - ci spiega il coordinatore nazionale Mgp della Lombardia Igor De Biasio - è la prova tangibile di quanto il nostro movimento sia diventato maturo. Tanto quanto la Lega sa essere un movimento di lotta e di governo. Anche l’Mgp, sa essere capace di organizzare grandi manifestazioni di piazza, ma anche appuntamenti culturali, di studio e di preparazione politica come il seminario su politica e comunicazione».
Per quale motivo avete scelto proprio questo tema?
«Perché sappiamo bene quale importanza rivesta oggi la comunicazione e quanto sia interconnessa con la politica. Noi vogliamo saper rappresentare al meglio le istanze del nostro popolo. E per raggiungere questo obiettivo è utile saper anche comunicare nella maniera più opportuna. Per questo motivo abbiamo scelto di avvalerci della professionalità di importanti giornalisti e dell’esperienza dei nostri parlamentari e ministri».
La vostra iniziativa vuole essere anche una risposta alla stampa italiana, che molto spesso ha peccato di scarsa obiettività nei confronti della Lega?
«Ci sono degli aspetti della stampa italiana che a noi non piacciono. Il seminario di Como sarà un’occasione anche per questo: per analizzare il funzionamento dei media e per capire meglio cosa non funzioni. I Giovani Padani vorrebbero avere una stampa più libera e obiettiva, mentre quella del nostro Paese è troppo legata a padroni e poteri, per poter essere definita tale».
Se dovesse fare un esempio...
«Di esempi se ne potrebbero citare a bizzeffe. Mi attengo alla stretta attualità. Oggi (ieri per chi legge, ndr), un noto quotidiano vicino alle idee del centrosinistra, parlava in merito al futuro della Ue, del “guaio” degli irlandesi chiamati ad esprimersi attraverso un referendum sul trattato di Nizza. Quel “guaio”, sta a significare che per qualcuno, la libera espressione di un popolo, è una cosa negativa. Evidentemente chi ha scritto, come la sinistra, ritiene che in Europa valgano più le decisioni dei tecnocrati, piuttosto che le scelte dei cittadini. Noi la pensiamo esattamente all’opposto. Riteniamo infatti, che la democrazia non sia un guaio, ma un bene. Fino a quando ci saranno giornali che considerano la libertà un “guaio”, ci saranno ottimi motivi per fare convegni sulla libera informazione, come quello che i Giovani Padani della Lombardia hanno organizzato per il prossimo fine settimana».