FINANZIARIA - Come sara' la nuova Irpef (1/10/2002)
E’ la più grande riduzione dell’Irpef mai operata da un governo quella che porta il nome del ministro dell’economia Giulio Tremonti.
Il risparmio complessivo sara' di circa 5,5 miliardi di euro concentrato soprattutto sui redditi bassi. Per i lavoratori dipendenti la riduzione media Irpef e' pari a 436 euro per i redditi fino a 11.000 euro, di 295 euro per i redditi tra 11.000 e 18.000 euro, 214 euro per i redditi tra 18.000 e 25.000 euro. La riforma introduce la la 'no tax area', ridisegna la parte bassa della curva Irpef e trasforma le detrazioni per carichi di lavoro in deduzioni. Nessuno dovra' pagare di piu' grazie alla clausola di salvaguardia: chi fosse sfavorito dalle nuove aliquote potrà applicare quelle dell’anno precedente.
Ti proponiamo una sintesi della riforma dell’Irpef .
ALIQUOTE E SCAGLIONI
La nuova aliquota base dell’Irpef sarà del 23% per i redditi fino a 15.000 euro raggruppando di fatto le attuali aliquote al 18% e al 24%.
L'attuale scaglione tra 15.493 e 30.987 euro con aliquota al 32% viene sdoppiato in due scaglioni: il primo per i redditi tra 15.000 e 29.000 euro con aliquota al 29% e il secondo tra 29.000 e 32.600 euro con aliquota al 31%.
Rimangono invariate le due ultime aliquote al 39% e al 45%: la prima riguarderà i redditi tra 32.600 e 70.000 euro e la seconda i redditi oltre 70.000 euro.
DEDUZIONI E DETRAZIONI
La principale novita' e' rappresentata dalla trasformazione delle detrazioni per produzione lavoro in deduzioni dal reddito: significa che verra' introdotta una deduzione base uguale per tutti pari a 4.000 euro accompagnata da una ulteriore deduzione che sara' di 3.500 euro per redditi da lavoro dipendente, di 3.000 euro per i redditi da pensione e di 500 euro per redditi da lavoro autonomo.
Costituisce un’ulteriore novita' la differenziazione tra redditi da lavoro dipendente e redditi da pensione con un leggero vantaggio per i primi.
In ogni caso per i pensionati viene ugualmente stabilita una esenzione base fino a 7.500 euro. Nel dettaglio la deduzione decresce con il crescere del reddito fino ad azzerarsi per i lavoratori autonomi a 31.200 euro, per i pensionati a 32.200 euro, per i dipendenti a 33.100 euro.
NO TAX AREA
La 'no tax area' (l'area di non tassazione) sara' determinata dalle deduzioni e detrazioni e variera' in linea di massima all'interno di una oscillazione compresa tra 7.500 e 10.000 euro per i lavoratori dipendenti e pensionati e tra 4.500 e 7.000 euro per gli autonomi.
A determinare la 'no tax area' concorreranno la deduzione per produzione reddito, le detrazioni per carichi di famiglia e le altre detrazioni specifiche.
I BENEFICI DELLA RIFORMA
Sono interessati alla riforma gli oltre 28 milioni di contribuenti.
A trarne i benefici maggiori saranno i 23,6 milioni di contribuenti che si collocano nella fascia dei redditi fino a 25.000 euro.
Ad essi andrà l'84% del totale degli sgravi concessi. Per circa 5,5 milioni di contribuenti al di sopra di 25.000 euro la riduzione media e' di 31 euro.
La riforma dell’Irpef contenuta nella Finanziaria 2003 mantiene la promessa di concentrare gli sconti sui redditi piu' bassi: per i lavoratori dipendenti la riduzione Irpef e' pari in media a 436 euro per i redditi fino a 11.000 euro, 295 euro per i redditi tra 11.000 e 18.000 euro e 214. euro per i redditi tra 18.000 e 25.000 euro.
Per i pensionati il risparmio medio fino a 11.000 euro e' di 3030 euro e per quelli oltre 25.000 euro e' di 23 euro.
Tutte le pensioni corrispondenti a redditi fino a 7.500 euro paro a 7.6 milioni sono escluse dall'Irpef (3,5 milioni in piu' rispetto al 2002) con una crescita dell'85,3%). Escono altresi' dall'Irpef 800.000 lavoratori dipendenti portando il numero complessivo degli esclusi nel 2003 a 2 milioni.
CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA: NESSUNO PAGHERA' DI PIU'
Con la riforma nessun contribuente dovra' pagare di piu'. Grazie alla cosiddetta clausola di salvaguardia infatti chi dovesse trovarsi nella situazione di dover pagare nel 2003 una imposta maggiore potra' optare per la vecchia Irpef.
1/10/2002
Saluti Liberali
Giorgio




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