Premesso che l'Onu dovrebbe contare meno di zero e bizzarrie come l'alto commissarriato del pincopallino nemmeno esistere, comunque fa specie che una che viene da un regime razzista (nei confronti dei bianchi) si metta a sindacare su come i rom vengano trattati in Europa e non guarda a come i bianchi vengono trattati in quella fogna del Sudafrica. Che poi questi signori hanno le casette costruite dai comuni, gli allacciamenti aggratis a luce, gas, acqua, ecc., le cure gratis, ecc., se questa è la discriminazione... spererei che fosse come dice questa tizia, ma così non mi sembra. Paradossale e ai limiti della follia che si lamenti che in Bulgaria non regalino gli ospedali e le cure a gentaglia senza documenti e nulla... il mondo alla rovescia.


Onu: in Italia Rom discriminati e maltrattati

Commissario Diritti Umani: Situazione diffusa in tutta Europa

APCom - Onu: In Italia Rom discriminati e maltrattati

Roma, 14 set. (Apcom) - "In Italia c'è stata un'abbondante documentazione sulla discriminazione e sui trattamenti degradanti verso la popolazione Rom". A lanciare l'allarme è l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay nel suo intervento inaugurale della 12esima sessione del Consiglio dei diritti umani (il testo del discorso, che sarà pronunciato domani, è stato anticipato oggi). Secondo Pillay, "nonostante gli sforzi intrapresi dagli stati membri, e dalle organizzazioni internazionali e regionali, il sentimento anti-rom in Europa resta forte". Oltre all'Italia, il magistrato sudafricano cita l'Ungheria per le "numerose aggressioni mortali"; la Slovacchia per i "maltrattamenti da parte della polizia"; e la Bulgaria "dove risulta che molti rom abbiano un accesso limitato al sistema sanitario nazionale perché privi di documenti d'identità e di assicurazione medica". Problemi nel settore dell'istruzione per i bambini rom sono stati registrati, spiega Pillay, anche nella Repubblica Ceca. Ma sono addirittura 17 i Paesi dell'Unione Europea citati per discriminazioni nei confronti di rom, sinti e nomadi a vari livelli: ci sono anche Finlandia, Francia, Irlanda, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna, Slovenia, Svezia e Regno Unito. "Anche se sono consapevole degli sforzi compiuti in buona fede per affrontare questo problema - dice Pillay - bisogna fare di più per mettere fine a questo genere di discriminazione".