Da parecchio tempo c’è un argomento – per quanto usurato – che vorrei affrontare, quello del rapporto tra girotondi ed estremismo. Ebbene, io contesto nel modo più deciso l’accostamento che tanti opinionisti cosiddetti liberali affermano esserci tra massimalismo e girotondi.
Non v’è alcunché che possa supportare una tale tesi. Personalmente non auspico un impegno più marcato di Moretti in politica (di dilettanti della politica ne abbiamo già a sufficienza), tuttavia ho partecipato e parteciperò con entusiasmo alle iniziative dei girotondi. E a chi le bolla come estremismo, vorrei dire: semmai c’è un problema di intellettualismo. Ma li avete mai visti i girotondini? Sono gente moderata, gente che viene dal mondo della media borghesia, gente che chiede legalità. È diventato un estremista chi domanda che il parlamento non legiferi ad uso e consumo di pochi potenti?
Più volte ho affermato di essere personalmente un moderato di centrosinistra e di riconoscermi in quella teorizzazione che va sotto il nome di liberalsocialismo, ma proprio in quanto liberalsocialista non posso accettare quello che sta avvenendo. Io sono arrabbiato e moderato. Non amo certi eccessi, non ho mai votato per i comunisti (certo, tramite l’Ulivo, ne sono alleato in qualche modo, ma il 2002 non è il 1948 e sarebbe bene che tanti se lo mettessero in test) e sono antiberlusconiano per quello che il berlusconismo rappresenta: carrierismo sfrenato, potere fine a se stesso, impunità per i potenti e le briciole – se ne rimangono – alla povera gente.
Il berlusconismo ha fatto un danno enorme a questo paese e ciò ben al di là di qualsiasi indicatore economico. È intervenuto sul fragile tessuto sociale italiano e ha disgregato quello che era già disgregato. Il capitale sociale del nostro paese è stato messo a dura prova. Gli Italiani sono stati divisi più di quanto non fosse stato durante la guerra fredda. Berlusconi, con la sua discesa in campo, fatta contro una parte dell’Italia ha seminato odio e zizzania. Ci vorranno anni per alleviare questi danni, ripeto, qualsiasi sia la performance del governo.
Di fronte ad un governo che si muove con la forza di un’armata rispetto a questioni che interessano solo pochi potenti, ad un governo di questo tipo che ha LEGITTIMITA’ DEMOCRATICA (sebbene l’attuale inquilino di Palazzo chigi la contestasse ai governi dell’Ulivo), ebbene, di fronte a questo governo io rivendico il diritto a non fare accordi ma a portare avanti un’opposizione DEMOCRATICA, forte e massiccia, in parlamento e nella piazza. E allo stesso tempo, rivendico il diritto a considerarmi un moderato. Moderato si, ma fesso no.
Con buona pace di chi – crogiolandosi in un’illusione di un sé liberale – finisce per appoggiare il più grande esperimento di peronismo mai tentato nella storia italiana.
GIUSTIZIA E LIBERTA’.




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