«Caccia al negro», naziskin scatenati!
Armati di bastoni e tubi di ferro hanno picchiato due operai nigeriani.
L'agguato di una ventina di teppisti fra il negozio Ricordi e il Supercinema.
Alcune persone si sono gettate nella mischia in aiuto degli aggrediti.
di Enzo Bordin e Felice Paduano
Un manipolo di naziskin, armato di bastoni e tubi di ferro, ha assalito ieri sera due giovani operai senegalesi. Una «caccia al negro» di matrice razzista, iniziata verso le 19 davanti a Ricordi e proseguita fino all'altezza del Supercinema, sotto gli sguardi attoniti di decine di passanti.
Vista anche la disparità di forze in campo, alcune persone di passaggio, tra cui un pensionato di 60 anni, si sono gettate nella mischia riuscendo a «liberare» la coppia di extracomunitari accerchiata. Alle grida di aiuto lanciate dai senegalesi, poi rifugiatisi in un bar, il numero dei soccorritori si è via via ingrossato, sino a formare una piccola folla. A quel punto i naziskin, una ventina, se la sono data a gambe per via Risorgimento, lasciando anche un tubo di ferro sotto una panchina, davanti al negozio di «Anna Spose». Giunti in largo Europa, si sono divisi: alcuni sono stati visti filarsela imboccando riviera Mugnai e la zona di Ponte Molino. Avevano i volti coperti da fazzoletti neri. Quasi tutti indossavano jeans e giubbotti in pelle. Alcuni testimoni hanno riferito di averli uditi scandire slogan razzisti. I due senegalesi, invece, avevano degli impermeabili corti color arancione per ripararsi dalla pioggia.
I primi ad accorrere in via Emanuele Filiberto sono stati i vigili urbani, giunti con due pattuglie. Nella concitazione del momento, vedendo i senegalesi impugnare oggetti di fortuna usati per difendersi, hanno sulle prime equivocato la situazione mettendo le manette ad uno di essi. «Che fate, a prendere le botte sono stati loro!» hanno cominciato ad urlare alcuni passanti. A quel punto gli agenti municipali hanno subito rimediato all'errore liberando il malcapitato. Si tratta di Halifa Ababacar Guenye, 20 anni, nato in Senegal ma in Italia con regolare permesso di soggiorno. Lavora come operaio alla Carraro di Campodarsego, un'azienda con 800 dipendenti.
L'altro senegalese è un suo coetaneo. Era arrivato da Brescia per passare il fine settimana a Padova, ospite nella casa di Chiesanuova dove abita da due anni Halifa. Entrambi hanno rimediato diverse manganellate, alla schiena e alle braccia. Ma qualche colpo li ha raggiunti anche alla testa e al collo.
Ad aggressione già conclusa, è giunto il consigliere comunale di Forza Italia Surendra Narne, medico otorinolaringoiatra che vive a Padova da decenni. «I vigili mi hanno già informato dell'accaduto: è un episodio d'intolleranza razziale - ha detto - Non avrei mai creduto che in pieno centro potessero accadere fatti così gravi e sconcertanti».
Per circa un'ora, via Emanuele Filiberto è rimata bloccata. Il «tam-tam» della notizia ha portato davanti al Supercinema decine di curiosi. Nel frattempo, l'operaio della Carraro è stato accompagnato dai vigili in piazza Garibaldi per un'eventuale identificazione di alcuni degli aggressori. Non ha però riconosciuto nessuno.
Dal Mattino di Padova del 13/10/2002




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