Ciampi: "L'Italia resti all'avanguardia in Europa"
Da Bruges il capo dello Stato esalta la continuità della politica europeista del nostra paese. Sui venti di guerra: "L'Ue parli una sola voce".
BRUGES - L'Italia è storicamente sempre stata all'avanguardia nel processo di integrazione europea. E' la sua natura. "E' il suo modo di essere in Europa", spiega Carlo Azeglio Ciampi agli studenti del collegio d'Europa a Bruges. E' la seconda giornata della visita di stato del Presidente della Repubblica in Belgio, paese che ospita le principali istituzioni europee e dove è stato deciso di dar vita alla convenzione che dovrebbe stilare il testo della nuova costituzione del Continente. "Se i lavori della conferenza, come è auspicabile, si concluderanno entro il dicembre 2003, la coincidenza con il semestre italiano darà al nuovo trattato un significativo suggello", auspica il Capo dello Stato.
Il discorso di Ciampi è incentrato sulla grande continuità della politica europeista dell'Italia, e sul ruolo che il paese svolge per portare l'attenzione dell'Unione verso orizzonti internazionale che altrimenti rischiererbbero di essere dimenticati: Mediterraneo, America Latina, lo stesso allargamento ad est. Soprattutto al Capo dello Stato preme ricordare che "i governi italiani hanno fornito contributi essenziali all'avanzamento del processo di integrazione europea". Storicamente "ogni qualvolta il disegno unitario sembrò appannarsi l'Italia seppe individuare e unirsi con le forze più dinamiche e costruttive, scegliendo con loro la strada da seguire". Tra questi momenti "il completamento del mercato interno, deciso al consiglio europeo di Milano nel 1985: l'atto unico, entrato in vigore due anni dopo, segnò una tappa storica nello sviluppo dell'Europa".
Ora è al lavoro una convenzione i cui vicepresidenti sono rispettivamente un italiano e un belga. Il suo compito è quello di "affrontare il ritardo istituzionale accumulatosi nella costruzione dell'Unione Europea". Per questo è bene che la conferenza intergovernativa che avrà inizio dopo il completamento dei lavori della convenzione, possa concludere i suoi lavori "entro il dicembre 2003", mese in cui verrà a scadere il semestre di presidenza italiano dell'Unione Europea.
C'è però un altro punto che sembra stare molto a cuore al capo dello Stato. E' legato alla attualità internazionale. Ciampi non pronuncia mai la parola Iraq, e nemmeno quello Medioriente. Ma non si sottrae ad un nuovo appello: "la situazione mondiale richiede una forte identità europea, proiettata verso il mondo". La "drammaticità della realtà internazionale obbliga gli stati europei a compiere un deciso passo in avanti, accettare crescenti aspetti di sovranazionalità" e "parlare con una sola voce". Soprattutto questa unità di politica internazionale si presenta come urgente e necessaria: "l'alternativa è l'irrilevanza".
(16 OTTOBRE 2002, ORE 12:45)
Avanguardia dove???Dell'Africa forse![]()
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...e giustamente un commentatore de Il Nuovo lo sottolinea...![]()
RESTI ALL'AVANGUARDIA...
Maddeche'??? Ma che si sogna? Ma rendiamoci conto. Abbiamo vissuto di fantasie fino adesso. E' ora che ci scontriamo con la realta'. Abbiamo un paese che fa schifo!
Mercoledi 16 Ottobre 2002 - 132




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